Greenstyle Ambiente Animali Microchip cani: 10 cose da sapere sul transponder

Microchip cani: 10 cose da sapere sul transponder

Microchip cani: 10 cose da sapere sul transponder

Mai come in questo momento è importante parlare di microchip nei cani: a livello nazionale e regionale le norme per l’applicazione dei microchip sono sempre più severe per contrastare fenomeno di abbandono, randagismo, tratte illegali dei cuccioli e benessere delle fattrici (per evitare che siano fatte fare loro troppe cucciolate). Se ti stai chiedendo che cos’è il microchip, chi lo mette, quali sono i requisiti per poterlo applicare, entro quando mettere il microchip al cane e cosa succede se il cane non ha il microchip, ecco che cerchiamo di darti tutte le risposte necessarie.

Che cos’è il microchip?

Il microchip è un piccolo transponder: una capsula di vetro biocompatibile e del tutto inerte che viene inserita nel sottocute del cane. Ciascun microchip contiene un numero di identificazione preciso e quando un lettore di microchip viene fatto passare sul cane a breve distanza dal corpo, ecco che il segnale emesso dal lettore interagisce con questo numero e quest’ultimo compare sul lettore.

A cosa serve?

Il microchip serve a identificare in maniera univoca un cane e ad attribuirne il possesso a uno specifico proprietario. Introdotto nel 2004, il microchip è andato a sostituire definitivamente il vecchio tatuaggio auricolare.

Qui trovate alcuni motivi per cui è utile il microchip nel cane.

Il microchip non è un gps!

Sfatiamo subito un mito: il microchip non è un gps. Se il transponder viene inserito e il cane si perde, non è possibile ritrovarlo magicamente con un’app. Il ritrovamento del cane tramite microchip avviene solamente se su un cane vagante viene usato l’apposito lettore a disposizione di Servizi Veterinari dell’Asl, veterinari liberi professionisti, Guardie Zoofile o forze dell’ordine.

In questo caso, tramite procedura dedicata, i Servizi Veterinari dell’Asl possono risalire al nome del proprietario e lo contatteranno per restituirgli il cane.

Microchip cani: cucciolata

Cosa dice la legge italiana?

La legge n. 281 del 14 agosto 1991 disciplina l’applicazione del microchip nei cani. Accanto a questa legge ci sono poi quelle regionali di recepimento della normativa nazionale. Se volete leggerla in toto, la trovate in Gazzetta Ufficiale.

La legge italiana in merito all’identificazione tramite microchip del cane è molto chiara:

  1. Ciascun cane deve essere microchippato entro e non oltre i due mesi di vita
  2. In Italia non è possibile vendere o cedere cani in regalo sprovvisti di microchip

Non si possono vendere cani senza microchip

A proposito di questi due punti fondamentali, è bene che sappiate che le norme si stanno inasprendo in questi ultimi tempi. Essendo che molto spesso tali norme sono disattese in una classica situazione “all’italianità” dove per comodità tutti fanno un po’ quello che gli pare, ecco che le Asl hanno posto dei paletti fondamentali.

Questo vuol dire che non è più possibile acquistare cuccioli da privati, allevatori o negozianti sprovvisti di microchip: questo perché la legge dice chiaramente che la vendita è possibile solo con cuccioli microchippati.

Finora molti bypassavano il problema chiedendo al proprio veterinario di applicare il microchip, ma adesso molte Asl stanno ponendo dei veti in tal senso: i veterinari liberi professionisti che si vedono arrivare un cucciolo comprato o regalato, ma sprovvisto di microchip, dovranno non applicare il microchip come fatto finora. Dovranno invece segnalare la situazione all’Asl che provvederà alle verifiche del caso, appurando perché il venditore o il cedente non abbia provveduto a microchippare il cucciolo a suo nome poi a fare il relativo passaggio di proprietà al nuovo proprietario, così come richiesto dalla legge.

Va da sé che al momento ogni Asl fornisce le proprie indicazioni in materia, quindi è bene informarsi prima su come comportarsi. Tuttavia rispettare le regole è molto semplice: chi vi vende o regala un cane, deve darvelo già microchippato e con passaggio di proprietà. Se fate questo, siete perfettamente in regola.

Mamma cane e cuccioli con microchip

Come applicare il microchip al cane?

Applicare il microchip a un cane richiede il rispetto di determinati requisiti che vanno tutti rispettati.

A che età va applicato il microchip?

Il microchip ai cani deve essere applicato entro e non oltre i 60 giorni di vita.

Chi applica il microchip?

Il microchip ai cani può essere applicato solamente da un veterinario con apposita autorizzazione da parte dell’Asl o dai Servizi Veterinari.

In particolare, i veterinari possono applicare solamente i microchip a cani appartenenti a proprietari che risiedono nella loro stessa regione. Esempio: un veterinario del Piemonte può applicare il microchip solamente a cani di proprietari residenti in Piemonte. Tuttavia non può applicarli a cani appartenenti a proprietari residenti in altra regione.

Dove si applica?

Il microchip è applicato tramite iniezione sottocutanea nella regione sinistra del collo del cane.

A chi deve essere intestato?

Come anticipavamo prima, le norme si stanno facendo sempre più stringenti. In caso di cucciolata, i cuccioli devono essere microchippati e intestati a nome del proprietario della fattrice, sia esso un privato con un cane che ha fatto una cucciolata da regalare, sia esso un allevatore amatoriale, un allevatore professionista o un negoziante.

Successivamente, quando arriveranno i nuovi proprietari, dovrà essere fatto un passaggio di proprietà a nome loro.

A proposito delle cucciolate: ricordati che bisogna fare denuncia di cucciolata all’Asl entro dieci giorni dalla nascita, comunicando nome e cognome del proprietario della fattrice, microchip della medesima e numero di cuccioli maschi e femmine nati (vivi o morti). Questo perché in tal modo l’Asl potrà tenere traccia dei cuccioli sul territorio per evitare traffici illegali.

Costo

Non esiste un tariffario unico nazionale, perciò ciascun veterinario e ciascuna Asl sono liberi di applicare il prezzo voluto. In generale il costo di applicazione del microchip nel cane si aggira intorno a quello di una visita. Chiedi al tuo veterinario un preventivo.

Come iscrivere il cane all’Anagrafe Canina?

Applicando il microchip al cane, il veterinario registrerà automaticamente il cane all’Anagrafe Canina. Dovrà utilizzare un’apposita piattaforma e rilasciare al proprietario copia del documento di applicazione del microchip. Un’altra copia sarà inviata ai Servizi Veterinari dell’Asl di competenza.

Cosa fare quando il cane muore?

Quando muore un cane, bisogna cancellarlo dalle liste dell’Anagrafe Canina dandone comunicazione all’Asl. Il tuo veterinario redigerà un certificato di morte che andrà portato ai Servizi Veterinari. Le modalità e le tempistiche sono variabili di Asl in Asl e di regione in regione, quindi chiedi al tuo veterinario di fiducia come comportarti.

Lettore microchip cane

Come leggere il microchip?

Per leggere il microchip di un cane è necessario dotarsi di appositi dispositivi: si tratta dei lettori di microchip dei cani. Ce ne sono di diverse marche, modelli, tipi e prezzi. Alcune tipologie non riescono a leggere proprio tutti i tipi di microchip, soprattutto quelli applicati all’estero.

Se il tuo veterinario non riesce a leggere il microchip del tuo cane, è possibile che ti invii all’Asl per vedere se la lettura riesce ad essere eseguita tramite altro dispositivo. Se anche così non si riesce, è possibile che il microchip si sia inattivato, cosa che talvolta accade. In questo caso starà ai Servizi Veterinari dell’Asl spiegarti come procedere.

Ricerca proprietario microchip cane: è possibile?

Ti starai chiedendo se sia possibile fare una ricerca del proprietario del microchip del cane. La risposta è: sì e no. Andando sul sito dell’Anagrafe Canina pubblica di Salute.gov è possibile ricercare il numero di microchip nell’Anagrafe Canina Nazionale o nelle singole Anagrafi Regionali.

Tuttavia, a causa delle leggi sulla privacy, non potrai vedere il nome del proprietario, i suoi dati o quelli del cane: l’unica cosa che potrai fare è vedere in quale Asl quel cane e quel microchip sono stari registrati.

Cosa fare se si perde un cane con microchip?

Se hai perso il tuo cane col microchip, come prima cosa fai denuncia di smarrimento ai Servizi Veterinari dell’Asl di competenza e alle forze dell’ordine (Vigili, Polizia o Carabinieri). Questo è fondamentale: se non fai denuncia e il cane poi viene ritrovato, ti verrà restituito, ma dovrai pagare una multa per presunto abbandono di cane. Se invece è presente la denuncia di smarrimento, al massimo dovrai rimborsare le spese di pensione del cane.

Microchip cane e veterinario

Microchip cani: cosa NON si può fare

Purtroppo in Italia ci sono molti comportamenti scorretti che ancora fanno sì che dai veterinari continuino ad arrivare cuccioli regalati o venduti senza microchip. La maggior parte dei proprietari non sa che il cucciolo per legge deve essere venduto o regalato con già il microchip applicato e passaggio di proprietà (anche se basta fare una rapida ricerca su Google per sapere come comportarsi).

Il problema è che adesso la legge, dopo una fase diciamo di “sanatoria” e di adeguamento, sarà fatta rispettare alla lettera proprio perché in molti continuano a fare come gli pare, violando la normativa.

Alcune delle cose che non si possono fare:

  • Non si può acquistare o ricevere un cane senza microchip: se il vecchio proprietario, il venditore o l’allevatore ve lo danno senza microchip dicendovi di andare ad applicarlo dal vostro veterinario, sappiate che in molte Asl e regioni non è più possibile farlo. Questo perché i veterinari hanno ricevuto da alcune Asl l’indicazione a segnalare queste situazioni. Il che vuol dire verifiche da parte dei Servizi Veterinari sul proprietario e sul venditore con multe e, in alcuni casi, sequestro del cane. Questo in quanto tecnicamente quello è un cane sprovvisto di microchip, quindi non è possibile attribuirne la proprietà e quindi il cane in questione è stato sequestrato ai nuovi proprietari che l’avevano acquistato senza microchip, portato in canile, applicato il microchip e reso disponibile per l’adozione. Quindi occhio adesso a prendere con voi cani a qualsiasi titolo (anche regalati dall’amica a cui la cagna ha fatto una cucciolata) senza microchip: rischiate non solo multe, ma anche conseguenze più spiacevoli
  • Il veterinario non può applicare un microchip che non è stato acquistato da lui: il veterinario può inserire solo microchip da lui stesso acquistati in quanto ci deve essere corrispondenza fra i transponder acquistati dai fornitori e quel veterinario. Questo significa che se si presenta un neo proprietario con cucciolo senza microchip e microchip fornito dal venditore con l’indicazione di “Lo faccia mettere al suo veterinario e registrare da lui”, non si può fare. Questo in primis perché il veterinario può applicare solamente quelli acquistati e registrati a nome suo. In secondo perché come ha fatto il venditore ad avere quel microchip visto che possono essere applicati e detenuti solo da veterinari?
  • Il veterinario libero professionista non può applicare il microchip a cani acquistati o regalati sprovvisti di transponder: dipende sempre dall’Asl o dalle regioni, ma in teoria se da un veterinario arriva un cane senza microchip, non può applicarlo lui direttamente (a meno che non riceva specifica indicazione da parte dell’Asl per quel caso particolare), ma deve segnalare ai Servizi Veterinari la presenza di un cane sprovvisto di microchip in modo che sia l’Asl a provvedere. In questi casi il veterinario potrà provvedere ad applicare i microchip in pratica solamente a cucciolate nate da suoi clienti che abbiano provveduto correttamente a fare denuncia di nascita di cucciolata all’Asl e che intestino i microchip al proprietario della fattrice: in questo caso il veterinario potrà procedere

Microchip cani: è un obbligo di legge!

Il microchip dei cani è un obbligo di legge, non una scelta facoltativa. Il cane deve essere microchippato entro e non oltre i due mesi di vita. Il microchip deve essere intestato al proprietario della fattrice (cittadino privato, allevatore amatoriale, allevatore professionista o negoziante). In un secondo momento deve essere poi fatto un passaggio di proprietà al nuovo proprietario.

Foto | Pixabay

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