Greenstyle Alimentazione Insetti nell’alimentazione: quanti ne mangiamo senza saperlo

Insetti nell’alimentazione: quanti ne mangiamo senza saperlo

Quanti insetti mangiamo durante la nostra quotidiana alimentazione? Se l'idea di portare in tavola pane e pasta con farina di locuste ti lascia l'amaro in bocca, devi sapere che ogni anno consumiamo già circa mezzo kg di insetti a tavola, spesso senza saperlo. Ma quali sono gli insetti più spesso presenti negli alimenti?

Insetti nell’alimentazione: quanti ne mangiamo senza saperlo

Fonte immagine: iStock

Quanti insetti mangiamo nella nostra alimentazione quotidiana? Quello degli insetti nella dieta è un argomento dalla storia molto antica, ma mai come oggi se ne parla con sempre maggiore interesse e curiosità. E dunque, sai quanti insetti mangi in un anno? La risposta è semplice: molti di più di quanto pensi.

Che tu viva in Asia, in Africa, in America o in Europa, che stia gustando il tuo solito yogurt o bevendo un succo di arancia, beh, puoi star certo/a di aver consumato più di qualche insetto nel corso della tua vita.

Non ci stiamo riferendo solamente agli insetti che ingeriamo accidentalmente, quanto piuttosto a quelli che vengono aggiunti negli alimenti che consumiamo ogni giorno, come le caramelle gommose, alcuni tipi di bibite, yogurt e altri comunissimi alimenti.

Ebbene si, mentre l’Europa è alle prese con l’introduzione di farine di insetto e altri cibi a base di insetti, vogliamo ricordare che questo particolare alimento fa già parte della nostra dieta da decenni. In questo spazio dedicato ai “nuovi cibi” vedremo dove si trovano gli insetti nel cibo confezionato, quali sono i vantaggi e perché l’Europa mira a un’introduzione sempre più diffusa di questo genere di alimento.

Perché gli insetti saranno il cibo del futuro?

proteine da insetti
Fonte: iStock

Prima di scoprire quali e quanti sono gli insetti che mangiamo nella nostra alimentazione senza saperlo, facciamo un piccolo passo indietro, e vediamo perché si punta sempre più spesso su questo tipo di alimento. Il sistema alimentare così come lo abbiamo modellato e come lo conosciamo oggi è palesemente insostenibile per il pianeta.

Una dieta basata sul massiccio consumo di carne rossa e pollame, infatti, comporta un profondo impatto sul pianeta, aggrava il livello di emissioni di CO2 e gas serra, e riduce progressivamente le risorse naturali, come acqua potabile e suolo, con un ulteriore peggioramento delle già precarie condizioni ambientali.

Insomma, il nostro attuale sistema alimentare non può essere definito neanche lontanamente sostenibile. Con l’aumento della popolazione mondiale, se dovessimo proseguire su questa strada rischieremmo di aggravare il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici, con conseguenze disastrose per tutto il pianeta.

In un quadro del genere, l’introduzione di una nuova fonte proteica (rappresentata, per l’appunto, dagli insetti), sembra essere la strada più accettabile e vantaggiosa, specialmente se abbinata a una dieta prevalentemente plant based, basata su alimenti coltivati nel rispetto del suolo e delle risorse naturali.

farina di grillo
Fonte: iStock

Quali insetti si possono mangiare in Europa?

Tornando agli insetti, secondo molti esperti il loro allevamento comporterebbe una bassa emissione di sostanze inquinanti e un ancor più basso ricorso alle risorse idriche. Gli insetti, tra l’altro, sono considerati una buona fonte di proteine, aminoacidi essenziali, minerali, acidi grassi omega 3 e omega 6, vitamine e altre sostanze necessarie per la nostra salute.

Per questo motivo, l’introduzione nella dieta di alcuni tipi di insetti, come locuste, larve della farina (Tenebrio molitor), grilli (Acheta domesticus) o altre specie, potrebbe offrire una chance in più per migliorare il nostro rapporto con la Terra.

Insomma, con ottime probabilità, potremmo assaporare pane, cioccolato, pasta, salse o altri cibi a base di insetti commestibili.

L’idea ti provoca un’espressione di disgusto? Aspetta prima di giudicare, perché potresti già aver mangiato la tua buona dose di insetti, senza il benché minimo sospetto e senza nessunissima conseguenza.

In media, infatti, si stima che consumiamo la bellezza di 500 gr di insetti all’anno. Ma dove si trovano esattamente? Semplice, possiamo trovarli nei cibi che consumiamo tutti i giorni.

Insetti nell’alimentazione umana: l’entomofagia

Quelli che abbiamo visto rappresentano solo una piccolissima parte degli insetti commestibili consumati quotidianamente in tutto il mondo.

Sebbene nel nostro Paese sia vista da molti con un certo sospetto, ricordiamo infatti che l’entomofagia (la dieta a base di insetti) è una realtà del tutto normalissima in molti altri Paesi del mondo.

Si stima che siano quasi 2000 le specie di insetti consumate a tavola, tra i quali i più comuni sono i coleotteri, bruchi, api, formiche, cavallette, locuste e grilli, la cocciniglia, termiti, libellule, mosche e moltissimi altri.

Insetti nell’alimentazione: ecco quanti ne mangiamo senza saperlo

cocktail colorante rosso
Fonte: Pixabay

Sappiamo adesso che, in media, consumiamo circa mezzo chilo di insetti all’anno. Ma quali alimenti contengono insetti? Tra i cibi che ne contengono in maggiori quantità vi sono i succhi di frutta, la cioccolata, alcuni tipi di formaggi (celebre è, ad esempio, il “casu marzu” sardo, il formaggio con i vermi), ortaggi e verdure surgelate, le insalate e la passata di pomodoro.

In molti casi, di solito gli insetti finiscono accidentalmente nei cibi durante il processo di produzione, e si tratta perlopiù di larve di mosca, moscerini e altri piccolissimi animali.

Cocciniglia: il colorante alimentare a base di insetto

Tra gli insetti aggiunti volontariamente nelle ricette di dolci e bevande si annovera, invece, la cocciniglia, indicata in etichetta con la sigla E120 (o acido carminico). Questo ingrediente non è altro che il colorante rosso ricavato dalla macinazione di un insetto che fa parte della stessa famiglia delle coccinelle.

Dove si trova la cocciniglia? Un po’ ovunque. Il colorante rosso E120 si trova in molte marche di yogurt, nelle bevande alcoliche e analcoliche, nelle caramelle e in alcuni tipi di aranciata. Se stai gustando un alimento dal vivace colore rosso, con ottime probabilità conterrà l’E 120 tra i suoi ingredienti.

Questo estratto viene inserito in modo del tutto legale negli alimenti, e con ottime probabilità lo avrai consumato decine di volte.

Insomma, sebbene l’idea di addentare un panino alla farina di grillo possa far storcere qualche naso, la verità è che da tempo consumiamo già la nostra buona dose di insetti. Quel che conta è che qualunque ingrediente sia opportunamente indicato in etichetta.

Fonti

Seguici anche sui canali social

Ti potrebbe interessare

Cottura passiva: come cuocere a fuoco spento e risparmiare
Alimentazione

La cottura passiva è una tecnica che consiste nell’utilizzo del calore residuo per cuocere gli alimenti. Per applicarla, basta portare l’acqua ad ebollizione, mettere gli alimenti nella pentola e dopo poco spegnere il fuoco. In questo modo, possiamo cuocere la pasta, il riso e anche le verdure.