I delfini si parlano e identificano

I delfini si parlano e identificano

Arrivano nuovi dettagli dalla ricerca sulla comunicazione dei delfini: i mammiferi del mare si parlano e sanno identificarsi con nomi specifici.

Si ricorderà di certo la ricerca emersa sulla stampa qualche mese fa, in cui si illustrava la straordinaria capacità dei delfini non solo di comunicare sapientemente fra di loro, ma anche di riconoscersi per nome. Arrivano oggi nuovi dettagli sullo studio in questione, che confermano quanto allora ipotizzato: i delfini si assegnano dei suoni univoci l’un l’altro, dei fischi che equivalgono ai nostri nomi propri.

>>Scopri perché i delfini si chiamano per nome

Le nuove rivelazioni sono sempre prodotte dall’Università scozzese di St Andrews: non solo i delfini reagiscono a specifici suoni associati a ogni esemplare, ma rispondono in modo univoco quando vengono loro fatte ascoltare delle registrazioni audio. Così spiega Vincent Janik, ricercatore per il dipartimento di ricerca sui mammiferi marini:

I delfini vivono in un ambiente tridimensionale al largo, dove non vi sono riferimenti territoriali e dove necessitano di stare in gruppo. Questi animali vivono in un ambiente dove è necessario un sistema davvero efficiente per rimanere in contatto.

Tale sistema non può che avvenire con la comunicazione sonora, sia con frequenze percepibili dall’uomo che con altre più elevate. Il tipico fischio del delfino serve quindi per chiamare un compagno lontano e identifica un solo esemplare alla volta, tanto che ogni capo sarà capace di riconoscersi dalle registrazioni delle singole “voci”. Si tratta di una sorta di firma, un marchio che permette non solo il riconoscimento della specie e dell’esemplare, ma anche la sua personalità e i suoi comportamenti.

Abbiamo prima riprodotto dei fischi identificativi di esemplari del loro gruppo, quindi abbiamo riprodotto fischi comunque nel loro repertorio e altri suoni che non hanno mai sentito prima. […] La maggior parte del tempo i delfini non si vedono l’un l’altro, non possono utilizzare l’olfatto sott’acqua – uno dei più importanti sensi nei mammiferi per il riconoscimento – e non hanno tane o nidi a cui far ritorno. La comunicazione diventa quindi preminente.

La stessa teoria, ovvero quella dell’esistenza di un “signature whistle” con cui i delfini sono in grado di riconoscersi, è stata confermata da altri studi oltreoceano, in particolare quelli condotti dall’Università della California. Whitney Freeman, una delle studiose implicate nella ricerca, spiega come questi mammiferi marini siano particolarmente in grado di assegnare suoni diversi a ogni membro del gruppo, tanto che all’ascolto di un suono conosciuto il delfino chiamato in causa si avvicina agli umani e rimane in attesa di ulteriori informazioni.

Sì, sono qui, mi hai chiamato?

Se si dovesse sintetizzare solo con una frase, sarebbe questa la migliore per descrivere il comportamento di un delfino quando si riconosce in una registrazione. Le sonorità, tuttavia, non avrebbero solamente il ruolo dell’identificazione, ma anche del controllo sociale: il pettegolezzo, in altre parole, che permette di stabilire quali siano i comportamenti ammessi e quali invece indesiderati dal gruppo.

Disporre di suoni che esprimono l’identità potrebbe essere un modo per il gruppo per sapere dove sia ogni singolo membro in un dato momento o il suo comportamento.

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