Greenstyle Benessere Salute Gravidanza e consumo di caffè: mamme rischiano neonati sottopeso

Gravidanza e consumo di caffè: mamme rischiano neonati sottopeso

Gravidanza e consumo di caffè: mamme rischiano neonati sottopeso

Fonte immagine: Unsplash

Il consumo di quantità moderate di caffè in gravidanza può avere effetti sul feto, aumentando il rischio di un nascituro sottopeso. È quanto rivela un nuovo studio condotto negli Stati Uniti, relativo all’assunzione di caffeina da diverse fonti durante i mesi della gestazione. Gli esperti però allontanano allarmismi e diete rigide: è sufficiente contenere l’assunzione di caffè alle dosi consigliate.

La ricerca in questione è stata condotta dal’Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development e, come evidente dall’analisi condotta, riguarda soprattutto le abitudini delle mamme a stelle e strisce. Negli Stati Uniti non è infatti insolito assumere grandi quantità di caffeina ogni giorno, data la consuetudine non solo di consumare più caffè lunghi durante la giornata, ma anche di concedersi i più svariati energy drink.

Caffè e gravidanza, rischi per il bambino

I ricercatori statunitensi hanno rilevato come anche un’assunzione moderata di caffeina al giorno possa avere effetti sullo sviluppo del feto. Per lo studio, pubblicato su JAMA Network Open, gli esperti hanno analizzato i dati provenienti da 2.000 donne incinte, monitorate in 12 diversi siti clinici e con una gravidanza tra l’ottava e la tredicesima settimana.

Alle partecipanti, tutte non fumatrici e non affette da patologie pregresse, è stato richiesto di sottoporsi a continue analisi del sangue, in particolare dalla decima alla tredicesima settimana. I ricercatori hanno infatti analizzato i campioni alla ricerca della caffeina e della paraxantina, un metabolita proprio della caffeina.

In confronto alle donne incinte che normalmente non consumano caffè o prodotti derivati, le mamme che nel sangue presentano elevati livelli di caffeina in media danno alla luce bambini di 84 grammi più magri rispetto al gruppo di controllo. Ancora, i neonati risultano di quasi mezzo centimetro più corti e la loro circonferenza cranica è di circa tre millimetri inferiore. Gli effetti più gravi si rilevano con un consumo giornaliero di caffeina pari o superiore ai 200 mg.

Anche un’assunzione moderata di caffè può determinare degli effetti, seppur più contenuti. Superando i 50-60 mg di caffeina al giorno, all’incirca una tazza di caffè lungo americano, i neonati presentavano 66 grammi medi in meno rispetto al gruppo di controllo, con lunghezze di 0.3 millimetri inferiori e circonferenza cranica di poco più di un millimetro ridotta. Non sono invece state osservate grandi conseguenze per le donne che rimangono sotto ai 50mg quotidiani.

I nostri risultati suggeriscono che il consumo di caffeina durante la gravidanza, anche sotto ai livelli di 200 mg al giorno consigliati negli Stati Uniti, può essere associato a una ridotta crescita fetale.

Non è però la classica tazzina di caffè consumata dopo il pranzo a destare preoccupazione in gravidanza, bensì il consumo quotidiano non immediatamente rilevabile. Lo studio evidenzia infatti come elevate quantità di caffeina siano presenti in vari alimenti, senza che i consumatori effettivamente se ne rendano conto. Fra i più comuni, alcune tipologie di te, gli energy drink, varie bevande zuccherate e diverse tipologie di cioccolato.

Fonte: Daily Mail

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