Crudismo o Raw Food

Crudismo o Raw Food

Nata in America come una moda temporanea, per le star del cinema e del gossip, la scelta alimentare del crudismo (o raw food) ha ben presto preso piede superando diffidenze e confini. Sommersa da pregiudizi la raw food è una scelta alimentare che privilegia cibi crudi quindi vivi, nel pieno del loro potenziale vitaminico ed energetico. L’apporto calorico che ne deriva […]

Nata in America come una moda temporanea, per le star del cinema e del gossip, la scelta alimentare del crudismo (o raw food) ha ben presto preso piede superando diffidenze e confini. Sommersa da pregiudizi la raw food è una scelta alimentare che privilegia cibi crudi quindi vivi, nel pieno del loro potenziale vitaminico ed energetico.

L’apporto calorico che ne deriva è ben bilanciato, quasi privo di grassi e sostanze intossicante per il corpo e l’intestino. Al crudismo ci si avvicina con passi lenti e ben calibrati, senza eccessiva fretta e voglia di anticipare i tempi. Non vi sono limiti di età perché la raw food è adatta a tutti, e ci si approccia spesso dopo scelte simili legate all’alimentazione vegetariana, vegan fino al fruttarismo. Questo stile alimentare rimanda alle origini dell’uomo, quando il fuoco non esisteva e cibarsi di fruttaverdura e alimenti crudi era una necessità. L’evoluzione dell’industria alimentare ha spinto l’uomo a considerare il cibo cotto come il pasto principale, mentre il crudo come contorno o secondario (ad esempio antipasti, insalate, frutta etc). In realtà la cottura tende a diminuire e disperde rapidamente i principi nutritivi di ogni alimento, dimezzando le proprietà del cibo che portiamo alla bocca. Al contrario una cucina crudista garantisce un’alimentazione naturale, ricca di fibre, priva di zuccheri complessi e di grassi intossicati.

Storia e motivazioni della scelta crudista

La storia del crudismo è da ricercare nelle origini dell’uomo, nella sua prima apparizione sulla crosta terrestre. Come anticipato fu una decisione imposta dalla necessità, ciò che forniva l’ambiente circostante era fonte di nutrimento. I primi uomini vivevano sulle piante, quindi frutta e bacche erano di facile accesso. Anche le prime battute di caccia e pesca contemplavano l’assunzione di alimenti crudi, fino all’arrivo del fuoco. Questa scelta è stata successivamente ripresa dalla popolazione deli Esseni, una setta ebraica che viveva in prossimità del Mar Morto. Durante la storia molti medici, naturisti e studiosi hanno portato avanti il crudismo, garantendo la sua efficacia attraverso studi e confronti.

Lo stesso Ghandi per anni fece propria la scelta della raw food. Il crudismo è biologicamente più adatto alla nostra struttura corporea, in quanto gli esseri umani sono frugivori cioè mangiatori di frutta. Anatomicamente parlando il nostro corpo e il nostro intestino sono simili a quello dei nostri cugini i primati, e come loro dovremmo nutrirci di frutta e verdura cruda. Nonostante l’uomo venga considerato onnivoro, in realtà fisicamente è molto dissimile dai classici onnivori (come gli orsi, i maiali, il corvo e il topo) e dai carnivori (ad esempio tigri, leoni), perché non in possesso di un intestino molto corto e di forti mascelle. Invece più adatto ad assimilare velocemente frutti, semi, germogli freschi e foglie tenere. Il cambiamento climatico con passaggi da glaciazioni a lunghi periodi di siccità ha condizionato l’ambiente di appartenenza dell’uomo preistorico, riducendo gli alimenti e costringendolo a cibarsi di carne. Questa introduzione ha modificato anche le sue aspettative di vita, riducendo la durata della sua sopravvivenza.

Perché il cibo è crudo

La scelta del cibo crudo impedisce dispersioni delle proprietà nutritive, mantenendo inalterate le sue qualità e potenzialità. Secondo il Dr. Kouchakoff, medico svizzero di Losanna, il cibo cotto favorirebbe la leucocitosi cioè un aumento dei globuli bianchi come difesa dei confronti di un cibo che non considerano idoneo all’organismo. La cottura modificherebbe la struttura chimica dei cibi, snaturando le proteine, ossidando i grassi naturali e favorendo la formazione dei radicali liberi contro i quali il nostro corpo combatte per non invecchiare. Inoltre le Vitamine vengono disperse e distrutti gli enzimi dei cibi, costringendo il nostro corpo a utilizzare per la digestione la propria riserva. Non è un avvelenamento ma un accumulo di tossine che il nostro fisico, in particolare l’intestino, faticano a disperdere, smaltire e sintetizzare. Per questo motivo il crudista privilegia i cibi non cotti dai quali potrà ricavare tutti i benefici derivati dalla loro integrità.

Cosa mangiano i crudisti

Il passaggio alla raw food deve risultare sempre graduale e lento, in modo che in nostro fisico possa sfruttare la possibilità di smaltire con calma le vecchie abitudini alimentari in favore delle nuove. è una transizione naturale che deve avvenire con calma, per ricercare nelle giuste combinazioni i principi nutritivi, le Vitamine, i sali minerali e le proteine necessarie per condurre una vita sana. Molti crudisti all’inizio eccedono con condimenti vari e frutta secca per compensare le eventuali mancanze, oppure mangiando molto per paura di non ricevere il giusto apporto calorico. Ma è solo una paura dettata dal condizionamento culturale e alimentare al quale l’uomo è sottoposto da sempre. La dieta crudista si avvale di 75-80% di frutta, 10-20% di verdure (in particolare quelle a foglia verde) e un 5% di noci e semi. In un primo momento vengono compresi anche carne e pesce crudo, un modo per passare in modo graduale dall’alimentazione standard alla raw food.

Al contempo la nuova condizione favorirà un processo di depurazione e disintossicazione, che potrebbe risultare un po’ spiacevole: molti potrebbero accusare mal di testa, raffreddore, nausea, debolezza e diarrea. è un passaggio lungo ma necessario dopo anni di intossicazioni alimentari: è il nostro corpo che risponde nel modo giusto allo stimolo fino a riconquistare forma e salute. Giunti al traguardo finale il fisico è rinnovato e rigenerato, pronto a seguire il nuovo cammino.

Grazie alla bassa concentrazione di grassi e zucchero è possibile cibarsi anche 5 o 6 volte durante la giornata, alternando ricette e combinazioni con frullati di frutta e centrifugati. Per una maggiore consapevolezza riguardo alla raw food è importante informarsi, consultando eventualmente anche un nutrizionista. Inoltre per maggiori stimoli è importante seguire corsi di raw food, così da implementare la scelta e le ricette da sperimentare.

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