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Coronavirus: disinfettanti fai da te, boom di intossicati in Italia

Coronavirus: disinfettanti fai da te, boom di intossicati in Italia

Boom di intossicazioni da disinfettanti fai da te e commerciali, l'allarme lanciato dal Centro Antiveleni dell'Ospedale Niguarda di Milano.

Contro il Coronavirus sono cresciute e sono sempre più diffuse le soluzioni fai da te. Non soltanto più o meno fantasiosi modi di realizzare delle mascherine protettive, ma anche ricette più o meno efficaci per la produzione in casa di disinfettanti. Proprio questi ultimi sarebbero al centro di un preoccupante numero di casi di intossicazione, come riportato dal Centro Antiveleni – Ospedale Niguarda.

Un utilizzo eccessivo dei prodotti o ricette fai da te che non tengono conto dell’interazione tra sostanze incompatibili tra loro sono le principali cause di intossicazione secondo la Dott.ssa Franca Davanzo, a capo del Centro Antiveleni dell’Ospedale Niguarda. Come riferito dall’esperta molti applicherebbero i liquidi disinfettanti sulle mascherine, in quantità però esagerata e di conseguenza tossica per l’organismo (che si ritrova esposto, per inalazione, a un elevato quantitativo di sostanze chimiche).

Secondo la Dott.ssa Davanzo l’incremento dei casi di intossicazione da sostanze chimiche è incrementato del 65% dall’inizio dell’emergenza Coronavirus. I più esposti risulterebbero i bambini, con un +135% di ammissioni ospedaliere. Questo perché sarebbe pratica comune nelle abitazioni preparare disinfettanti fai da te o acquistare prodotti commerciali, e poi lasciare le bottigliette (anche non etichettate) alla portata dei bambini.

L’invito degli esperti del Niguarda è quindi quello di prestare particolare attenzione quando si tratta di conservare tali prodotti, valutando inoltre con attenzione l’opportunità o meno di ricorrere a ricette fai da te non verificate.

Tra le soluzioni improvvisate da evitare anche quella che ha visto protagonista una coppia di sessantenni in Arizona, negli USA. I due hanno assunto un prodotto per la pulizia degli acquari contenente fosfato di clorochina, questo perché avrebbero sentito Donald Trump affermare in televisione che la clorochina (intesa nella sua formulazione farmacologica per la cura della malaria, non come prodotto per acquari) avrebbe effetti positivi contro il Coronavirus.

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