Greenstyle Benessere Il cloro toglie l’abbronzatura?

Il cloro toglie l’abbronzatura?

Un tuffo in mare non è lo stesso di uno in un ambiente trattato con acqua al cloro, utile contro i germi. Ma il suo effetto disinfettante non è l'unico che dobbiamo aspettarci, in quanto è possibile che sbianchi anche la pelle. In caso di abbronzatura, ci dobbiamo attenderci macchie o anche uno schiarimento completo della cute, dovuto ad una sua leggera azione corrosiva.

Il cloro toglie l’abbronzatura?

Fonte immagine: Pixabay

Il cloro è un disinfettante che viene adoperato come germicida per le acque e che può avere degli effetti su pelle e capigliatura se vi entra a contatto. Ma come? In modo semplice, tipo quando facciamo una nuotata in piscina, dove l’acqua è clorata per mantenere una efficace azione antibatterica.

Di fatto, questo suo potere battericida ha anche, come detto, un effetto sulla cute, specie in caso di pelli sensibili, visto che svolge una leggera azione corrosiva. Se andiamo in piscina in modo regolare, ci saremo accorti che pelle e capelli possono apparire più secchi e disidratati.

Se poi ci stiamo chiedendo se il cloro tolga anche l’abbronzatura, il discorso è lungo, anche se la risposta è semplice e forse anche immaginabile. Il nostro preambolo lascia infatti capire quanto l’acqua clorata possa esercitare un’azione sbiancante e a volte irritante sulla cute umana.

Ma ci sono molte altre cose da dire in merito, a partire dal fatto che il cloro non è il solo colpevole di una tintarella che sbiadisce in modo veloce. Di seguito vedremo sia gli effetti di questa sostanza chimica, sia le altre azioni che possono alterare la nostra abbronzatura.

Cloro toglie abbronzatura
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Il cloro toglie l’abbronzatura, ma non è il solo

Un tuffo nelle fresche acque marine non ha lo stesso effetto sulla pelle di una giornata in piscina, in quanto il cloro può sbiancarla. Al massimo il sale che troviamo nel mare la può seccare. Ma l’azione corrosiva dell’acqua clorata a cui facevamo cenno prima, può invece scolorire la tintarella, se anche in modo graduale.

Ad accelerare questo processo ci pensano altre comuni azioni, che tendono ad asportare in modo quasi sempre meccanico lo strato più superficiale di abbronzatura:

Le troppe docce – In estate è bello rinfrescarsi sotto la doccia, ma se lo facciamo di frequente e magari con detergenti aggressivi, la pelle si può disidratare e desquamare. Il primo effetto che noteremo è anche di una tintarella meno intensa. Per questo è bene curare l’igiene, ma senza esagerare.

Le saune frequenti – No, la stagione estiva non invoglia a fare la sauna, ma chi va in vacanza in montagna, a volte si concede anche questo lusso. Da una parte ci si sente tonificati, ma dall’altra meno abbronzati. Il ciclo di rinnovamento della pelle, che avviene con il caldo umido delle saune, può essere causa di scolorimento.

I troppi scrub – Gli scrub corpo sono un toccasana, una tantum, per esfoliare la pelle e rimuovere tracce di sebo e cellule morte. In media stat virtus però, come dicevano i latini. E per non rovinare la tintarella, è preferibile limitare le esfoliazioni, in modo da tenere l’abbronzatura a lungo.

Gli effetti del cloro sulla pelle

Che il cloro tolga l’abbronzatura, è ormai un dato di fatto, anche se abbiamo visto che non è il solo responsabile di questa azione sbiancante. Ma è importante sapere anche quali altri effetti può avere sulla cute. Di fatto, è un disinfettante considerato sicuro, ma sulla pelle sensibile o predisposta è anche causa di altri disagi.

Le macchie bianche – Il cloro può agire sulla melanina e questo significa non solo che l’abbronzatura svanisce più in fretta dopo ore in piscina. Ma anche che si possono creare delle macchie bianche sulla pelle. L’ideale è fare una doccia con acqua fresca e sapone detergente quando finiamo di nuotare e idratarci con una crema a base di vitamina E.

La dermatite da cloro – Se le pelli sensibili possono essere le più aggredite dal cloro, ci sono anche quelle predisposte a rash cutanei a causa di questa sostanza. Di fatto è una reazione allergica che provoca arrossamento e a volte anche foruncoli, pelle che si sfalda e prurito.

La secchezza cutanea – Il cloro impoverisce la pelle dei suoi oli naturali e un’esposizione prolungata e per molti anni al cloro può anche determinare un invecchiamento precoce della cute. Ma un tuffo ogni tanto in piscina non è causa di questo problema, che esige invece immersioni regolari e per molto tempo in acqua clorata. Al contrario, se anche non siamo nuotatori professionisti, ci dobbiamo prendere cura della nostra pelle. La doccia dopo la piscina, come visto, è importante. Ma lo è anche reidratarla con oli e creme dal potere nutriente ed elasticizzante.

 

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