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Case a basso impatto ambientale, le Exogram Houses

Case a basso impatto ambientale, le Exogram Houses

Fonte immagine: iStock

La forma geometrica come elemento di collegamento, un ponte verso le abitazioni del futuro. In particolare la forma che si ispira all’esogramma come sostiene il team di creativi dello studio JDP Architects, fautori di alcune delle case a basso impatto ambientale più attuali e moderne presenti sul mercato.

Joseph di Pasquale, a capo dello studio, è un architetto di grido dell’ultima generazione e protagonista di progettazioni e pianificazioni abitative elaborate, ma non prive di fascino e funzionalità. Ultime in ordine di tempo sono le Exogram Houses.

L’architetto ha combinato due elementi in aperto contrasto come il modellatore 3D e il disegno a mano libera realizzato direttamente sullo schermo, così da ottenere quello che è stato definito come “schizzo genetico” del progetto finale. Le due abitazioni si sviluppano su più livelli e sono un esempio di sostenibilità e basso consumo energetico.

Case a basso impatto ambientale

Note come Exogram House 1 e 2 possono avvalersi della presenza di una serie di pannelli solari e l’impiego di materiali sostenibili, in grado di ridurre l’impatto di queste due abitazioni sull’ambiente stesso. La forma geometrica delle stesse ben si sposa con la palette di colori che riveste la struttura esterna, tonalità organiche e naturali che rimandano alla natura stessa.

Il legno è l’elemento predominante e punto di collegamento per le due case a basso impatto ambientale, che trova spazio sia nei rivestimenti esterni che negli interni. Le due abitazioni si differenziano per il tipo di esposizione e di sviluppo strutturale, Exogram House 1 presenta una parte di chiusura nel lato rivolto sulla strada, una forma di protezione che impedisce le invasioni della privacy casalinga.

Contempla la presenza di un piccolo giardino privato nella parte inferiore, così da creare una continuità con gli elementi naturali presenti al suo interno.

Exogram House 2 invece si sviluppa su tre livelli con maxi vetrate che catturano e assorbono la luce del sole, così da favorire un impatto ridotto e un risparmio energetico grazie alla presenza di una serie di pannelli solari collocati sul tetto.

I materiali utilizzati per la sua costruzione sono tutti eco-compatibili così da rendere la struttura ecologica, naturale, emblema perfetto per la bioedilizia. La scelta è ricaduta sulla figura dell’esogramma perché forma architettonica riconoscibile, come sostiene Joseph di Pasquale, che contempla la presenza di un nucleo interno intorno al quale si sviluppano i volumi di riempimento.

Fonte: Inhabitat

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