Una recente novità riguarda uno dei tributi più discussi dagli italiani: in alcuni casi è possibile ottenere un rimborso inatteso, ma solo seguendo la giusta procedura.
Il canone Rai è uno dei tributi più mal digeriti in Italia. Molte persone non ritengono giusto dover pagare una tassa solo per il fatto di possedere un televisore o un apparecchio in grado di captare e trasmettere le frequenze radiofoniche ed il segnale del digitale terrestre. Dopo anni e anni di bollettini, grazie al governo Matteo Renzi il canone oggi viene versato nella bolletta della luce, cosa che ha indignato ancora di più i cittadini, soprattutto colore che non guardano la televisione.
Eppure, nonostante le critiche e le numerose richieste di abolizione, resta obbligatorio per la maggior parte dei cittadini, ma non tutti sanno che in alcuni casi è possibile ottenere un rimborso fino a quasi 1000 euro, semplicemente dimostrando di rientrare in determinati requisiti stabiliti dalla legge.
Negli ultimi mesi, una serie di aggiornamenti normativi e amministrativi ha riaperto la possibilità per alcune categorie di cittadini di recuperare le somme versate in eccesso. Il tutto senza ricorrere ad avvocati o lunghe trafile burocratiche, ma seguendo una procedura chiara e accessibile. È una notizia che interessa in particolare gli over 75, una fascia di popolazione che, spesso, ha continuato a pagare il canone pur avendo diritto all’esenzione totale.
Chi ha diritto al rimborso
Molti anziani non sono stati informati della possibilità di non versare più il canone Rai, e in alcuni casi hanno continuato a pagarlo per anni. Proprio per questo motivo l’Agenzia delle Entrate ha previsto la possibilità di richiedere un rimborso retroattivo fino a dieci anni, che può arrivare a circa 900 euro. Per accedere al rimborso del canone Rai bisogna rispettare due condizioni fondamentali: avere più di 75 anni al momento della richiesta e possedere un reddito annuo complessivo inferiore a 8.000 euro (considerando sia il richiedente che il coniuge).

Come ottenere il rimborso del canone Rai? – greenstyle
Se si rientra in questi parametri, non solo si ha diritto al rimborso delle somme pagate negli ultimi anni, ma anche all’esenzione per i pagamenti futuri. È importante sottolineare che l’esenzione e il rimborso valgono solo per l’abitazione principale, cioè quella di residenza: eventuali seconde case non rientrano nel beneficio.
La procedura per ottenere il rimborso è più semplice di quanto si pensi. Il primo passo è scaricare il modulo di richiesta disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate o recarsi direttamente presso uno sportello fisico.
Nel modulo vanno inseriti:
- i dati anagrafici del richiedente;
- il codice fiscale;
- la dichiarazione del reddito annuo;
- la documentazione che prova l’età e la residenza;
- l’indicazione del numero di contratto o della bolletta elettrica in cui è stato addebitato il canone.
Il modulo compilato può essere inviato via raccomandata, PEC o consegnato di persona agli uffici dell’Agenzia delle Entrate. Dopo la verifica dei dati, l’importo spettante viene accreditato direttamente sul conto corrente o tramite bonifico domiciliato. Molti cittadini, inconsapevoli del loro diritto, non hanno mai chiesto il rimborso e rischiano di perdere fino a dieci anni di arretrati. In un periodo in cui il canone è già stato ridotto da 90 a 70 euro l’anno, ottenere quasi 1000 euro indietro può rappresentare un aiuto concreto, specialmente per chi vive con una pensione modesta.
Il consiglio è quindi di verificare subito la propria situazione e, se si rientra nei requisiti, presentare la domanda senza esitazioni. Non serve alcuna intermediazione: basta un po’ di pazienza e la corretta documentazione per ottenere un rimborso del tutto legittimo.








