Una balena trovata nella foresta Amazzonica

Una balena trovata nella foresta Amazzonica

Fonte immagine: Pixabay

Una balena è stata rinvenuta senza vita tra le mangrovie della foresta Amazzonica: la carcassa è stata probabilmente trascinata dalla marea.

Ha destato una certa curiosità, lasciando gli esperti di sorpresa, il ritrovamento di una balena nascosta dalla fitta vegetazione della foresta Amazzonica. La carcassa dell’animale è stata rinvenuta sull’isola di Marajó, alle foci del fiume Amazon, dopo che un gruppo di famelici avvoltoi aveva attirato le curiosità delle popolazioni locali e degli scienziati.

La perlustrazione del luogo ha confermato la presenza di una carcassa di balena, appartenente a un esemplare di circa un anno di età, lungo 8 metri. I resti sono stati fotografati ed esaminati dal Bicho D’água Institute e dal dipartimento locale per la sanità e l’ambiente.

Sebbene al momento non sia chiaro come la balena sia finita nel bel mezzo della rigogliosa vegetazione, gli studiosi sembrano ritenere plausibile l’alta marea come causa principale. Il piccolo di balena si è probabilmente separato dalla madre, perdendo l’orientamento, e sarebbe deceduto prima di raggiungere l’isola. Così spiega Renata Emin, esperta di mammiferi marini per Bicho D’água:

Crediamo che il cucciolo si sia perso e separato dalla madre durante il ciclo migratorio. Non siamo ancora sicuri sul come sia finito qui, ma pensiamo possa essere stato spinto vicino alla riva e la marea, molto intensa negli ultimi giorni, possa averlo trascinato sulla terraferma, sulle mangrovie.

Alcune porzioni della balena sono state raccolte per delle successive analisi, così da stabilirne le cause della morte. Ancora, l’avvistamento di questi mammiferi marini non è usuale in questa stagione dell’anno, quando queste balene preferiscono le acque più fresche vicino all’Artico. Proprio questa preferenza rafforza l’ipotesi di uno smarrimento del cucciolo, ormai lontano dalla madre e disorientato dalle correnti. Serviranno circa 10 giorni per ottenere i risultati autoptici, mentre non è ancora stata pianificata una strategia per la rimozione della carcassa. In ogni caso, si pensa di recuperarne lo scheletro per donarlo a un museo locale dedicato alla biologia e alla storia naturale.

Fonte: Motherboard

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