Andrea Mezzalira è un ingegnere italiano con un sogno: rivoluzionare il riscaldamento domestico. Ha inventato infatti un tipo di stufa a biomassa innovativa: non ha bisogno di canna fumaria, dunque può essere collocata ovunque in casa, e non emette monossido di carbonio. In più ha anche un design accattivante, che potrebbe decretarne il successo, anche se la strada è ancora lunga.

Abbiamo deciso di rivolgere alcune domande a Mezzalira per chiarire meglio il funzionamento di Pirolina, questo il nome della stufa, e capirne i reali vantaggi.

Lei sta progettando un tipo di stufa a biomassa chiamata Pirolina che potrebbe rivoluzionare il riscaldamento domestico. Ci spiega quali sono le caratteristiche che la rendono così diversa dalle altre stufe domestiche?

Insieme all’architetto Fabio Crippa stiamo sviluppando Pirolina, una stufa a pellet/biomassa rivoluzionaria e per rivoluzionaria intendo una stufa a pellet con le caratteristiche di una stufa a gas, senza canna fumaria e senza cavi elettrici! Facile da usare, la si può mettere nelle stanze che si vogliono riscaldare, senza opere murarie, adatta ad ambienti tipo SPA o palestre, ottima soluzione nelle abitazioni di nuova costruzione dove non è previsto o non c’è un attacco alla canna fumaria per stufe e caminetti tradizionali.

Sul sito della Pirolina avete evidenziato le grandi difficoltà che state incontrando nel reperimento di fondi per arrivare a un prodotto commercializzabile. Che strade state percorrendo per la raccolta di fondi?

Non è tutto rose e fiori, la nostra ricerca è stata finanziata totalmente dai miei risparmi, purtroppo tanti test e dati mancano perché la disponibilità economica è venuta meno, per cui non ci è possibile dare informazioni più dettagliate in quanto carenti delle stesse tipo: quante calorie sviluppa, quante stanze riesco a scaldare etc.. Anche se, secondo i nostri calcoli dovrebbe essere sufficiente a scaldare una stanza di medie dimensioni. Questa lacuna economica ci ha portati a percorrere diverse strade, dal crowfunding al chiedere a banche e imprenditori di aiutarci nel progetto passando per bandi di concorso, ma nella giungla della burocrazia si perdevano tempo e risorse preziose. Tutti ci dicevano: il progetto è bello e interessante ma tornate quando avrete ultimato il progetto! Onestamente se avessimo avuto il progetto finito, pronto per la produzione, non avremmo chiesto loro di darci una mano. Cerchiamo quindi persone serie, che abbiano voglia di mettersi in gioco finanziando questo progetto che reputo interessante, non perché è il mio, ma perché unico nel suo genere.

Al momento a che punto è il vostro progetto? Esistono già dei prototipi funzionanti visionabili?

Ad oggi il progetto Pirolina può dirsi al 50%, esiste già un prototipo funzionante e visibile, dotato di camera di combustione e scheletro portante; restano da fare la gestione elettronica (indispensabile per avere una stufa del genere con annessi tutti i vantaggi) e il rivestimento in ceramica refrattaria in grado di rilasciare il calore nel tempo… le temperature superano abbondantemente i 500°. Chi si ponesse la domanda: “dove vanno i fumi?”, la risposta è la seguente: creo un ricircolo per cui vado a riutilizzare il fumo stesso come combustile/comburente migliorando così la combustione del pellet/biomassa. Le capacità della Pirolina sono di circa 5Kg di pellet, con una durata di circa 3 ore con una gestione intelligente della fiamma. Nelle cose da fare in lista ci sarebbero tutti i test una volta ultimata la centralina elettronica (solo per quella mi hanno chiesto 30.000€), certificare la Pirolina a marchio CE e avviare a produzione. In ultimo sarebbe bello poter partecipare a Progetto Fuoco importante fiera che si tiene ogni 2 anni a Verona sui sistemi di riscaldamento, sicuramente una bella vetrina a carattere europeo se non mondiale.

Quale dovrebbe essere il prezzo finale di Pirolina una volta sul mercato?

Attualmente ci è veramente difficile fare una sorta di preventivo, in quanto la mancanza di partner coi quali avviare un serio discorso di collaborazione e un’eventuale industrializzazione non ci permette di dare cifre esatte. Riteniamo, comunque, che per essere competitivi il prezzo dovrà essere come una stufa a pellet o poco meno quantificando credo dai 1000€ ai 3000€, rimane comunque il discorso che sono cifre teoriche perché il prototipo iniziale tra test, sviluppi, manodopera etc., ha toccato per ora i 5000€, e non è ancora ultimato.

(N.B. Le foto della gallery si riferiscono a un test effettuato in data 17/09/2013)

24 settembre 2013
I vostri commenti
Palenzona Giulio Mario, venerdì 21 novembre 2014 alle19:47 ha scritto: rispondi »

scusate, ma a parte i limiti di legge relativi al CO (che è il killer più insidioso), sicuramente vorrete certificare anche le emissioni in, ALMENO, livelli di formaldeide (CH2O), particolato (PM varie), o no ? Avrei anche una curiosità : la post combustione (o ricircolo come viene descritta), è a tiraggio naturale o con ventilatore ? Se è la seconda, avete pensato ad una batteria di backup in caso di interruzione di corrente in presenza di bracere bello carico e stufa accesa ? Immagino di si, ma cmq ve lo consiglierei, perché in mancanza di canna, un malfunzionamento nella parte elettrica si tradurrebbe in immissione nella stanza di fumi random Se invece tutto è a tiraggio naturale ... mi tolgo tanto di cappello al designer dell'"aerodinamica dei fumi" ! !

titone78, domenica 5 ottobre 2014 alle21:20 ha scritto: rispondi »

Salve,anche io mi dedico da anni nella costruzioni di stufe.......ed esattamente di stufe pirolitiche non ne esistono,quelle che sono in commercio o solo sperimentate sono tutte a gasificazione,se andiamo a vedere le definizioni : -pirolisi = combustione in totale assenza di ossigeno -gasificazione =combustione in carenza di ossigeno comunque non consiglierei a nessuno di usare una combustione senza ricambio di aria,e senza canna fumaria.......in una combustione,anche nella piu pulita ci sono e ci saranno sempre dei gas di scarico...........

Fabio, giovedì 26 settembre 2013 alle15:19 ha scritto: rispondi »

Per Alsarago. Nessuna stufa ( nemmeno quelle a gas domestiche cat. A1 che si trovano comunemente in vendita con bombola) può essere collocata in camera da letto o in locali dove non ci sia in ricircolo naturale d'aria e con mq inadeguati. Tutte le stufe quindi emettono CO2; il nostro obiettivo è stato quello di abbassare nei limiti di legge il CO (monossido di carbonio) in modo che possa funzionare con gli stessi parametri di una stufetta a gas domestica senza canna fumaria.

Fabio, giovedì 26 settembre 2013 alle9:05 ha scritto: rispondi »

Per Ettore, grazie per l'interessamento e se vuoi più notizie vai al sito e lì troverai tutte le info ed i nostri contatti.

ArgonX3, mercoledì 25 settembre 2013 alle9:55 ha scritto: rispondi »

Che brutto nome. Sembra il nome di un giocattolo...

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