La pilosella è un rimedio naturale da sempre molto apprezzato in campo estetico: dalle proprietà diuretiche e snellenti, infatti, trova spesso applicazione nell’ambito del trattamento della cellulite. Ma come va assunta e secondo quali tempistiche?

L’Hieracium pilosella, detta anche Pilosella officinarum, è una pianta originaria dell’Africa del Nord e dell’Asia, tuttavia da secoli presente anche in Italia, dove cresce spontaneamente in montagna. I petali, ricchi di sfumature tra il giallo e l’arancione a seconda della varietà, sono dotati di una lieve peluria, da cui appunto deriva il nome. Utilizzata sin dall’antichità come rimedio per la depurazione dell’organismo, in tempi moderni la sua applicazione è diventata anche estetica. Di seguito le proprietà, le modalità d’uso e le eventuali avvertenze.

Proprietà

Agli scopi terapeutici si utilizza la pianta intera fiorita e viene solitamente somministrata in infuso, in estratto secco oppure in tintura madre. La pianta è ricca di tannini, flavonoidi e triterpeni, ma il principio attivo più apprezzato è l’umbelliferone, un composto cumarinico dalle forti proprietà antisettiche e antibiotiche. Questa caratteristica ha fatto della pilosella una pianta molto sfruttata nella farmacologia tradizionale, tanto che gli estratti sono spesso presenti in medicinali diuretici o per la cura della pelle. Ed è proprio in fatto di diuresi che il fiore trova la sua area d’elezione: favorisce la minzione e l’espulsione delle tossine, risulta particolarmente utile a livello epatico e biliare, aiuta a combattere la ritenzione idrica, l’accumulo di adipe e molto altro ancora.

Così come per qualsiasi rimedio naturale, però, prima di optare per l’automedicazione è necessario valutare il parere del proprio medico curante. Non solo perché alcuni dei farmaci in circolazione, come già ricordato, potrebbero già contenere degli estratti di pilosella, ma anche per evitare effetti avversi o l’interazione con altri medicinali.

Modalità e tempistiche d’uso

Ape sulla pilosella

Hairy Little Bee On Flower Mouse-ear Hawkweed (Pilosella Officinarum) via Shutterstock

Le due principali modalità d’assunzione della pilosella sono l’infuso e la tintura madre, a cui più raramente si aggiunge l’estratto secco in capsule o compresse. La tipologia varia a seconda degli obiettivi di cura che si vogliono raggiungere e, ovviamente, la durata e le dosi del trattamento non possono prescindere dal parere dello specialista o quantomeno dell’erborista di fiducia.

In linea generale, si preferisce l’assunzione tramite infuso quando lo scopo del trattamento è quello della diuresi, così da facilitare l’azione dei reni nell’espellere tossine, purificare il sangue e contenere gli effetti di una cistite. Questa somministrazione è poi particolarmente utile nella cura della cellulite e della pelle a buccia d’arancia, dove la pilosella si rivela particolarmente efficace, ma anche per ridurre il gonfiore di gambe e caviglie, data la sua peculiarità drenante. L’infuso, creato dalle parti aeree fresche o secche ma anche disponibile commercialmente in bustine da sciogliere in acqua, viene preparato una volta al giorno e consumato lontano dai pasti.

La tintura madre in gocce, le cui dosi variano da persona a persone e comunque raramente sopra le 30 unità a somministrazione, è invece più indicata per il trattamento delle irritazioni e delle infiammazioni del cavo orale e dell’apparato digerente. Disciolta in acqua, la tintura diventa un ottimo antisettico da utilizzare tramite sciacqui per igienizzare la bocca, evitando così l’assunzione di collutori irritanti a base d’alcol. Questa modalità è comunque utile in tutti i casi di infezioni dell’organismo, dato il potere antibiotico della pianta.

In estratto secco e compresse, invece, la pilosella è preferita per quei trattamenti a lungo termine come il controllo dell’ipertensione, mentre a livello topico può essere applicata in impacchi sia per ridurre gli inestetismi della pelle che come blando solare.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Pilosella nel prato

Flower Mouse-ear Hawkweed Mountains In The Background (Pilosella officinarum) via Shutterstock

Sebbene si tratti di una pianta solitamente ben tollerata, come tutti i rimedi naturali vi sono delle condizioni da apprendere – e valutare sotto consiglio medico – prima dell’assunzione. Nei soggetti ipersensibili, o che comunque hanno già manifestato delle reazioni a categorie erboristiche o farmacologiche simili, vi possono essere reazioni allergiche anche gravi. La pilosella, inoltre, non deve essere assunta da chi soffre di pressione bassa, perché la pianta potrebbe ridurne ulteriormente i valori causando stanchezza, vertigini e tachicardia. È sconsigliata anche durante la gravidanza, l’allattamento e per chi soffrisse di disfunzioni della tiroide, così come anche in concomitanza con altri diuretici, trattamenti anticellulite e solari. In questi casi, infatti, la pianta ne andrebbe a potenziare gli effetti con un possibile sovradosaggio.

25 maggio 2014
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I vostri commenti
Tiziana , mercoledì 14 settembre 2016 alle14:36 ha scritto: rispondi »

Ciao, soffro di anemia emolitica autoimmune, posso prendere la pilosella?

pilosella tintura madre , giovedì 28 gennaio 2016 alle17:04 ha scritto: rispondi »

soffro leggermente di ipertiroidismo posso assumere la pilosella?

Piera, domenica 25 maggio 2014 alle17:09 ha scritto: rispondi »

Esiste qualcosa x sciogliere il grasso del doppio mento , x favore rispondente mi xché sono disperata

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