L’orzo è un cereale che raccoglie sempre più successo fra i consumatori e, nonostante abbia radici davvero lontane, è negli ultimi anni tornato alla ribalta grazie alle diete vegetariana e vegana. Ma tra le varie qualità in commercio, quali sono le caratteristiche nutrizionali dell’orzo decorticato?

Nei precedenti articoli si sono viste le proprietà generiche dell’orzo, così come le differenze tra le principali tipologie e i valori nutritivi di quello perlato, ovvero la varietà più comune in commercio. Perché, tuttavia, preferire un orzo decorticato? Quali sono i vantaggi? Di seguito tutte le informazioni utili.

Orzo decorticato: cos’è?

Come già accennato, sono differenti le tipologie di orzo disponibili in commercio, differenziate dalla modalità di raffinazione a cui sono state sottoposte. In linea generale, si possono tratteggiare quattro gruppi: l’orzo integrale, quello solubile, il decorticato e il perlato.

La versione integrale non ha bisogno di troppe presentazioni: vede il cereale integro di tutte le sue componenti, quindi ha un elevatissimo potenziale nutritivo e un ottimo apporto di fibre vegetali. Richiede, tuttavia, una lunga fase d’ammollo prima di poter essere utilizzato, un fatto che potrebbe far desistere anche i consumatori più pazienti. L’orzo solubile, invece, è una speciale lavorazione ideata per la creazione di bevande, come il famoso caffè.

Le scelte di mercato, tuttavia, si concentrato normalmente attorno all’orzo decorticato e a quello perlato, le proposte anche più facili da acquistare al supermercato o nei negozi tematici. Di seguito, le loro differenze:

  • Decorticato: è un orzo che viene sottoposto a blandi processi di raffinazione meccanica, affinché la sua parte più esterna venga rimossa. Questa procedura permette di ridurre la fase di ammollo a soli 45 minuti, mantenendo però gran parte delle caratteristiche nutritive originali del cereale. Perde infatti poche fibre, mentre il contenuto in carboidrati, grassi, proteine, sali minerali, vitamine e amminoacidi rimane pressoché invariato;
  • Perlato: è un orzo sottoposto a un processo di raffinazione decisamente intenso, tanto da rimuovere completamente la parte esterna, fino a ottenere un chicco bianco. Il grande vantaggio è la possibilità di cuocere immediatamente il cereale, senza fasi d’attesa, ma il contenuto nutritivo è purtroppo ridotto dalle tecniche di lavorazione a cui è sottoposto. In particolare, si abbassa notevolmente il contenuto in fibre, così come si vengono a perdere degli elementi utili ed essenziali quali gli omega-3.

La scelta fra i due è d’opportunità, più che di gusto: qualora si disponesse di sufficiente tempo, si consiglia il decorticato poiché più ricco dal punto di vista nutrizionale.

Valori nutritivi

L’orzo decorticato presenta un buon profilo nutrizionale, tanto da non richiedere particolari integrazioni con altri cibi, purché la dieta rimanga sempre varia e ricca. 100 grammi di prodotto forniscono all’incirca 354 kcal, poco più dell’orzo perlato, composte all’82-83% di carboidrati, dal 12 al 14% di proteine e dal 2 al 3% di grassi.

L’apporto in fibre è mediamente rilevante, circa 17-20 grammi, quindi si rileva una presenza interessante di elementi come potassio, fosforo, magnesio, zinco, calcio, manganese e selenio. Completano il profilo la vitamina A, alcune del gruppo B e piccole quantità di vitamina E. Non ultimo, l’orzo decorticato offre anche un lieve apporto di betacarotene, quindi di amminoacidi essenziali come tiamina, niacina, riboflavina e altri.

Così come gran parte dei cereali, anche l’orzo decorticato contiene glutine: di conseguenza, non può essere considerato un alimento idoneo per i soggetti affetti da celiachia. In caso vi fossero dei dubbi, come il sospetto di un’intolleranza, prima di assumere il prodotto sarà idoneo chiedere un parere al medico o allo specialista.

11 gennaio 2015
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