Dagli omega-3 dell’olio di pesce un aiuto contro le crisi epilettiche. Secondo quanto affermato dai ricercatori della University of California-Los Angeles (UCLA) School of Medicine l’utilizzo di questo prodotto ridurrebbe la frequenza degli episodi.

A presentare i risultati della ricerca sugli effetti degli omega-3 contenuti nell’olio di pesce è il Prof. Christopher DeGiorgio, del Dipartimento di Neurologia presso la University of California-Los Angeles (UCLA) School of Medicine, autore principale dello studio. Acidi grassi che possono essere ottenuti ad esempio da tonno, sardine e salmone.

Ad essere inseriti nello studio sono stati 24 pazienti affetti da epilessia che hanno smesso di rispondere ai farmaci convenzionali. Tre i differenti gruppi in cui sono stati divisi i partecipanti durante lo studio, della durata di sei mesi. Un terzo di loro ha ricevuto una bassa dose di olio di pesce tre volte al giorno (equivalente a 1,080 mg di omega-3) con altrettante dosi di un placebo, rappresentato da olio di granoturco.

Un secondo gruppo ha ricevuto alte dosi di olio di pesce (equivalenti a 2,160 mg di omega-3), sempre tre volte al giorno, mentre al terzo gruppo è stato somministrato soltanto il placebo. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry. A commento della pubblicazione gli stessi ricercatori hanno affermato:

La scoperta principale è che anche basse dosi di olio di pesce sono associate con una riduzione della frequenza delle crisi epilettiche del 33,6% rispetto all’impiego di un placebo. Nonostante le dimensioni dello studio richiedano ulteriori conferme, l’entità degli effetti è simile a quella evidenziata da numerosi studi randomizzati condotti su farmaci antiepilettici.

La riduzione della pressione sanguigna indica come una dose anche bassa di olio di pesce possa fornire un beneficio positivo a livello cardiovascolare nei soggetti inclusi nello studio con farmaco resistenza agli antiepilettici, una scoperta di una certa importanza considerati recenti studi nei quali viene sostenuto come il rischio di morte prematura per infarto miocardico sia significativamente più alto nelle persone con epilessia.

9 settembre 2014
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