Omega-3: i benefici più importanti

Gli acidi grassi Omega-3 sono una delle due principali classi di acidi grassi polinsaturi, detti anche PUFA: l’altra è rappresentata dagli Omega-6. Come tutti gli acidi grassi, anche i PUFA sono costituiti da lunghe catene di atomi di carbonio, ma si distinguono per la presenza di due o più doppi legami tra il carbonio all’interno della catena stessa.

Gli acidi grassi Omega-3 hanno uno dei doppi legami carbonio-carbonio, situati a tre atomi di carbonio da una delle estremità della catena. Sono presenti in alcuni alimenti come semi di lino, soia, olio di colza, pesce e olio di pesce, quest’ultimo impiegato in diversi integratori.

Esistono in natura diversi Omega-3, ma la maggior parte della ricerca scientifica si è concentrata su tre di essi:

  • acido alfa-linolenico, detto anche ALA;
  • acido eicosapentaenoico, indicato anche con la sigla EPA;
  • acido docosaesaenoico, o DHA.

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Il primo, cioè l’ALA, è detto anche a catena corta perché contiene solo 18 atomi di carbonio, mentre EPA e DHA sono considerati Omega-3 a catena lunga, perché contengono rispettivamente 20 e 22 atomi del già citato elemento. L’ALA è considerato uno degli acidi grassi essenziali, che significa che devono essere ottenuti dall’alimentazione quotidiana. L’ALA può essere convertito in EPA e quindi in DHA, ma la conversione non supera il 15%. Pertanto, consumare EPA e DHA direttamente da alimenti è l’unico modo pratico per aumentare i livelli di questi acidi grassi nel corpo.

Funzioni degli Omega-3

Linen-seeds

Gli Omega-3 svolgono ruoli importanti nel corpo come componenti dei fosfolipidi che formano le strutture delle membrane cellulari. Il DHA, in particolare, è particolarmente concentrato nelle cellule della retina e del cervello.
Oltre al loro ruolo strutturale nelle membrane cellulari, gli Omega-3, insieme agli Omega-6, forniscono energia per il corpo e sono usati per la sintesi di molecole, gli eicosanoidi: hanno effetti nei sistemi cardiovascolare, polmonare, immunitario ed endocrino del corpo.

Potenziali benefici per la salute

Fish

Il consumo di Omega-3 e la sua relazione con il benessere psicofisico dell’uomo sono al centro di molte ricerche scientifiche. Molti studi osservazionali hanno collegato l’elevata assunzione con la dieta di pesce e frutti di mare con un migliore stato di salute. Tuttavia, è difficile accertare se i benefici siano dovuti al contenuto di Omega-3 o ad altri comportamenti salutari, come stile di vita attivo e dieta complessivamente più equilibrata, ancora, a un combinazione di questi fattori.
Per far luce su questa questione saranno necessari studi clinici randomizzati.

Ad oggi, ci sono indicazioni che suggeriscono che il consumo di Omega-3 è benefico per:

  • la riduzione dei fattori di rischio cardiovascolare, quali ipertensione e lipidi plasmatici elevati, ma anche insufficienza cardiaca, malattia coronarica e cardiopatia ischemica;
  • la salute e lo sviluppo neurologico neonatale;
  • la prevenzione del cancro, grazie ai loro effetti antinfiammatori e alla potenziale attività inibitoria sui fattori di crescita cellulare;
  • il trattamento del Morbo di Alzheimer e della demenza, infatti alcuni, ma non tutti, studi osservazionali suggeriscono che le diete ad alto contenuto di Omega-3 sono associate a un ridotto rischio di declino cognitivo;
  • la prevenzione e la terapia della degenerazione maculare legata all’età, una delle principali cause di perdita della vista tra gli anziani;
  • la prevenzione e la terapia della sindrome dell’occhio secco;
  • la riduzione dei sintomi dell’artrite reumatoide una malattia autoimmune caratterizzata da infiammazione cronica delle articolazioni.

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I benefici dell’integrazione Pmega-3 sono stati studiati per altre condizioni, tra cui la depressione, la malattia infiammatoria intestinale, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, allergie infantili e fibrosi cistica.

I potenziali benefici degli omega-3 per tutte queste indicazioni richiedono ulteriori studi, ma è chiara la correlazione tra una dieta ricca di pesce, che potrebbe costituire la fonte di proteine anche in 5-6 pasti alla settimana, e un minor rischio cardiovascolare. Le attuali linee guida sono tuttavia chiare: in generale l’alimentazione deve essere equilibrata, basata sul modello della dieta mediterranea, e lo stile di vita attivo.

22 giugno 2018
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