Un nuovo studio realizzato da un gruppo di ricercatori della McGill University di Montreal, in Canada, e che ha utilizzato i dati dell’US National Health and Nutrition Examination Survey, è stato pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology journal. Dimostrerebbe che l’obesità, soprattutto per le persone giovani, può costare molto caro in termini di salute.

In media si è calcolata la perdita di 1-6 anni di vita, mentre nei casi più gravi arriverebbe a 8. Il costo in anni di buona salute perduti, se si considerano anche diabete e problemi cardiovascolari associati a questo stato, può arrivare a ben 19 anni.

Lo studio, che ha seguito una modellazione fatta al computer, è stato condotto su un campione di persone tra i 20 e i 79 anni e si è valutato il BMI (Body Mass Index) per ciascun individuo. È un indice che calcola il rapporto tra peso e altezza al quadrato e permette di individuare le persone in peso forma (BMI tra 18,5 e 24,99), quelle in sovrappeso (BMI 25 e 29,9), quelle obese (tra 30 e 35) e quelle “patologicamente” obese, oltre 35.

Sarebbero proprio questi ultimi, i soggetti più a rischio, anche per l’insorgenza di patologie correlate, ma tutti gli stati “fuori norma” comporterebbero dei rischi. Lo studio infatti dimostra che anche le persone in sovrappeso rischiano una riduzione dell’aspettativa di vita di circa 3 anni. L’impatto sulla salute risulta poi proporzionale all’età secondo il professor Steven Grover, responsabile della ricerca:

Quanto più un individuo pesa e più giovane è, maggiore è l’effetto sulla salute in quanto si hanno molti anni davanti durante i quali l’aumento dei rischi per la salute, connessi con l’obesità, può avere un impatto negativo sulla vita.

Gli individui che hanno visto maggiormente ridotti gli anni di vita in buona salute, secondo i modelli, hanno infatti tra i 20 e 29 anni.

L’Italia, il Paese della Dieta Mediterranea, ha visto con gli anni peggiorare i suoi dati: nell’ultima rilevazione biennale dell’Istituto Superiore di Sanità, dal titolo “Okkio alla Salute” e realizzata nel 2013, sono risultati il 33,1% i soggetti in sovrappeso, di cui un 41% degli uomini e un 25,7% delle donne, mentre gli obesi erano il 9,7%.

Le cause sono sicuramente predisposizione genetica e dieta, ma anche gli stili di vita hanno una forte componente e sono molto cambiati negli ultimi anni, anche con l’avvento della tecnologia e la cultura di “una vita comoda”. Forse è il proprio il caso di fare una rivalutazione generale delle nostre abitudini.

5 dicembre 2014
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