Mangiare sano come strumento di protezione dalle malattie neurologiche. Alla vigilia della Settimana mondiale del cervello (16-22 marzo) i neurologi italiani sottolineano l’importanza che dieta come quella vegetariana o Mediterranea possono avere su patologie quali l’Alzheimer e il Parkinson.

Secondo i neurologi italiani seguire una dieta vegetariana a basso contenuto di proteine si rivelerebbe efficace soprattutto nei pazienti affetti dal morbo di Parkinson, mentre la Dieta Mediterranea rappresenterebbe la soluzione migliore per chi soffre di Alzheimer. Chi è a rischio di ictus dovrebbe scegliere un’alimentazione povera di sale mentre chi è vittima di sclerosi multipla dovrebbe selezionare i propri cibi in relazione alla loro attività anti-infiammatoria.

Queste diete andrebbero in ogni caso personalizzate, spiegano i medici della Società italiana di neurologia, sulla base della specifica situazione clinica. Attenzione tuttavia deve essere prestata nei confronti di regimi alimentari ritenuti “estremi” come ad esempio quello vegano.

A preoccupare i neurologi è proprio il crescente ricorso alla dieta vegana, responsabile secondo i medici di mettere a rischio nel tempo la salute del cervello. Come ha spiegato il Dr. Mario Zappia, direttore della Clinica neurologica del Policlinico dell’Università di Catania:

Il rischio di regimi così stretti come quello vegano che esclude anche uova e latte è che portino a carenze di alcuni nutritenti essenziali. Circa il 50% dei vegani ha bassi livelli plasmatici di vitamina B12. Disfunzioni neurologiche si manifestano quando, in seguito al diminuito introito alimentare di questa vitamina, i depositi corporei si esauriscono. Un ritardo di 5-10 anni può separare l’inizio di una dieta estrema dall’insorgenza dei disturbi neurologici.

12 marzo 2015
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