Amare un gatto spesso comporta impegno e responsabilità, condivisione di spazi e ruoli. La vita frenetica che spinge le persone a vivere spesso fuori casa non è certo un toccasana per i felini domestici, che aspettano pazienti il rientro del proprietario. Forse spinti da timori e malinconia, spesso si decide di adottare più di un gatto per allontanarne la solitudine. Secondo l’esperta Sarah Ellis si tratterebbe però di un errore, poiché il micio collocato in un’ambientazione urbana tende a soffrire. Per questo motivo è consigliabile un solo esemplare per singola famiglia.

Sembra una scelta azzardata, ma la dottoressa ha ricavato informazioni molto utili dopo aver valutato e osservato 100 gatti, alcuni di questi con casa in città e altri in campagna. La convivenza con altri simili in un ambiente cittadino rende i gatti sofferenti, frustrati e nervosi. La spartizione del territorio è una costante, per questo motivo la coabitazione potrebbe risultare complessa con una ridiscussione quotidiana dei ruoli territoriali.

Inoltre per un animale come il gatto, predisposto al controllo dell’ambiente, la mancanza di accesso all’esterno dell’abitazione o del giardino, la fuoriuscita in strada, fino all’impossibilità di posarsi sui mobili mina la sua fiducia personale. L’animale appare più titubante, schivo, infelice, nervoso. Il felino necessita di movimento autonomo, indipendenza, libertà d’azione. Scoprire, scrutare, cacciare e conoscere sono elementi importanti per Fufi. Il vivere in città limita queste dinamiche, circoscrivendole ulteriormente in presenza di altri simili.

Questa potrebbe diventare una regola molto importante per chi vive in città, ovvero limitare l’accoglienza a un unico gatto su cui concentrare tutte le attenzione. Favorendo gli spazi abitativi per stimolare la sua curiosità e ricerca. Ad esempio un grande loft e open space sono spazi luoghi asettici. Il gatto richiede angoli, nascondigli e piccoli pertugi dove potersi rifugiare, osservare indisturbato e sonnecchiare tranquillo senza stress.

1 ottobre 2014
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I vostri commenti
teresa, venerdì 10 ottobre 2014 alle14:16 ha scritto: rispondi »

Non condivido ! I gatti comprendono la qualità di vita nello stare con l'uomo o no. Ovviamente anche l'uomo deve adeguarsi e soprattutto adeguare la casa e la propria vita prendendo atto della gestione di un altro essere vivente (vale per tutti dai pesci ai cani passando per gli uccelli) Se non ci si rende conto, non si è sicuro o si ha voglia, allora è meglio lasciarli liberi perchè così si può creare stress e distacco...ma credo che sia legge universale anche per gli umani.

Mariella, giovedì 2 ottobre 2014 alle9:55 ha scritto: rispondi »

Non sono d'accordo. Avevo una gatta che al mio rientro in casa mi assaliva alle caviglie mordendo. Dopo averle trovato la compagnia di un altro gatto non ha più avuto questo tipo di atteggiamento. Cosa che ho notato anche negli altri gatti che ho avuto. Dipende dal loro carattere. Anche noi siamo simili ai gatti, la solitudine non è mai una buona cosa. I gatti di solito sono individualisti ma se si conoscono da tempo possono anche andare d'accordo. Sfaterei questa cosa di un solo gatto.

daniela, mercoledì 1 ottobre 2014 alle15:07 ha scritto: rispondi »

Questo articolo mi ha lasciata perplessa, vivo alle porte di torino, al secondo piano con quattro gatti, mamma, papà e due cuccioli, la mia casa ha aperture che danno sul tettuccio della casa, i gatti vivono tranquillamente e per nulla stressati. sono riusciti a catturare due topi portati da me in case con il pane secco, mi hanno portato una lucertola sul letto, e per concludere hanno anche preso due poveri uccelletti che hanno avuto la cattiva idea di veneire nella nostra case. in veranda c'è l'erba gatta, e in primavera ricomprero piccoli alberelli dove loro stanno a riposare, ci sono ceste vicino hai vetri della veranda e loro prendono il sole. Non sono agressivi e amano farsi fare le coccole. se qualcuno vuole salire su un mobile lo fa. sono solo due di loro uno perchè è molto agile e un altro perchè è potente. non si aggrappano con le unghie sia le tende che i mobili non sono graffiati. non è tutto oro, perchè il robot, per le pulizie non lo posso usare, il mignon incrociato con un norvegese pesante otto kg. lo tratta come il gioco più bello e passa il suo tempo a farlo uscire dalla casetta, e dato che è attaccato alla corrente diventa assai pericoloso, abbiamo staccato il robot, che è inutilizzato, mi tira giù le tende del bagno, senza peroò bucarle. come dico non è tutto oro, ma si vive senza stress e tranquillamente. quello che è stressato è il bassotto dei nostri vicini, perchè uno dei loro piaceri della vita, consiste, nel mettersi su una finestre, e guardarlo abbaiare, finchè a fiato, più semplicemente la mia pazienza si esaurisce prima.

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