Le auto elettriche in circolazione aumentano di anno in anno. Con la comparsa sul mercato di nuovi modelli, meno costosi e con una maggiore autonomia, sempre più automobilisti scelgono di acquistare un veicolo a zero emissioni. Per sostenere la diffusione delle auto elettriche è necessario però sfatare alcuni falsi miti ancora ben radicati nell’opinione pubblica.

Colpa di alcuni bias trasmessi a volte anche dai media, più o meno inconsapevolmente. Quello principale è sicuramente la scarsa autonomia delle auto elettriche, non adatte alle lunghe percorrenze e dunque non in grado di competere con le auto diesel e a benzina.

Il mito vuole che in molti non acquistino un veicolo elettrico perché frenati dall’ansia di non poter percorrere lunghe distanze. I dati sulle abitudini di guida della maggioranza degli automobilisti occidentali mostrano però che una simile preoccupazione è infondata.

Oggi la maggior parte delle famiglie nei Paesi occidentali possiede infatti più di un’auto. Uno dei veicoli, spesso un’utilitaria, viene utilizzato per coprire il tragitto da casa al luogo di lavoro, solitamente di breve o media percorrenza. L’altro mezzo, più capiente, viene impiegato per percorsi più lunghi, ad esempio per recarsi nei luoghi di villeggiatura una o due volte all’anno.

Ogni anno negli Stati Uniti vengono venduti 17 milioni di veicoli. La metà viene acquistata da famiglie che possiedono già un’auto o più di un’auto, perlopiù a benzina. Di fronte a questi dati è evidente che le auto elettriche hanno già un ampio mercato, composto da tutte le famiglie che possiedono più di un veicolo di proprietà.

Senza contare che molti automobilisti, pur avendo acquistato l’auto elettrica come secondo veicolo finiscono poi per usarla abitualmente perché più economica e conveniente. Lo ha dimostrato una recente indagine condotta in Europa dalla Nissan in merito alle abitudini di guida dei proprietari della Leaf. La Nissan Leaf ha un’autonomia di circa 120 chilometri. La maggior parte degli automobilisti compie tragitti giornalieri inferiori ai 100 chilometri.

La Tesla Model S, per citare un altro esempio, con un pieno copre oltre 400 chilometri. L’autonomia, dunque, è tutt’altro che un problema per le auto elettriche, più che pronte per il mercato di massa.

Un altro mito da sfatare sulle auto elettriche è l’ansia da rifornimento che assalirebbe i proprietari. In realtà, genera molta più ansia fare la coda dal benzinaio nei fine settimana o al mattino presto, a caccia del prezzo più basso del carburante, in previsione di scioperi o mancati approvvigionamenti di benzina da parte dei gestori.

L’auto elettrica, invece, si ricarica facilmente a casa alla sera e al mattino è carica. Inoltre, con l’aumento delle colonnine di ricarica, frutto dell’impegno di diverse case automobilistiche, Tesla in primis, fare il pieno in pochi minuti, anche fuori casa, non è più un miraggio.

3 febbraio 2015
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I vostri commenti
Alessandro, mercoledì 24 giugno 2015 alle10:49 ha scritto: rispondi »

Personalmente di macchina ne posseggo una sola anche perché, con tutte le spese di bollo, assicurazione e manutenzione, averne due sarebbe pura follia. Rispetto a un buon diesel poi non trovo tutto questo risparmio: i costi di noleggio delle batterie sono equiparabili a quello che spendo di carburante, con la differenza che difficilmente il termico potrà lasciarmi a piedi in viaggi lunghi. Anche se fossero presenti sufficienti colonnine di ricarica, sarei comunque costretto a soste di durata non trascurabile (minimo 30 minuti ogni 120km se va fatta grassa). Per la sola città sarebbe ottima, fermo restanto quanto sopra - l'assenza di un risparmio tangibile.

Massimo, sabato 28 febbraio 2015 alle14:15 ha scritto: rispondi »

A tutte queste considerazioni ne aggiungerei una: l'autonomia delle auto elettriche attuali è (come per le normali auto benzina/diesel) una autonomia "dichiarata" e non reale, testata sui banchi prova e non su strada. L'autonomia reale dipende innanzitutto al "piede" del guidatore (come per tutte le auto) ma per le elettriche c'è una variabile aggiuntiva: la temperatura esterna. E' risaputo infatti che le batterie (di qualsiasi tipologia) risentono pesantemente della temperatura ambiente. Come si comporta l'autonomia se lascio l'auto elettrica per 9 ore (il tempo che rimango in ufficio) sotto zero? avrò ancora 190-200Km di autonomia o diventano la metà? Oltre al fatto che a quelle temperature dovrò utilizzare le batterie anche per scaldare l'abitacolo e non solo per muovere l'auto

paolo, mercoledì 18 febbraio 2015 alle18:08 ha scritto: rispondi »

se le auto elettriche li fanno PAGARE come un caccia bombardiere il mercato farà molta fatica a decollare. ricordiamoci di enri ford mod.t.

Paolo, giovedì 5 febbraio 2015 alle20:38 ha scritto: rispondi »

Ma non sarà che, invece dell'autonomia, a scoraggiare è il prezzo ? 72.600 euro per la tesla Model S versione base, 41.000 euro per la Mercedes classe B Electric drive ( e solo 200 km di autonomia), 40.000 per la Opel Ampera... poi, tolta casa propria, i punti di ricarica esistono ? Dove stanno ? Quanto tempo per la ricarica (8-9 ore) ? Quanto campa il pacco batterie al litio (se scaricate completamente, dopo 2-300 cicli vanno buttate) ? insomma, non è un problema di autonomia: i difetti delle elettriche sono be altri e finché non si risolvono, resteranno dal concessionario (o nei garage di chi ha davvero un bel mucchio di soldi da spendere).

Roberto Pallaoro, mercoledì 4 febbraio 2015 alle10:48 ha scritto: rispondi »

Tutto vero e sono convinto delle vostre argomentazioni da anni. Un mese fa ho però comprato una Giulietta e non per i falsi miti che avete esposto, ma per il rischio tecnologico. Oggi non posso sobbarcarmi il rischio di un rinnovo tecnologico promettente tutte sulla seconda macchina di famiglia. Se il progetto della Better Place, se l'Europa l'avesse adottato come standard ci sarebbe stata la concreta possibilità che si sviluppassero due mercati uno di auto senza batteria e una di noleggiatori di batterie che nei propri volumi avrebbero potuto assorbire il rischi tecnologico. Se io oggi compro un'auto elettrica e tra tre mesi, uno/due anni escono auto meno costose e con più autonomia, come viene prospettato anche dalle vostre pagine, che leggo quotidianamente, che valore può avere la mia auto, se non cambio le batterie di un pacco ancora relativamente nuovo? Occorrerebbe uno standard che permettesse il cambio rapido e l'acquisto di auto senza batteria e se l'Europa si proponesse questo obiettivo sarebbero possibili scenari interessanti. Un'altra osservazione: è vero che l'auto elettrica necessariamente se è una seconda auto è di fatto già acquistabile, ma occorre pensare che per la ricarica occorre l'autorimessa e di solito nell'autorimessa ci va l'auto più costosa, portarla per strada per far spazio a quella elettrica indurrebbe un ulteriore costo per l'assicurazione contro il furto. Ce ne sarebbero altre di natura sociale di cui parlare, ma quelle che ho enunciato sono senz'altro quelle che ritengo più importanti.

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