Anche i nostri amici a quattro zampe possono soffrire di stress e ansia, una condizione che li accomuna all’uomo. Le cause possono essere tante, non tutte facili da intercettare come non è semplice comprendere quanto possa risultare stressato il nostro animale. Il proprietario dovrà osservare attentamente il cane o il gatto, cercando di rilevare comportamenti diversi dal consueto. Molti animali esprimono lo stress attraverso un atteggiamento apatico, magari riluttante al gioco, oppure una forte emotività fino all’eccessiva iperattività. Altri tendono a morsicare mobili, oggetti e tessuti, alcuni invece dimostrano un attaccamento morboso nei confronti del proprietario oppure un principio di depressione.

In questo caso il proprietario dovrà agire per comprendere i motivi che hanno condotto l’animale verso lo stress, gli eventuali cambiamenti che possono aver agito sul suo animo. Come ad esempio una definizione errata dei ruoli tra proprietario, cane o gatto, che produce un comportamento sbagliato e quindi stress. Un animale trattato alla pari non assimila comandi e regole, ma cerca di eluderle in modo automatico. Un’altra fonte di disagio potrebbe essere l’ingresso di un nuovo membro in famiglia, un figlio oppure un secondo cane, che possono distorcere l’equilibrio. La ripresa dei compiti del quotidiano dopo le vacanze, l’incapacità di comprendere le necessità del nostro amico, il cambio di casa, i fuochi d’artificio, tutti elementi che possono agire sull’umore del nostro animale.

Stress e comportamento

Gatto stress

British shorthair cat via Shutterstock

Il nostro amico domestico solitamente, quando è sotto stress, dimostra apertamente la sua condizione. Il metodo più facile è quello della marcatura del territorio che non sempre risulta come un capriccio, oppure un gesto figlio di un’errata educazione. La ricerca dell’attenzione può essere una richiesta di aiuto. Lo stress può derivare da una pressione ambientale, oppure psicologica, da una reclusione forzata, anche da un maltrattamento o una violenza fisica. Un’imposizione non gradita può recare molto disagio, ad esempio costringere un gatto a camminare con pettorina e guinzaglio.

Ciò che procura ansia, sofferenza e angoscia può ledere l’equilibrio emotivo e fisico dell’animale. Che può reagire strappandosi il pelo, mordendosi la coda, risultando troppo iperattivo, oppure molto timoroso, quindi sfogando la sua frustrazione su oggetti, mobili e urinando ripetutamente. A volte l’esternazione classica dello stress è riconducibile alla noia: il cane sbadiglia, si lamenta, mugugna, mordicchia una zampa. Interrompere questo comportamento è essenziale, così da riportare l’equilibrio e la serenità.

Come affrontare lo stress

La strategia più logica per fermare lo stress è quella di eliminare o allontanare ciò che lo produce. Quindi interrompere atteggiamenti errati, come ad esempio trattare il cane come un bambino o costringelo a situazioni lontane dalla sua indole, che creano confusione nella mente dell’animale. Se a provocare ansia è la nostra assenza lavorativa, al rientro è bene dedicargli del tempo di qualità. Magari delle passeggiate lunghe e complici, quindi attirare la sua attenzione con un giochino ludico da mordicchiare: il classico antistress consigliato dal veterinario di fiducia. Se la condizione persiste è utile richiedere un consulto a un educatore, che potrà insegnare i comportamenti corretti da mettere in atto. Infine potrebbe aiutare l’utilizzo di prodotti naturali da spruzzare nell’ambiente o sulla pelle per incentivare il relax. Come ad esempio gli oli essenziali o rimedi blandi come i fiori Bach, sempre su consiglio medico.

24 settembre 2014
Lascia un commento