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Che animale è lo yak, detto anche bovino tibetano?

Se andate in Tibet, potrete ammirare in tutta la loro maestosità lo yak, noto anche come bovino tibetano. Tuttavia è bene sapere che ne esistono due specie: uno domestico e uno selvatico. Ma andiamo a conoscere meglio questi bovini assai apprezzati nel loro paese d'origine

Che animale è lo yak, detto anche bovino tibetano?

Lo Yak non è una mucca, questo è bene precisarlo subito. O meglio: è un cugino del nostro bovino domestico. Lo Yak o bovino tibetano è un mammifero artiodattile che fa parte della famiglia Bovidae. Addomesticati per millenni, gli Yak praticamente sono diffusi solamente in Tibet, dove rappresentano una valida risorsa visto che fungono da animali da trasporto, da mezzi da soma, aiutano ad arare i campi e garantiscono alla popolazione latte, carne, lana e pelliccia.

Ma in Italia? Beh, sappiamo che Reinhold Messner tempo fa aveva importato alcuni Yak qui da noi. In teoria anni fa c’era anche una mandria importata da Luca Zaia, allora ministro delle Politiche agricole, in Veneto, affinché bloccasse l’avanzata dei boschi visto che gli Yak si nutrono anche di alberi giovani e sottobosco.

Abbiamo poi alcuni allevamenti di Yak in Italia, ma ce ne sono pochissimi. Per quanto riguarda il prezzo di uno Yak, in teoria una femmina di Yak costa dai 3mila euro in su, mentre uno Yak maschio costa 2mila euro o più. Ma il costo è assai variabile.

Lo Yak domestico, cosa c’è da sapere su questo bovino tibetano?

yak domestico

Partiamo dallo Yak domestico, il Bos grunniens. In realtà ne esistono sia capi in allevamento, che capi che vivono allo stato brado. Proprio questi ultimi sono quelli che tendono a diventare più grandi e massicci. Un maschio adulto può superare i 2 metri di altezza al garrese, essere lungo più di 3 metri e pesare circa una tonnellata. Le femmine, invece, sono decisamente più piccole e arrivano a pesare sui 300 kg.

La sottospecie domestica, invece, è più contenuta come dimensioni: i maschi pesano 350-580 kg, le femmine 223-255 kg.

Lo Yak si caratterizza da una folta pelliccia dotata di peli lunghi, di colore fra il marrone scuro e il nero. Le corna sono molto grandi e allungate, con curvatura verso l’alto. La fronte è coperta da un folto e lungo ciuffo di peli. Anche la coda è coperta da peli lunghi.

La sottospecie domestica, oltre a essere più piccola, tende ad avere le zampe più corte, gli zoccoli più grandi e colori del mantello più variegati, fra cui anche il bianco e maculati. Le corna sono più piccole o assenti a volte.

Essendo che vivono nel clima assai particolare del Tibet, anche ad altitudini notevoli, ecco che hanno polmoni più grandi rispetto agli altri bovini. Inoltre hanno un alto numero di eritrociti e una concentrazione di emoglobina maggiore rispetto agli altri bovini, proprio per permettergli di prosperare ad altezze più elevate (un nostro bovino non potrebbe sopravvivere a lungo alle altitudini a cui arrivano gli Yak).

In generale lo Yak selvatico lo troviamo solamente sull’altopiano tibetano, mentre la varietà domestica la si trova anche in altre zone dell’Asia centrale. Ama i pascoli e le steppe.

Comportamento dello Yak

Maschi e femmine selvatici vivono separati, le femmine con i vitelli e talvolta i giovani maschi, i maschi adulti da soli o in piccoli gruppetti. I due gruppi si mescolano solamente a settembre, durante la stagione degli accoppiamenti dove gli Yak lottano duramente per crearsi un harem di femmine.

Le femmine partoriscono a giugno, solitamente un solo vitello. La durata della gravidanza è di circa 9 mesi, mentre lo svezzamento dura un anno. La maturità sessuale è raggiunta a 6-8 anni. I vitelli appena nati possono già stare in piedi e a poche ore di distanza dal parto sono già in grado di camminare.

La tipica giornata dello Yak è trascorsa a pascolare. La durata di vita media di uno Yak è sui 25 anni.

Esiste anche lo Yak selvatico

yak selvatico

Abbiamo poi lo Yak selvatico o Bos mutus. Questo è l’antenato dello Yak domestico. Anche questa specie vive nell’altopiano tibetano, ma qualche esemplare lo si trova anche in Nepal e India. Purtroppo la sua popolazione è in continuo calo, un po’ a causa del bracconaggio, un po’ a causa dell’ibridazione con lo Yak domestico.

Rispetto allo Yak domestico, lo Yak selvatico è più grande. Il maschio può arrivare a due metri di altezza al garrese e superare la tonnellata di peso, mentre le femmine sono più piccole, arrivano a 155 cm di altezza e massimo 350 kg. Il pelo è molto lungo e folto, con lunghezze maggiori nella parte ventrale e nella coda (che finisce con l’assomigliare a quella dei cavalli). Solitamente sono neri, con zona chiara vicino al naso. Tuttavia raramente ci sono esemplari dorati.

Le zampe sono corte e gli zoccoli ampi, le corna sono ricurve e rivolte verso l’alto, più grandi nel maschio.

Carattere dello Yak selvatico

Lo Yak selvatico è un animale gregario. Le femmine di solito formano grosse mandrie insieme ai giovani, talvolta anche con maschi adulti. Sono solamente i maschi più anziani quelli che stanno in disparte, ma anche formano comunque gruppetti di una decina di individui.

Le femmine preferiscono vivere a più alta quota rispetto ai maschi. Questi ultimi tendono a stare più a valle, vicino alle mandrie dello yak domestico, con il quale spesso si accoppia.

Anche qui la stagione riproduttiva parte a novembre, mentre le nascite avvengono a giugno. Percorre grandi distanze per nutrirsi di erbe, licheni e tuberi. Non sopporta il caldo, ma tollera benissimo temperature anche a -40°c.

Questa specie viene predata solitamente dal lupo tibetano, dai leopardi delle nevi e dagli orsi himlayani.

Fonti:

  1. Wikipedia
  2. Wikipedia
  3. National Geographic

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