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Whale watching: dove si può fare in Italia?

Non solo whale watching islandese, di fatti anche in Italia si possono ammirare balene e delfini in mare. Ci sono infatti regioni italiane dove si programmano gite in barca con guida, al fine di vedere i cetacei nel proprio ambiente. Se abbiamo fortuna li potremo osservare anche da vicino, con veloci passaggi a sfioro dell'acqua, o con tuffi e spruzzi da ammirare e fotografare.

Whale watching: dove si può fare in Italia?

Fonte immagine: iStock

Il whale watching, l’arte di ammirare delfini e balene nel proprio habitat naturale, è un’attività naturalistica che si può fare anche in Italia. Se è vero che in Islanda si possono vedere quasi tutte le specie di cetacei e le escursioni in barca sono possibili tutto l’anno, nel nostro paese anche troviamo regioni che propongono ottimi servizi.

Di certo da noi i mesi più adeguati per fare whale watching sono tarda primavera ed estate, ma in alcuni casi si può arrivare fino ad ottobre e novembre per un giro in barca alla ricerca degli abitanti del mare. Se anche, va ricordato, in questi periodi il clima incerto possa rendere la navigazione meno tranquilla e gli avvistamenti più incerti.

L’alto Mar Tirreno è un lungo fazzoletto di mare dove il whale watching è apprezzato da abitanti del luogo e turisti provenienti dal resto di Italia. Ma anche qualche straniero cede alla tentazione del viaggio eco turistico. Da 2 a 5 ore, a seconda del pacchetto scelto, per trovarsi a tu per tu con stenelle e balenottere e persino capodogli.

Se invece volessimo puntare sulla costa ionica, a Taranto, in Puglia, ci sono altri progetti turistici per salpare le ancore alla ricerca dei delfini. In questo caso esistono associazioni che propongono anche mezze giornate per andare in barca e vivere dei safari marittimi, con tanto di compilazione delle schede di avvistamento.

Whale watching Italia
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Whale watching: il santuario dei cetacei

Si chiama Santuario Pelagos ed un gioiello incastonato nel Mar Mediterraneo, che interessa le acque raccolte tra le regioni italiane di Liguria, Sardegna e Toscana, ma anche Sud della Francia, Corsica e Principato di Monaco. In questo poligono di mare internazionale, dove le correnti sono propizie, gli avvistamenti dei cetacei sono all’ordine del giorno.

Di certo la costa ligure in Italia è quella che più offre escursioni in barca per il whale watching, con le province di Genova e Imperia che sono maggiormente attive in questo campo. Il giro è seguito da una squadra di professionisti in grado di spiegare al pubblico quello che serve.

Le spedizioni di whale watching di norma sono affiancate da ricercatori, biologi marini ed esperti del Santuario dei Cetacei, per dare informazioni e rispondere a domande. Non solo, in quanto la presenza di personale qualificato, è anche sinonimo di attenzione e cura per ambiente e specie marine, a cui viene rivolto rispetto durante le gite.

Le partenze sono da Imperia, Andora, Sanremo e Bordighera per quanto riguarda la costa occidentale, mentre da Genova, Recco e Camogli si prende la barca dalla parte orientale ligure. In questo caso ad aprile e maggio si parte solo da Genova Porto Antico, mentre da giugno e fino ad ottobre, ci si imbarca anche dagli altri porti locali.

Da Taranto con Jonian Dolphin Conservation

Se ci spostiamo in Puglia, la Jonian Dolphin Conservation è tra le associazioni che più incentivano un whale watching etico e sostenibile. L’ente conta infatti al suo interno biologi e guide naturalistiche, ma anche esperti di traversate in mare. In questo modo i viaggi dei gruppi turistici saranno accompagnati in barca da personale qualificato.

La JDC è una realtà che dal 2009 svolge una duplice funzione di ricerca e tutela dei cetacei del Golfo di Taranto, ma anche una rispettosa attività turistica. In questo modo l’associazione consente ai semplici appassionati di capire meglio il mare e i suoi abitanti, in modo da sovvenzionare i propri progetti scientifici.

In tal senso vale la pena di conoscere Citizen Science, che permette al pubblico di partecipare alla ricerca in modo divertente e attivo. L’ente ha meditato, tra le varie proposte, la realizzazione del safari marittimo “Ricercatore per un giorno”, 5 ore di navigazione con professionisti in supporto, per avvistare, riconoscere le specie e immagazzinare i dati.

Se abbiamo fortuna potremo vedere Stenella Striata e Tursiope, due tra i delfinidi più diffusi in queste acque, ma anche Grampo e Capodoglio. Le visite sono previste nei weekend, dalla primavera e fino alla prima settimana di novembre.

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