Greenstyle Topi, invasione in Australia: cadono dal cielo e portano la leptospirosi

Topi, invasione in Australia: cadono dal cielo e portano la leptospirosi

Topi, invasione in Australia: cadono dal cielo e portano la leptospirosi

Fonte immagine: Pixabay

Milioni di topi invadono ormai da settimane l’Australia, distruggendo i raccolti, danneggiando linee elettriche e telefoniche, nonché portando pericolose malattie come la leptospirosi. Sono delle scene a dir poco apocalittiche quelle che provengono dal continente australiano, dove intere cittadine sono state ricoperte da un vero e proprio tappeto di roditori. E la loro presenza è talmente elevata che i ratti sono piovuti anche dal cielo, sollevati da violente tempeste e venti.

Ma cosa ha causato la proliferazione incontrollata dei topi e, soprattutto, quali sono i maggiori rischi per la salute dell’uomo?

Topi in Australia, l’invasione record

È una vera e propria piaga quella che, ormai da quasi tre settimane, sta colpendo l’Australia. Milioni di topi sono usciti dalle loro tane e hanno invaso campi coltivati, giardini, scantinati, garage e abitazioni. Si spostano in gruppi compatti e distruggono tutto ciò che incontrano sul loro cammino: orti, cavi per l’energia elettrica o telefonici, fibra ottica per le comunicazioni internet e molto altro ancora.

Secondo una stima pubblicata dalle associazioni degli agricoltori del Nuovo Galles del Sud, dove il fenomeno risulta maggiormente grave, l’invasione dei roditori avrebbe già comportato danni pari a 50 milioni di dollari. Addirittura, alcuni coltivatori avrebbero speso 40.000 dollari in trappole e veleni per limitare l’avanzata dei ratti, senza però riuscire a salvaguardare i loro raccolti.

Sempre nel Nuovo Galles del Sud, a seguito di alcune giornate di piogge torrenziali e venti molto forti, i roditori sarebbero caduti addirittura dal cielo, trasportati dalle forti correnti.

Nel frattempo, l’intera catena alimentare ha visto un crollo dei guadagni pari al 40%, per il repentino aumento dei costi delle materie prime, data la scarsità dovuta ai campi perduti. E, come se non bastasse, nel Queensland si sono registrati 78 casi di leptospirosi nel mese di maggio, quando normalmente se ne verificano 41 l’anno.

Le cause: incendi e pochi predatori

Al momento non sono ben note le cause della proliferazione senza sosta dei topi, degli animali che solitamente si riproducono con facilità, dando alla luce delle cucciolate molto numerose. L’Australia si trova ora in pieno autunno, dopo un estate particolarmente torrida per effetto dei cambiamenti climatici.

Secondo gli esperti, l’enorme aumento dei topi in circolazione potrebbe essere collegato ai violenti incendi che hanno devastato larghe porzioni del continente nel corso del 2020. La perdita di vaste aree boschive ha comportato la mancanza di alcune barriere naturali agli stessi topi, in particolare dei loro predatori. Rapaci, serpenti, grandi rettili e volpi sono stati letteralmente decimati dalla violenza dei roghi e gli esemplari rimasti non sono in numero sufficiente per contrastare l’avanzata dei roditori.

Topi e rischio leptospirosi

Così come già accennato, la moltiplicazione dei ratti ha già portato a un aumento dei casi di leptospirosi, un’infezione oggi abbastanza rara poiché tenuta sotto controllo dalle comuni abitudini igieniche di vita.

La leptospirosi è una zoonosi trasmessa all’uomo da alcuni animali selvatici – i topi in particolare – attraverso il contatto con feci, urina, acqua e suolo contaminati. Normalmente i casi che si verificano ogni anno nei Paesi sviluppati sono pochissimi, poiché le comuni condizioni igieniche sono più che sufficienti per evitare il rischio di contagio. La pulizia degli ambienti, la verifica della potabilità dell’acqua e l’assenza di roditori nei locali domestici rendono questa eventualità decisamente improbabile. In Australia, data l’invasione, non sembrano più esservi molti spazi liberi dalla presenza dei ratti e, di conseguenza, si è assistito a un aumento dei casi.

La leptospirosi può determinare una sindrome variabile d’intensità da individuo a individuo, con febbre alta, cefalea, tosse, brividi, disturbi respiratori e vasculite. Nei casi più gravi può colpite le membrane del cervello e trasformarsi in meningite.

Fonte: USA Today

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