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Sperimentazione sugli animali per fini cosmetici, i Paesi in cui è vietata

Ci sono diversi Paesi (fra cui anche l'Unione Europea) in cui la sperimentazione sugli animali a fini cosmetici è vietata. Ma in quali Paesi è vietata? E come funziona tale divieto? Vale anche per i cosmetici importati da Paesi in cui non esiste tale divieto?

Sperimentazione sugli animali per fini cosmetici, i Paesi in cui è vietata

Sempre più persone richiedono cosmetici cruelty free o quali siano le marche dei cosmetici testati sugli animali (ovviamente in modo da evitarle). Il fatto è che la sperimentazione sugli animali per fini cosmetici non è purtroppo vietata in tutti i Paesi. La legge sui test animali, infatti, varia da Paese a Paese.

Sperimentazione animali fini cosmetici: Paesi in cui è vietata

PFAS cosmetici plastic free
Fonte: iStock

Come dicevamo, il divieto per la sperimentazione animale per i cosmetici non è in vigore in tutti i paesi del mondo. Partiamo dall’Unione Europea: qui la sperimentazione animale è vietata in tutta l’UE nei prodotti cosmetici finiti dall’11 settembre 2004 e per gli ingredienti dei prodotti cosmetici dall’11 marzo 2009.

Sempre dall’11 marzo 2009, poi, è anche vietata l’immissione sul mercato dell’UE di cosmetici e relativi ingredienti che siano stati testati sugli animali (anche se ci sono dei punti oscuri in tale divieto: se quell’ingrediente non è usato solo ed esclusivamente per produrre cosmetici ecco che, potenzialmente, potrebbe non rientrare in tale divieto). Tale divieto è entrato poi in vigore a partire dall’11 marzo 2013.

Questo vuol dire che nell’Unione Europea non solo non si possono produrre cosmetici testati e sperimentati sugli animali, ma non possono neanche essere importati tali prodotti. E questo indipendentemente dalla disponibilità o meno di tipi di sperimentazioni alternative.

Alla luce di tali divieti ecco che le industrie cosmetiche europee negli anni fra il 2007 e il 2014 ha investito fondi per cercare delle forme di sperimentazione alternative all’uso degli animali (anche se non tutte le industrie sono state concordi con questo divieto).

Per quanto riguarda gli altri paesi al di fuori dell’Unione Europea, ognuno ha la sua legislazione. Da pochissimo, per esempio, il Cile ha vietato la sperimentazione sugli animali per quanto riguarda l’industria dei cosmetici. La norma è quella indicata come disegno di legge 13.966-11. Ma il Cile non è stato l’unico paese dell’America del Sud a legiferare in tal senso: è stato, infatti, preceduto da Guatemala, Messico e 12 stati del Brasile.

Altri paesi che si stanno muovendo in tale direzione sono la Corea del Sud (in questo caso per ora ha solamente deciso che non userà più il test di tossicità anormale usando cavie e topi, test utilizzato per produrre farmaci e prodotti biologici), il Giappone e l’India (hanno rinunciati ad alcuni test per determinati prodotti) e gli Stati Uniti (al momento gli USA hanno dichiarato che si impegneranno in tal senso).

Perché i test sugli animali devono essere proibiti?

Famiglia di topini

Per tutelare il benessere e il rispetto animale in tutte le sue forme, i test sugli animali devono essere proibiti. Ma quali test erano svolti prima? Ecco, prima di tali legge i test erano raggruppati in tre grandi categorie:

  • tossicità cronica o ripetuta: si trattava di test effettuati con basse dosi della sostanza da esaminare per periodi di tempi lunghi (anche per tutta la durata della vita dell’animale). Servivano per capire se quella sostanza potesse avere causare sintomi da tossicità a seguito di esposizioni perduranti nel tempo
  • tossicità riproduttiva (teratogenetica): questi test erano eseguiti per capire se quell’ingrediente o sostanza potesse causare problemi riproduttivi (aborti, natimortalità o difetti genetici) se somministrati durante la gravidanza
  • di tossicocinetica: erano test svolti per capire come facesse quella sostanza ad arrivare a cellule e organi e se potesse causare eventuali danni

A seguito del divieto le varie case produttrici di cosmetiche hanno dovuto investire fondi per creare metodi alternativi. Anche se non sono ancora stati ideati test alternativi validi per tutte le circostanze viste sopra. Per questo motivo l’industria cosmetica sta ancora investendo in tal senso.

Fonti:

  1. Ministero della Salute
  2. European Parliament

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