Greenstyle Ambiente Animali Conchiglie di plastica per i paguri, che usano materiali “umani” per proteggersi

Conchiglie di plastica per i paguri, che usano materiali “umani” per proteggersi

Un recente studio ha svelato come i paguri usino conchiglie di plastica come casa e protezione, tutto a causa dell'inquinamento. Questi animali si sono trovati a doversi adattare in tal modo al comportamento sconsiderato dell'uomo

Conchiglie di plastica per i paguri, che usano materiali “umani” per proteggersi

Cosa ci fanno dei paguri nelle conchiglie di plastica? Beh, si adattano all’inquinamento prodotto dall’uomo. A rivelarlo uno studio pubblicato a inizio anno che ha dimostrato come le plastiche che invadono i fondali marini e le spiagge, non solo creano inquinamento, ma stanno modificando anche le abitudini di vita degli animali marini.

Paguri in conchiglie di plastica?

paguro bernardo crostaceo
Fonte: Fernando Losada Rodríguez, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Lo studio in questione è stato pubblicato su Science of the Total Enviroment con il titolo “The plastic homes of hermit crabs in Anthropocene”. Gli scienziati Zuzanna Jagiello e Marta Szulkin dell’Istituto di Biologia evoluzionistica presso la Facoltà di Biologia dell’Università di Varsavia e Lukasz Dylewski dell’università di Scienze della vita di Poznań hanno rivelato come i paguri eremita, per proteggersi, hanno iniziato a usare la plastica e altri materiali prodotti dall’uomo.

Non certo una novità: qualche tempo fa era saltata fuori la notizia di un paguro che aveva scelto come casa un mattoncino per giocare da bambini.

Come di sicuro ricorderete da un nostro precedente articolo sui paguri, questi animali sono sprovvisti di conchiglia protettiva. Per questo motivo, per proteggersi dai predatori, ecco che di solito si infilano nelle conchiglie abbandonate di altri molluschi, cambiando poi “casa” quando crescono.

A causa del fatto che i rifiuti di plastica stanno invadendo mari e oceani, ecco che i paguri hanno iniziato ad adattarsi e stanno utilizzando oggetti di plastica o rifiuti come casa. Quindi le plastiche e i rifiuti non stanno solamente inquinando le acque del pianeta, ma stanno anche modificando le abitudini naturali di vita degli animali.

Gli autori dello studio hanno fotografato innumerevoli paguri che usavano questi “gusci artificiali”. A seconda delle dimensioni del paguro, si parla di tappi di plastica, colli di bottiglie rotti o la parte metallica delle lampadine. Per tacere, poi, di scatole di plastica di varia foggia e colore. Ben dieci specie su sedici di paguri terrestri ormai usa questa tipologia di rifugio. E tale comportamento inusuale lo si è visto in tutte le zone tropicali della Terra.

Quanti tipo di paguro esistono?

paguro bernardo

In realtà, oltre al paguro eremita, quello più noto qui da noi, esistono tantissime specie di paguri afferenti al genere Pagurus. Pensate che ne esistono 5mila specie conosciute. La maggior parte dei paguri sono acquatici, molti marini, ma esistono anche i paguri terrestri.

Fra le specie di paguro più note ricordiamo:

  • Pagurus anachoretus
  • Pagurur armatus
  • P. bernhardus
  • Pagurus loncicarpus

Il celebre paguro del cocco, 4 kg di peso per quasi mezzo metro di lunghezza, fa invece parte del genere Birgus (sempre superfamiglia Paguroidea) ed è noto come Birgus latro.

Classificazione scientifica del paguro

Questa è la classificazione scientifica del paguro:

  • Dominio: Eukaryota
  • Regno: Animalia
  • Phylum: Arthropoda
  • Subphylum: Crustacea
  • Classe: Malacostraca
  • Ordine: Decapoda
  • Sottordine: Pleocyemata
  • Infraordine: Anomura
  • Superfamiglia: Paguroidea
  • Famiglia: Paguridae
  • Genere: Pagurus

Il più famoso rimane comunque il paguro bernardo, il cui nome scientifico è Pagurus bernhardus, ma che è noto come paguro eremita o semplicemente eremita. Si tratta di quello più comune lungo le cose del mar Mediterraneo e dell’oceano Atlantico. Tende a vivere sui fondali sabbiosi o rocciosi, al massimo fino a 80 metri di profontià.

Lungo al massimo 40 mm, come tutti i paguri il corpo è molle e non ha un carapace protettivo. Per cui anche lui usa delle conchiglie abbandonate da altri molluschi (o case alternative come abbiamo visto prima) ogni volta che il suo corpo cresce. Fra i paguri più grandi del Mediterraneo, il suo corpo è coperto da peli bianco giallastri con due chele striate, senza peli. I peduncoli oculari sono grandi e hanno striature rossastre.

Vive bene a temperature di 18-22°C, ma sopporta bene anche temperature più alte. Carnivoro, mangia tutto ciò che trova sul suo cammino, compresi molluschi, gamberi e pezzi di pesce.

Questo è importante se si decide di allevarlo in acquario. Qual è il prezzo di un paguro marino o di terra? Varia a seconda della specie, ma di solito costano meno dei granchi. Di solito andiamo dai 15 ai 40 euro, ma il gigantesco paguro del cocco può arrivare a costare anche più di 500 euro.

Fonti:

  1. Science of the Total Environmental
  2. Wikipedia

Seguici anche sui canali social

Ti potrebbe interessare

Protossido di azoto: gli effetti sul pianeta del gas serra
Inquinamento

Il protossido di azoto è un potente gas serra. La sua presenza contribuisce significativamente al riscaldamento globale per il suo potenziale di ritenzione del calore di gran lunga maggiore rispetto alla CO2. Le fonti principali di N2O includono l’agricoltura, i fertilizzanti ed i processi industriali. Sebbene rappresenti una percentuale relativamente bassa delle emissioni totali, il suo impatto elevato ci pone di fronte all’esigenza di limitarne e monitorarne le fonti.