Greenstyle Analisi del sangue

Analisi del sangue

Analisi del sangue

Fonte immagine: Unsplash / Hush Haidoo Jade Photography

Le analisi del sangue sono uno strumento importantissimo per valutare il nostro stato di salute. Permettono di controllare che ogni organo funzioni correttamente e di individuare anomalie che possono essere la spia di patologie. Con un semplice prelievo ematico, possiamo sapere se nel nostro organismo tutto va come dovrebbe e intercettare i campanelli d’allarme che richiedono terapie o ulteriori approfondimenti diagnostici.

Ecco perché le analisi del sangue sono un controllo di routine da programmare almeno una volta all’anno, o anche più spesso se il medico lo consiglia, come arma di prevenzione e cura della nostra salute.

In cosa consistono le analisi del sangue? A cosa servono? Quali esami sono compresi nelle analisi del sangue complete? E come leggere i risultati? Nella nostra guida, troverai tutte le informazioni di cui hai bisogno.

Analisi del sangue: cosa sono

Le analisi del sangue sono un esame che permette di valutare lo stato di salute generale dell’organismo sulla base dei parametri ematici del paziente. Tramite il semplice prelievo di un campione di sangue e una tecnica di diagnostica medica per esaminarlo, tali test forniscono un quadro della funzionalità di organi e apparati.

Sono quindi uno strumento che dà al medico indicazioni importanti sulle condizioni di salute del paziente e sulla presenza di patologie di cui anomalie negli esami del sangue possono essere la spia.

Le analisi si effettuano prelevando una piccola quantità di sangue (variabile a seconda della tipologia e del numero di analisi da effettuare) da una vena dell’avambraccio. Sono un esame veloce e non doloroso, importantissimo per tenere sotto controllo il nostro stato di salute.

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Fonte: Unsplash / Online Marketing

A cosa servono

Le analisi del sangue si effettuano, in genere, dietro prescrizione del medico, che le richiede per valutare lo stato di salute del paziente. Possono essere eseguite:

  • come controllo di routine in assenza di sintomi. È consigliabile effettuare periodicamente le analisi del sangue, in media una volta all’anno, per tenere sotto controllo il proprio stato di salute e individuare tempestivamente alterazioni cliniche che possono essere il segnale di patologie anche serie.
  • In presenza di sintomi che rendono necessario approfondire il quadro clinico per confermare o escludere un sospetto diagnostico.
  • In presenza di patologie accertate, per monitorarne l’evoluzione e verificare l’efficacia delle terapie.

Quali sono gli esami del sangue

Le analisi del sangue sono complete quando prendono in esame tutti i principali indicatori della salute del paziente.

In alternativa, il medico può prescrivere delle analisi del sangue parziali, che si limitano alla verifica di specifici parametri, per approfondire un sintomo sospetto o tenere sotto controllo una determinata problematica di salute. Per esempio, per un forte stato di astenia potrebbe essere prescritto un emocromo che confermi o escluda un’anemia, mentre in presenza di diabete sarà necessario controllare periodicamente i valori della glicemia.

Spesso, per avere un quadro generale il più possibile accurato dello stato di salute del paziente, alle analisi del sangue viene abbinato un esame completo delle urine.

L’obiettivo delle analisi del sangue complete è verificare la funzionalità di organi e tessuti, dalle cellule del sangue al fegato, dai reni alla tiroide, monitorare il metabolismo di glucidi e lipidi, individuare stati infiammatori, infezioni, carenze nutrizionali e patologie.

Quali sono le analisi del sangue più importanti? Approfondiamo i più comuni esami inclusi nelle analisi del sangue complete, da effettuare come controllo di routine.

Emocromo

L’emocromo, o esame emocromocitometrico, serve per valutare diversi parametri relativi ai principali componenti del sangue, ossia globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.

Globuli rossi

I globuli rossi, o eritrociti, sono le cellule del sangue più numerose. Attraverso l’emoglobina, una proteina che contengono, svolgono una funzione fondamentale. Hanno il compito di trasportare ossigeno dai polmoni ai tessuti periferici e, nel percorso inverso, di recuperare anidride carbonica dai vari distretti del corpo per condurla ai polmoni, da cui viene espulsa attraverso la respirazione.

La valutazione dei globuli rossi nell’emocromo include una serie di valori, ovvero:

  • Globuli rossi o eritrociti (RBC): numero totale di globuli rossi presenti nel sangue.
  • Emoglobina (HGB): contenuto di emoglobina nel sangue.
  • Ematocrito (HCT): percentuale del volume di sangue occupata dai globuli rossi.
  • Volume corpuscolare medio (MCV): dimensioni medie dei globuli rossi.
  • Contenuto emoglobinico corpuscolare medio (MCH): quantità media di emoglobina per singolo eritrocita.
  • Concentrazione cellulare media di emoglobina (MCHC): concentrazione di emoglobina per eritrocita, ovvero quantità di emoglobina presente in ogni globulo rosso, in relazione alle sue dimensioni.
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Fonte: Unsplash / Anirudh

Globuli bianchi

I globuli bianchi, o leucociti, sono cellule ematiche deputate alla difesa dell’organismo dalle aggressioni di agenti infettivi e altre componenti estranee che possono danneggiarlo. L’esame emocromocitometrico include:

  • Globuli bianchi (WBC): numero totale di leucociti presenti nel campione di sangue.
  • Formula leucocitaria: misura la concentrazione nel sangue dei diversi tipi di globuli bianchi, i granulociti (eosinofili, neutrofili e basofili) e le cellule mononucleate (linfociti e monociti). Ogni classe di globuli bianchi entra in gioco, con modalità e funzioni diverse, nella risposta immunitaria dell’organismo agli agenti patogeni. I neutrofili sono i globuli bianchi più numerosi nel sangue (50-80%) e hanno il compito di inglobare, attraverso particolari enzimi da loro prodotti, i microrganismi estranei all’organismo (virus, batteri, cellule anomale). I linfociti rappresentano il 20-40% dei leucociti presenti nel sangue e si distinguono in diverse tipologie, ognuna delle quali svolge funzioni specifiche. I linfociti B, per esempio, sono deputati alla produzione di anticorpi (immunoglobuline). I monociti (2-8%) sono importanti nella difesa dell’organismo soprattutto da alcuni tipi di batteri, mentre gli eosinofili (1-4%) sono particolarmente coinvolti nelle infestazioni di parassiti. I basofili, infine, sono i globuli bianchi meno numerosi nel sangue (1%) e svolgono un ruolo cruciale nei processi infiammatori e nelle reazioni allergiche. Questo conteggio differenziale dei diversi tipi di leucociti serve a determinare la composizione dei globuli bianchi all’interno del nostro sangue e permette di individuare la presenza di problematiche come infezioni, infiammazioni, allergie, leucemie, neoplasie, patologie autoimmunitarie.

Piastrine

Le piastrine, o trombociti, giocano un ruolo cruciale per l’emostasi e il processo di coagulazione del sangue. In presenza di traumi o lesioni dei vasi sanguigni, hanno il compito di bloccare l’emorragia. Un’alterazione dei valori delle piastrine, quindi, può aumentare il rischio di sanguinamento (in caso di trombocitopenia, ovvero di riduzione dei valori delle piastrine) o predisporre alla formazione di ematomi e lividi (in presenza di trombocitosi, ovvero di aumento dei valori delle piastrine).

La valutazione delle piastrine nell’emocromo include questi parametri:

  • Conta piastrinica: numero totale di piastrine presenti nel sangue.
  • Volume piastrinico medio (MPV): dimensioni medie delle piastrine.

Scopri di più sull’emocromo, su quali voci comprende, su quali sono i valori di riferimento e su come interpretarlo nel nostro articolo.

Glicemia

Tra le analisi del sangue di routine rientra il test della glicemia, che consente di monitorare il metabolismo dei glucidi e e di verificare se la concentrazione di glucosio, ossia di zuccheri nel sangue è nella norma.

Questo test è molto importante per fare una diagnosi di diabete e per monitorare periodicamente la glicemia in chi ne soffre. Valori di glicemia a digiuno superiori a 126 mg/dl, rilevati in due successive misurazioni, sono indice di diabete.

La misurazione della glicemia con le analisi del sangue permette anche di individuare il prediabete. Si tratta di una condizione di iperglicemia (alti valori di glucosio nel sangue) che non è ancora diabete ma che è considerata un fattore di rischio, perché una volta su tre evolve in diabete di tipo 2. Valori di glicemia a digiuno compresi tra 100 e 125 mg/dl (confermati almeno due volte) sono indice di prediabete.

Controllare attraverso le analisi del sangue se hai il glucosio alto o basso è molto importante. Leggi il nostro articolo e scopri di più sui valori di riferimento, su cosa può alterarli e su quali sono le cure.

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Fonte: Pixabay / Geralt

Colesterolo

L’elenco delle analisi del sangue complete include anche il monitoraggio del metabolismo lipidico, cioè dei grassi, attraverso la misurazione dei livelli di colesterolo e trigliceridi.

Il colesterolo è un grasso presente nel sangue, per lo più prodotto dal fegato e in minima parte introdotto con la dieta, essenziale per il buon funzionamento del nostro corpo. È un costituente delle cellule e partecipa alla sintesi di alcuni ormoni e della vitamina D.

Tuttavia, livelli elevati di colesterolo (ipercolesterolemia) rappresentano un pericolo per la salute del cuore, perché possono favorire l’aterosclerosi, cioè la formazione di placche aterosclerotiche che, ostruendo le pareti delle arterie, riducono l’afflusso di sangue a cuore, cervello, polmoni, aumentando il rischio di infarto e ictus.

Gli esami del sangue prevedono la misurazione di tre parametri relativi al colesterolo:

  • colesterolo totale.
  • Il colesterolo LDL: è il cosiddetto “colesterolo cattivo”, veicolato da lipoproteine a bassa densità (Low Density Lipoprotein) che trasportano l’eccesso di colesterolo dal fegato alle arterie, dove tende ad accumularsi sotto forma di placche.
  • Colesterolo HDL, il cosiddetto “colesterolo buono”, trasportato da lipoproteine ad alta densità (High Density Lipoprotein) che ne favoriscono la rimozione dal sangue e l’eliminazione da parte del fegato, impedendone così l’accumulo nell’organismo.

Valori desiderabili di colesterolo, ricorda l’Istituto Superiore di Sanità, sono rappresentati da:

  • colesterolo totale: fino a 200 mg/dl
  • livelli di colesterolo LDL fino a 100 mg/dl
  • colesterolo HDL: non inferiore a 50 mg/dl.

Alti valori di colesterolo LDL, soprattutto se associati a valori bassi di colesterolo HDL, sono la spia di un eccessivo accumulo di questo grasso nel sangue e rappresentano un pericolo per la salute del cuore.

Trigliceridi

Come anticipato, la misurazione dei valori dei trigliceridi attraverso gli esami del sangue contribuisce, insieme a quella del colesterolo, a valutare nel suo insieme il metabolismo lipidico. L’analisi congiunta di questi due valori permette infatti di tracciare il cosiddetto profilo lipidico ematico e di valutare il fattore di rischio cardiovascolare.

Come il colesterolo alto, anche livelli troppo elevati di trigliceridi (ipertrigliceridemia) contribuiscono ad aumentare il rischio di problematiche cardiovascolari.

Scopri di più su quali sono i valori normali di trigliceridi e quali le cause e i rimedi per i trigliceridi alti e i trigliceridi bassi.

Creatinina

Tra i parametri che vengono valutati nell’ambito delle analisi del sangue di controllo c’è il valore della creatinina (creatininemia). Si tratta di una sostanza di scarto prodotta nei muscoli durante il metabolismo della fosfocreatina, una proteina essenziale per la produzione dell’energia necessaria all’attività muscolare.

Una volta prodotta, la creatinina si riversa nel sangue, poi viene filtrata dai reni e infine è espulsa attraverso le urine. Il livello di creatinina nel sangue è quindi un indicatore della funzionalità renale. Valori alti di creatinina possono essere la spia di disfunzioni dei reni, che non riescono a farla passare nelle urine per eliminarla.

Tra le problematiche che possono causare un aumento dei valori della creatinina ci sono l’insufficienza renale, ma anche il diabete e l’ipertensione.

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Fonte: Unsplash / Nguy N Hi P

Uricemia

Anche l’uricemia, la concentrazione di acido urico nel sangue, è uno degli indicatori di buona o cattiva funzionalità renale valutati con le analisi del sangue. L’acido urico è una sostanza di scarto del metabolismo delle cellule. In particolare, è il risultato della degradazione delle purine, molecole organiche azotate presenti in tutte le cellule, che avviene  nell’ambito dei processi di rinnovamento cellulare.

Valori di acido urico nella norma indicano che c’è un equilibrio tra la sua produzione da parte dell’organismo e la capacità dei reni di eliminarlo attraverso le urine. Alti livelli di acido urico, iperuricemia, sono invece il segnale che il corpo ne produce troppo o che i reni hanno una ridotta capacità di espellerlo attraverso le urine.

Tra le cause della sovrapproduzione di acido urico possono esserci trattamenti chemioterapici o malattie metaboliche come la gotta. La diminuita eliminazione dell’acido urico potrebbe invece essere determinata da una malattia renale cronica.

Azotemia

Un altro esame che permette di valutare il corretto funzionamento dei reni è il test dell’azotemia, che indica la concentrazione di azoto non proteico circolante nel sangue. Si tratta di un composto presente soprattutto nell’urea, il prodotto delle reazioni metaboliche delle proteine. Questa sostanza, presente nel sangue, viene filtrata ed eliminata a livello renale con le urine.

Alti livelli di azotemia possono, quindi, essere il segnale di un’alterata funzionalità renale.

Elettroforesi proteica e proteine totali

L’elettroforesi proteica viene effettuata con le analisi del sangue di routine insieme al conteggio delle proteine totali. Si tratta di una tecnica di laboratorio che permette di analizzare la composizione qualitativa e quantitativa delle proteine presenti nei liquidi biologici, come siero, urine, liquido cerebrospinale.

Questo esame si utilizza per individuare la presenza di proteine anomale, l’assenza di proteine normali e per determinare se un gruppo di proteine sia presente in quantità minore, o maggiore, rispetto ai valori di riferimento. Questa analisi permette di diagnosticare problematiche come malattie dei reni e del fegato, malattie autoimmuni, infezioni e infiammazioni.

Tra le proteine esaminate nell’ambito dell’elettroforesi proteica c’è l’albumina. È la più abbondante proteina presente nel plasma del sangue, oltre che una delle più importanti. Viene prodotta dal fegato e svolge tre compiti essenziali: mantiene costante il livello dei liquidi nei vasi sanguigni, impedendone la fuoriuscita e la diffusione nei tessuti (regolazione della pressione oncotica), agisce da antiossidante plasmatico e trasporta ormoni (per esempio quelli della tiroide), vitamine e farmaci a tutto l’organismo.

Bassi livelli di albumina possono essere la spia di danni al fegato e disfunzioni renali, quindi misurare la concentrazione di albumina nel sangue è un importante indicatore della funzionalità epatica e renale, oltre che dello stato di nutrizione del paziente. Alterazioni dei livelli di albumina, infatti, possono segnalare un malassorbimento di nutrienti legato a malattie dell’apparato digerente.

Scopri di più sull’albumina nel sangue: valori alti, bassi e funzione.

Transaminasi

Le transaminasi, o aminotransferasi, sono enzimi che partecipano al metabolismo degli aminoacidi e alla sintesi del glucosio. Le due transaminasi più importanti sono l’aspartato transaminasi (AST o GOT) e l’alanina transaminasi (ALT o GPT).

La misurazione dei livelli delle transaminasi nel sangue è utile per valutare la funzionalità epatica ma anche lo stato di salute del cuore e dell’apparato muscolo-scheletrico.

Le transaminasi alte possono essere la spia di una malattia del fegato, come la cirrosi o l’epatite, o di malattie autoimmuni come la celiachia. Livelli elevati di questi enzimi possono anche dipendere da sovrappeso e abuso di alcol, che vanno a sovraccaricare il fegato. Per questo, se dagli esami del sangue emergono valori elevati, oltre ad accertamenti diagnostici il medico può prescrivere anche modifiche al proprio stile di vita, a cominciare da una dieta per transaminasi alte.

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Fonte: Pixabay / DarkoStojanovic

Bilirubina

La bilirubina è il principale componente della bile e deriva per la maggior parte dalla degradazione dell’emoglobina, la proteina contenuta nei globuli rossi che trasporta ossigeno a tutti i tessuti del corpo. È, cioè, la conseguenza del processo di distruzione dei globuli rossi esausti, giunti alla fine del loro naturale ciclo di vita.

La bilirubina è un indicatore importante dello stato di salute del fegato, perché permette di valutare l’eventuale presenza di ostruzioni delle vie biliari, per esempio dovute a calcoli, di epatite, ittero o cirrosi. È anche utile per diagnosticare un’anemia causata dall’alterazione del ciclo di degradazione dell’emoglobina e quindi da un processo di distruzione dei globuli rossi troppo rapido.

Più in dettaglio, nelle analisi del sangue è possibile dosare la bilirubina totale e la bilirubina frazionata, che si divide in:

  • bilirubina diretta, che viene prodotta a livello epatico. È nota anche come bilirubina coniugata perché nel fegato si lega con l’acido glucoronico, diventando solubile, quindi eliminabile con le feci. Valori elevati della bilirubina diretta sono associati a problemi di tipo epatico.
  • Bilirubina indiretta, o non coniugata, che è la frazione non ancora trattata dal fegato. Se è alta, può essere indice di problemi nel processo di degradazione dell’emoglobina.

Fosfatasi alcalina (ALP)

La fosfatasi alcalina (ALP) è un enzima presente in diversi tessuti del corpo, in particolare nelle ossa e nel fegato. Il suo dosaggio permette di valutare i livelli di questa sostanza in circolo nell’organismo e di individuare o monitorare malattie ossee o epatobiliari.

Gamma GT

La gamma-glutamil transferasi, nota anche come gamma GT o GGT, è un enzima presente principalmente nel fegato. Il gamma GT test è utile per individuare malattie epatiche o danni del dotto biliare. In caso di sofferenza epatica o di ostruzioni del flusso biliare, infatti, la concentrazione di GGT nel sangue aumenta. Questo test è spesso usato in abbinamento con l’esame della fosfatasi alcalina (ALP), per comprendere meglio le cause di una maggiore concentrazione di questo enzima nel sangue.

VES (velocità di eritrosedimentazione)

La VES misura la velocità con cui i globuli rossi di un campione di sangue si separano dalla parte liquida (il plasma) e si depositano sul fondo di una provetta. Si parla di VES oraria, perché si esprime in millimetri di sedimento prodotto in un’ora.

La misurazione della VES è un esame utile per individuare la presenza di un’infiammazione. È un test molto comune anche se poco specifico, in quanto dà indicazioni su uno stato infiammatorio in essere ma non fornisce informazioni precise sulla malattia che lo ha provocato.

Si esegue soprattutto quando si sospetta un’infiammazione o un’infezione. Può essere utile se il paziente si ammala spesso per un abbassamento delle difese immunitarie o ha sintomi riconducibili a infiammazioni come otite, faringite, bronchite, oppure febbre ricorrente o disturbi che possono essere associati a malattie come l’artrite reumatoide. In genere è prescritto insieme ad altri test come l’esame della proteina C-reattiva (PCR), una proteina prodotta dal fegato che di norma è assente. Se è presente, è un valido indicatore di infiammazione dell’organismo.

VES alta e bassa: scopri di più su valori di riferimento, sintomi e cause di un’alterazione di questo parametro.

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Elettroliti

Tra gli esami prescritti di frequente tra le analisi del sangue di routine c’è la misurazione dei valori degli elettroliti. Si tratta di minerali che si trovano nei liquidi del corpo e che svolgono tante funzioni importantissime per il benessere dell’organismo: facilitano l’assorbimento delle sostanze nutritive e l’eliminazione dei prodotti di scarto, favoriscono l’equilibrio acido-base e l’equilibrio idrosalino, mantengono stabile la pressione del sangue.

Il test degli elettroliti rileva la concentrazione di alcuni di essi, principalmente sodio, potassio, cloro e bicarbonato. Alterazioni dei loro valori e, quindi, del loro equilibrio, possono essere indice di malattie cardiache, malattie polmonari, malattie epatiche e renali, diabete. Il test degli elettroliti viene prescritto, oltre che come esame di controllo, in presenza di sintomi come aritmie cardiache, crampi, edema causato da accumulo di liquidi.

Ferro

Tra le analisi del sangue di routine è normalmente inclusa anche la misurazione dei livelli di ferro, un minerale che svolge un ruolo importantissimo per l’organismo. Una parte di ferro si trova nei globuli rossi ed è utilizzata per la produzione di emoglobina. Una quota si lega alla ferritina e rappresenta le riserve di ferro nell’organismo. Infine, c’è il cosiddetto “ferro di trasporto”, che si lega alla transferrina e viene trasportato ai diversi organi del corpo.

L’esame del ferro prevede il monitoraggio di questi 3 diversi parametri:

  • sideremia: misura la concentrazione di ferro nel sangue, il ferro “circolante”, quello che si lega alla transferrina.
  • Transferrina: è una proteina che ha il compito di trasportare il ferro dall’intestino a tutti gli organi e ai tessuti del corpo che lo utilizzano.
  • Ferritina: l’esame della ferritina misura i depositi di ferro nel fegato, nella milza e nel midollo osseo. Il ferro che non viene utilizzato per la produzione di altre proteine, infatti, viene immagazzinato nei tessuti sotto forma di ferritina.

Questi esami permettono di fare una valutazione completa dei livelli di ferro e di individuare patologie come l’anemia da carenza di ferro o sideropenia, una condizione caratterizzata da un ridotto quantitativo di ferro nell’organismo.

TSH (ormone tireostimolante)

Le analisi del sangue di controllo possono comprendere anche esami specifici, spesso inclusi tra quelli di routine o richiesti per confermare o escludere determinate patologie in presenza di sintomi. È il caso dell’esame del TSH, o ormone tireostimolante o tireotropina, un ormone prodotto dall’ipofisi che rappresenta il principale fattore di regolazione della funzionalità tiroidea.

Questo esame è il primo test da richiedere se il paziente ha sintomi di ipotiroidismo o ipertiroidismo o in caso di aumento delle dimensioni della ghiandola tiroidea. Il medico può richiedere l’esame del TSH anche in assenza di sintomi, per una valutazione generale della funzionalità della tiroide.

Insieme al dosaggio del TSH, si effettuano spesso anche i dosaggi di altri due ormoni, la triiodotironina libera (FT3) e la tiroxina (FT4), che regolano i processi metabolici dell’organismo. Questi tre parametri, insieme, permettono di diagnosticare e monitorare le alterazioni della funzionalità tiroidea.

Scopri di più sull’ormone tireostimolante, sui valori di riferimento e sulle possibili cause di un TSH alto o basso.

Come prepararsi alle analisi del sangue

Prima delle analisi del sangue, è importante adottare alcune precauzioni per evitare che i risultati degli esami possano venire alterati da comportamenti sbagliati. Cosa mangiare? Cosa non mangiare? Quando serve il digiuno? Qual è l’orario giusto per sottoporsi al prelievo? Come regolarsi se si stanno assumendo farmaci? Ecco quali sono gli accorgimenti utili per prepararsi a un prelievo e cosa non fare mai prima.

Fonte: Unsplash / Thought Catalog

Cosa mangiare e cosa non mangiare prima del prelievo

Tendenzialmente, le analisi del sangue si effettuano dopo un periodo di digiuno di 8-12 ore. In quel lasso di tempo, è importante non mangiare ed evitare di assumere alcool, zucchero, caffè, succhi e bevande dolcificate. Il cibo, infatti, potrebbe alterare il risultato degli esami.
Prima delle analisi del sangue è invece possibile bere acqua, che non agisce sul metabolismo e non influenza i valori del sangue.

Ci sono, tuttavia, esami del sangue per cui il digiuno non è necessario. Per esempio, ricorda la Fondazione Veronesi, il digiuno non serve per il dosaggio degli ormoni tiroidei, mentre è raccomandato per misurare i valori della glicemia e per il dosaggio dell’insulina. Il consiglio è quello di consultare il medico per sapere se il digiuno è necessario e per quanto tempo, a seconda degli esami prescritti.

Cosa mangiare la sera prima delle analisi del sangue? È possibile seguire la propria dieta abituale, avendo però cura di limitare condimenti grassi e cibi pesanti come le fritture uno o due giorni prima del prelievo.

Si può fare sport prima delle analisi del sangue?

Anche gli sforzi fisici eccessivi sono da evitare sia prima del prelievo che la sera prima, se gli esami del sangue vengono effettuati al mattino, come di norma avviene. Potrebbero, infatti, alterare alcuni valori enzimatici, come la creatinchinasi, che tende ad aumentare con l’esercizio fisico intenso.

Farmaci: possono alterare le analisi del sangue?

Alcuni farmaci possono alterare il risultato delle analisi del sangue. È il caso di antibiotici, chemioterapici, antimicotici, farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), farmaci ormonali e del sistema endocrino, diuretici, antiipertensivi, ipoglicemizzanti orali, per fare solo alcuni esempi.

Per questo, a meno che non siano medicinali indispensabili o salvavita, è preferibile assumerli dopo il prelievo e segnalare al laboratorio le terapie in corso.

Altre raccomandazioni utili prima del prelievo

È consigliabile non fumare nelle 8-12 ore prima del prelievo. Molti esami, come quelli che misurano i livelli di enzimi e ormoni, seguono un ritmo circadiano, quindi è bene eseguirli prima delle 10 del mattino. È preferibile non sottoporsi ad analisi del sangue dopo ecografie, massaggi, sedute di fisioterapia.

Come leggere le analisi del sangue

I risultati delle analisi del sangue devono essere valutati dal medico, che ne dà un’interpretazione complessiva basandosi sul quadro clinico generale del paziente. I valori dei diversi parametri analizzati, infatti, non sono significativi se considerati singolarmente. Acquistano senso solo se letti nella loro globalità e contestualizzati, cioè interpretati alla luce dello stato generale di salute del paziente. Un singolo valore alterato non è necessariamente indicativo di una patologia.

Inoltre, gli intervalli di riferimento dei diversi parametri esaminati possono variare a seconda dell’età, del sesso del paziente e della strumentazione usata dal laboratorio di analisi che ha effettuato i test. Nell’interpretare i risultati è quindi importante fare riferimento ai range riportati sul referto.

È comunque fondamentale sottoporre sempre i risultati delle analisi del sangue al proprio medico, che è l’unico in grado di fare le valutazioni del caso, richiedere ulteriori approfondimenti o prescrivere terapie sulla base dei risultati. Meglio evitare, invece, autovalutazioni che potrebbero scatenare inutili preoccupazioni, magari basate su un solo valore fuori norma. Allo stesso modo, mai fare cure fai da te sulla base dei risultati degli esami del sangue: gli eventuali farmaci da assumere devono essere prescritti dal medico.

Scopri tutto ciò che devi sapere per leggere gli esami del sangue completi.

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Fonte: Pixabay / DarkoStojanovic

Cosa si vede dalle analisi del sangue generiche?

Ma cosa si vede, in concreto, dalle analisi del sangue generiche? Si tratta di test che permettono di valutare le condizioni generali di salute del paziente, individuando situazioni di rischio, per esempio un colesterolo alto, che potrebbero sfociare in patologie, oppure patologie già in essere ma non ancora diagnosticate perché asintomatiche.

In dettaglio, le analisi del sangue sono utili per:

  • controllare lo stato generale di salute del paziente
  • verificare il buono o cattivo funzionamento di organi interni come fegato e reni
  • individuare infezioni
  • individuare carenze nutrizionali.

Le analisi del sangue permettono di scoprire un tumore?

Sicuramente le analisi del sangue di routine sono utili al medico per avere un quadro generale della salute del paziente e capire se nell’organismo sono presenti alterazioni che potrebbero essere ricondotte a un tumore. Tuttavia, nessun test del sangue da solo è sufficiente per diagnosticare un cancro, soprattutto nelle sue fasi iniziali, anche se questo è uno degli obiettivi verso i quali la ricerca sta puntando.

Questo vale sia per le analisi del sangue generiche che per gli esami ematochimici per la ricerca dei marcatori tumorali. Questi marker, infatti, non hanno una sensibilità del 100%. Inoltre, possono essere alterati per ragioni diverse da un tumore, per esempio a causa di uno stato infiammatorio, falso positivo, oppure risultare nella norma nonostante la presenza di un tumore, specie se è di piccole dimensioni, falso negativo.

Insomma, come ricorda l’AIRC, i marcatori tumorali non sono sempre attendibili e non sono quindi consigliati come strumento di screening per la diagnosi precoce di un tumore.

Certamente, individuare valori fuori norma dei marcatori tumorali è utile. Una loro alterazione, infatti, anche se non permette di fare una diagnosi certa di tumore, rappresenta un campanello d’allarme e suggerisce l’opportunità di procedere con ulteriori approfondimenti.

È il caso del PSA, l’antigene prostatico specifico la cui concentrazione può aumentare in uomini con carcinoma della prostata (ma anche con iperplasia prostatica benigna, infezione o infiammazione della ghiandola prostatica). O del CA 125, o antigene tumorale 125, che ad alte concentrazioni può essere la spia di un carcinoma dell’ovaio.

Ogni quanto fare le analisi del sangue

Con quale frequenza sottoporsi alle analisi del sangue? È consigliabile eseguire gli esami del sangue di routine almeno una volta all’anno, in soggetti sani. In presenza di fattori di rischio, di problematiche di salute o di condizioni che lo richiedano (età, stile di vita), può però essere utile fare esami ematici più spesso. Non esiste una regola fissa: è il medico, conoscendo il quadro clinico del paziente, a consigliare ogni quanto fare le analisi del sangue per prendersi cura della propria salute nel modo migliore.

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Fonte: Unsplash / Martha Dominguez

Analisi del sangue: dove eseguirle, prenotazione e costi

Le analisi del sangue complete possono essere eseguite:

  • tramite il Servizio Sanitario Nazionale, nei punti prelievo delle unità sanitarie locali o in ospedale
  • in laboratori di analisi convenzionati con il SSN
  • in centri analisi privati.

Se si sceglie di farli in strutture pubbliche, la prenotazione degli esami del sangue avviene tramite i servizi appositamente predisposti dalle varie aziende (CUP telefonico, CUP on line, prenotazione allo sportello). Se invece ci rivolge a un centro privato, è necessario contattarlo direttamente per prenotare i test.

Per effettuare le analisi del sangue in strutture pubbliche serve la ricetta del medico, che invece non è tassativamente richiesta dai laboratori di analisi privati. Alcuni esami ematici possono essere eseguiti anche in farmacia, è il caso della misurazione di colesterolo, trigliceridi e glicemia.

Quanto costano le analisi del sangue? Per fare gli esami del sangue completi per un controllo di routine, in media il costo è di 40-50 euro. Naturalmente, i costi cambiano se si fanno analisi del sangue complete o parziali, se si può beneficiare o meno di un’esenzione del ticket, se i test vengono effettuati privatamente o tramite strutture pubbliche. All’interno del SSN, le tariffe possono anche variare da Regione a Regione.

Scopri di più sul “Costo delle analisi del sangue complete: esami e tetto spesa”.

Come avrai capito, fare periodicamente le analisi del sangue è importantissimo, anche se ti senti bene. Lo è ancora di più se hai sintomi che possono farti pensare che qualcosa non va. Chiedi consiglio al tuo medico, che ti dirà quali analisi del sangue fare e con quale frequenza e ti aiuterà a interpretare i risultati. Sono un controllo di routine semplice, veloce, poco invasivo, ma fondamentale per proteggere la tua salute.

Le informazioni riportate su GreenStyle sono di natura generale e non possono essere utilizzate per formulare indagini cliniche, non devono essere considerate come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento, l’assunzione o la sospensione di un farmaco , non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico generico, di uno specialista , di un dietologo o di un fisioterapista. L’utilizzo di tali informazioni e’ sotto la responsabilita’, il controllo e la discrezione unica dell’utente. Il sito non e’ in alcun caso responsabile del contenuto, delle informazioni, dei prodotti e dei servizi offerti dai siti ai quali greenstyle.it puo’ rimandare con link.

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