Emoglobina: valori e funzione

Emoglobina: valori e funzione

Fonte immagine: Blood via pixabay

L'emoglobina: che cos'è, come lega l'ossigeno e quali sono i valori considerati nella norma e le più cause di aumento o riduzione della sua concentrazione.

L’emoglobina è la proteina contenuta nei globuli rossi e deputata al trasporto dell’ossigeno attraverso il sangue, verso tutti gli organi e tessuti del nostro organismo. La concentrazione dell’emoglobina nel sangue varia con l’età e il sesso: valori diversi dalla norma possono essere indice di alcuni stati patologi, più o meno gravi.

Il sangue è un tessuto fluido in cui sono presenti due componenti: quella liquida, detta plasma, e quella costituita dalle cellule circolari, tra le quali ci sono anche i globuli rossi. La percentuale di volume del sangue occupata dai globuli rossi viene definita ematocrito. Questo valore può essere correlato con la concentrazione di emoglobina, ma non necessariamente lo è.

La concentrazione di emoglobina nel sangue viene determinata mediate l’esame emocitometrico, ossia l’emocromo. Si tratta di una indagine di laboratorio che contiene una serie di altri parametri numerici, riferiti a tutte le cellule del sangue, alle loro caratteristiche, al volume e alla quantità relativa delle une verso le altre. Vediamo come è fatta la molecola di emoglobina, come lega e rilascia l’ossigeno e quali sono i valori considerati normali della sua concentrazione nel sangue.

Il trasporto dell’ossigeno

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Fonte: Blood via pixabayBlood via Pixabay

La maggior parte dell’ossigeno presente nel sangue è legata all’emoglobina, una proteina costituita da 4 unità di amminoacidi, uguali tra loro a due a due. Ognuna di queste porzioni contiene un gruppo, detto eme, contenente un atomo di ferro, che rappresenta il punto di legame tra l’ossigeno e l’emoglobina. A livello polmonare avviene la saturazione con l’ossigeno, che si lega al ferro con una reazione reversibile: infatti a livello dei tessuti l’ossigeno trasportato verrà ceduto alle cellule.

Interessante è ricordare che nei tessuti, dove viene appunto ceduto l’ossigeno, solo il 10% dell’emoglobina totale lega anidride carbonica, la maggior parte di questo prodotto di scarto cellulare viene invece trasformato dai globuli rossi in carbonato monoacido. Quest’ultimo verrà a sua volta ceduto al sangue e trasportato direttamente dal suo flusso.

Valori nella norma

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Fonte: Medic via pixabayMedic via Pixabay

La concentrazione di emoglobina nel sangue si modifica con l’età ed è, in modo del tutto naturale, diversa tra uomini e donne. Questi i valori ritenuti nella norma espressi in grammi per decilitro di sangue, g/dl:

  • neonati: da 17 a 22 g/dl, dopo una settimana di vita da 15 a 20 g/dl e dopo un mese di vita da 11 a 15 g/dl;
  • bambini: da 11 a 13 g/dl;
  • uomini: da 14 a 18 g/dl;
  • donne: da 12 a 16 g/dl;
  • uomini di età superiore ai 50 anni: da 12.4 a 14.9 g/dl;
  • donne di età superiore ai 50 anni: da 11.7 a 13.8 g/dl.

Le variazioni della concentrazione di emoglobina rispetto alla norma possono essere correlate, anche in presenza di altri sintomi o segni clinici, con alcune malattie più o meno gravi. Sono in genere responsabili dell’aumento della concentrazione di emoglobina la policitemia, la poliglobulia, l’insorgenza di uno stato di shock e le ustioni diffuse. Molte di più sono le condizioni che sono causa della riduzione della sua quantità, tra queste quelle che si verificano con maggiore frequenza sono:

  • anemie causate da diffusa distruzione dei globuli rossi e da emorragie;
  • anemie cosiddette meccaniche, che sono tipiche dell’eccessivo affaticamento fisico o da agenti fisici o chimici esterni;
  • anemie autoimmuni;
  • epatopatie o malattie epatiche;
  • infezioni sistemiche, ossia diffuse a più organi e tessuti dell’organismo;
  • insufficienza renale cronica;
  • leucemia e altre forme di tumore maligno;
  • talassemia;
  • morbo di Crohn.

La diagnosi e la valutazione complessiva dello stato di salute, così come la prescrizione dell’emocromo, sono di esclusiva competenza del medico. In caso di anomalie importanti e di specifico sospetto diagnostico, il medico stesso indirizzerà il paziente alle cure di uno specialista.

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