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Pianta carnivora: guida alla cura

Pianta carnivora: guida alla cura

Fonte immagine: Unsplash

Quando si parla di una pianta carnivora è facile farsi prendere dal panico immaginando film terrificanti e scene horror viste al cinema. Ma se abbiamo comprato o qualcuno ci ha regalato un vaso con dentro una pianta insettivora, altro nome di questa particolare specie, descritta per la prima volta da Charles Darwin nel 1875, non dobbiamo avere nulla di cui temere.

Le piante che riescono a intrappolare protozoi e piccoli animali, come insetti, di cui si nutrono, sono tante e diverse. Nel mondo ne esistono 600 specie diffuse in ogni angolo del globo. La classificazione ha individuato 12 generi e 5 famiglie. Non dobbiamo confonderle con le piante protocarnivore, simili a quelle insettivore ma diverse per piccole caratteristiche che non permettono loro di rientrare in questo gruppo.

La nostra guida ti porta a scoprire tutto quello che c’è da sapere sul mondo delle piante carnivore: pronto a fare questo incredibile viaggio insieme a noi?

Cos’è una pianta carnivora

Le piante carnivore sono piante erbacee che si sono adattate all’ambiente circostante per poter trarre nutrimento dalla digestione di proteine animali. Per questo sono state chiamate “carnivore”, anche se in passato erano definite come “insettivore”. Sono piante perenni nella maggior parte dei casi, ma ce ne sono anche di annuali. Alcune non sopravvivono invece più di un anno. Scopri quali sono le piante carnivore più longeve.

Sono piante parzialmente eterotrofe, nel senso che non riescono a nutrirsi attraverso la fotosintesi clorofilliana. La loro modalità di nutrimento è dovuta a uno scatto evolutivo per poter sopravvivere in luoghi della terra dove il suolo non conteneva i nutrienti necessari per la loro crescita. E per la sopravvivenza stessa si sono adattate, cercando tali sostanze da altre fonti, proprio mangiando insetti e artropodi.

Il primo a definire queste specie vegetali come carnivore è stato Francis Ernest Lloyd nel 1942. Prima si usava correttamente il termine insettivoro, ma non comprendeva artropodi e altri piccoli animali che le aiutano a sopravvivere.

Vivono soprattutto nelle torbiere o in zone con suoli acidi e privi di calcio, con poche sostanze nutritive (azoto, fosforo, potassio). Per questo hanno iniziato a procurarsi tali nutrienti altrove.

Caratteristiche delle piante carnivore

Cosa mangiano e come fanno a mangiare le piante carnivore?

Partiamo da un presupposto. Le piante carnivore non mangiano. Non è questo il termine giusto da usare in questo caso. Non si tratta di animali che mangiano altri animali, ma di piante che hanno escogitato un modo per poter avere tutti i nutrienti sfruttando piccoli insetti che capitano loro a tiro.

E se te lo stai chiedendo, no, le piante carnivore non mangiano le persone, quindi puoi dormire sonni tranquilli. Non è poi vero che mangiano “la carne”, come si è soliti credere. Coltivare le piante carnivore è un ottimo modo per tenere alla larga da casa insetti come le zanzare, ad esempio.

Si nutrono infatti di insetti e artropodi. Il motivo per cui non dovremmo usare il termine “mangiare”, è che non hanno un apparato boccale. Esse ricavano dalle loro prede nutrienti utili per crescere, come ogni altra pianta. Ad esempio azoto, fosforo, oligoelementi fondamentali che non ci sono nei terreni dove crscono.

Come fa però la pianta carnivora a catturare le prede e a “estrapolare” da loro tutte le sostanze utili per la sua crescita e la sua sopravvivenza?

Come uccide le sue prede una pianta carnivora

Se ti sei sempre chiesto come le piante carnivore uccidono le prede e come le intrappolano, devi sapere che non esiste un unico modo. Esistono infatti diversi tipi di trappola.

  • Trappole ad ascidio: le foglie a forma di caraffa intrappolano le prede e in seguito iniziano la fase di digestione tramite il rilascio di enzimi e batteri.
  • Trappole adesive: le prede vengono catturate con una mucillagine collosa che le foglie rilasciano sulla loro superficie.
  • Trappole a scatto o a tagliola: queste piante hanno delle parti sensibili che individuano possibili prede nelle vicinanze, scattando come una tagliola per immobilizzarle con un movimento delle foglie stesse.
  • Trappole ad aspirazione: le piante sono dotate di una struttura, l’utricolo, che sembra una vescica, che risucchia le prede con un vuoto di pressione.
  • Trappole a nassa: le piante che agiscono in questo modo hanno dei peli che sono in grado di obbligare la preda a scivolare lentamente e inesorabilmente verso l’organo interno deputato alla digestione.
pianta carnivora in vaso
Fonte: Unsplash

Cura delle piante carnivore

Prima di darti i suggerimenti iniziali per prenderti cura della tua pianta carnivora, ecco qualche suggerimento. Per prima cosa informati sul tipo di pianta e poi chiedi direttamente al rivenditore, perché si tratta di piante che si possono anche coltivare in vaso, ma che hanno bisogno di cure ben specifiche.

Come prendersi cura di una pianta carnivora?

  • Le piante carnivore vanno tenute all’esterno. La pianta carnivora da interno soffre molto, perché ha bisogno del caldo e del freddo, della luce del sole, di altri agenti atmosferici e in particolare della pioggia.
  • Non bisogna concimarle, perché i nutrienti vengono presi dalle loro prede.
  • E ricordati di non procurare cibo alla tua pianta, perché sa già farlo in autonomia.
  • Di solito sfruttano l’acqua piovana, ma potrebbero aver bisogno di una piccola integrazione.

Come mantenere le piante carnivore in casa?

Quando si tratta di trattare una pianta carnivora la cura deve essere molto accurata, trattandosi di specie particolari. Quindi se vuoi una pianta carnivora da appartamento, meglio sistemarla sul balcone. Esistono anche delle specie che si adattano agli ambienti domestici, ma non tutte riescono a sopravvivere.

Dove posizionare le piante carnivore?

Per prendersi cura delle piante carnivore in inverno, dobbiamo fare ben poco. Sistemiamole in un ambiente umido e ricordiamoci di bagnarle una volta a settimana, eliminando le foglie morte. In primavera e in estate, invece, teniamole in una zona a mezz’ombra, non alla luce diretta del sole, che potrebbe bruciarne le foglie.

Come innaffiare le piante carnivore?

In inverno non dobbiamo annaffiarle per più di una volta a settimana. Mentre in estate le irrigazioni sono più frequenti: il terreno deve sempre rimanere umido. Se sono all’esterno prendono l’acqua dalla pioggia, mentre se sono  in casa si può usare l’acqua distillata oppure quella di condensa del freezer o dei deumidificatori.

Come e quando rinvasare le piante carnivore?

Il rinvaso delle piante carnivore va eseguito in primavera, quando le temperature iniziano a essere più gradevoli durante il giorno e durante la notte non gela più. Da fine marzo a inizio maggio è il periodo ideale per il rinvaso che in molti casi deve avvenire prima della ripresa vegetativa, per non rovinare la pianta. Si prende tutta la zolla di terra con dentro la pianta e la si può anche dividere se si vogliono ottenere più piantine.

Che tipo di terra ci vuole per le piante carnivore?

Per quanto riguarda il terreno, è sempre bene chiedere consiglio al rivenditore, perché ogni pianta è una storia a sé. Ma tendenzialmente si usa un mix di torba bionda acida di sfagno, con pH superiore a 4.5 e perlite in parti uguali.

Ti puoi prendere cura delle tue piante carnivore in vaso seguendo i nostri semplici consigli.

Elenco delle piante carnivore più comuni

Quando si parla di piante carnivore, si pensa che siano tutte uguali. Invece esistono specie differenti. La pianta carnivora Dionea è sicuramente la più famosa. Ma ne esistono anche altre:

  • Dionaea Muscipula
  • Brocchinia
  • Cephalotus
  • Pinguicula
  • Genlisea
  • Roridula
  • Utricularia
  • Heliamphora
  • Drosera
  • Sarracenia
  • Nepenthes

Pianta carnivora Dionea

La Dionea è una delle piante carnivore più conosciute nel mondo. Per catturare le sue prede usa l’intrappolamento a scatto. L’insetto che ha la sfortuna di posarsi sulla sua foglia fa scattare, a sua insaputa, una trappola fatale, come se finisse in una tagliola che non le dà scampo. Il sistema di ciglia presente all’interno non permette all’insetto di liberarsi dalla preda, mentre la pianta inizia a digerirlo mentre è ancora in vita. Il processo dura a lungo, anche settimane.

Pianta carnivora, Sarracenia

La Sarracenia è un’altra pianta insettivora molto famosa. Ha l’aspetto di un cono gelato, che può diventare anche molto alto, superando persino il metro di altezza. Gli insetti finiscono in trappola quando cadono nell’ascidio, un vero e proprio pozzo presente nella conformazione della pianta che non permette alle vittime di fuggire via. Anche in questo caso, una volta intrappolate le prede, inizia il processo di digestione.

Drosera
Fonte: Unsplash

Pianta carnivora, Drosera

Molto diffusa la Drosera funziona come la Dionea per catturare le sue prede, anche se sulle foglie in questo caso sono presenti tentacoli appiccicosi che intrappolano le prede che si avvicinano troppo alla pianta.

Pianta carnivora, Cephalotus follicularis

Per intrappolare gli insetti e i piccoli animali questa pianta carnivora agisce tramite aculei interni con cui punge l’insetto che si agita una volta catturato, rendendone impossibile di fatto la fuga.

Le piante semi carnivore

Per essere classificate come carnivore al 100% le piante devono essere capaci di attirare, di uccidere e di digerire le loro prede, prendendo nutrimento dalle sostanze rilasciate durante la digestione delle loro vittime. Per questo motivo esistono piante carnivore complete, piante non carnivore e piante semi carnivore, che hanno piccole ma sostanziali differenze.

Piante carnivore giganti

Esistono anche le cosiddette piante carnivore giganti, delle trappole mostruose decisamente voraci. Alle nostre latitudini non si trovano, ma nei paesi esotici, caratterizzati da un clima tropicale, non sono una rarità. Di solito queste specie insettivore fanno paura all’uomo, ma in realtà sono del tutto innocue, anche perché, come detto in precedenza, non è vero che mangino ogni essere vivente che capita loro a tiro.

Appartengono a questa categoria le piante del genere rampicante Nepenthes, che può estendersi fino a 20 metri di lunghezza, con foglie grandi 80 centimetri di lunghezza e 12 di grandezza. Trappole di medie dimensioni che possono arrivare a catturare anche delle piccole rane, ad esempio. Anche le piante del genere Genlisea appartengono a questo gruppo.

Qual è la più pericolosa pianta carnivora?

Se noi esseri umani possiamo sempre e comunque stare tranquilli, così non è per gli insetti, che devono stare alla larga soprattutto dalle più pericolose piante carnivore esistenti sulla terra. Queste sono alcune di quelle che abbiamo già descritto in precedenza:

  1. Dionaea muscipula
  2. Utricularia
  3. Drosophyllum
  4. Darlingtonia Californica
  5. Nepenthes

La pianta carnivora gigante mangia uomo non esiste davvero

Si è soliti credere che nella giungla equatoriale dell’Africa, nell’Amazzonia e anche in India esista una pianta carnivora gigante in grado di mangiare l’uomo. Si chiamerebbe Ya-Te-Veo, “Già ti vedo” in spagnolo.

Sarebbe una pianta con tronchi lunghi e gracili simili ai tentacoli di una piovra che entrano in azione non appena una preda è nei paraggi.

In realtà è solo un mito, una leggenda popolare, una credenza dalla quale sono nati racconti fantasiosi scritti in libri o raccontati nei film più terrificanti usciti sul grande schermo. Come lo è The Devil’s Snare, la pianta succhia-sangue del Nicaragua: tutte creature mitologiche che non hanno riscontro scientifico.

Pianta carnivora e zanzare, un ottimo modo per “liberarsene”

Se pensavi che con una pianta carnivora in casa potevi mettere paura a chi non ti piace, complici anche le leggende sulla pianta carnivora gigante mangia uomo, sarai rimasto deluso. Ma ti diamo una buona notizia, che ti farà rivalutare l’idea di acquistare subito una pianta carnivora: contro le zanzare è la soluzione ideale, perché si nutre di insetti e in estate può fare delle scorpacciate liberandoci da fastidiosi ronzii e punture.

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