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Piante carnivore: quali sono le più longeve?

Le piante carnivore sono sempre più richieste dagli appassionati di giardinaggio: ecco le varietà più durature e longeve, capaci di vivere parecchi anni.

Piante carnivore: quali sono le più longeve?

Fonte immagine: Pixabay

Le piante carnivore sono sempre più richieste dagli appassionati di giardinaggio. Questi singolari vegetali sono infatti scelti per la loro capacità di catturare gli insetti più fastidiosi, riducendone così la presenza nell’ambiente. Ma quali sono le varietà più conosciute e, soprattutto, quali le più longeve?

Prima di cominciare, è bene sottolineare come la longevità delle piante carnivore sia determinata soprattutto dalla qualità della loro cura. È quindi necessario rispettare le loro necessità di esposizione solare e climatica, le temperature ottimali per la crescita e garantire un’adeguata fertilizzazione. Di seguito, qualche consiglio.

Nephentes

Nephentes

Fra le varie specie di piante carnivore oggi disponibili, le Nephentes sono sicuramente fra le più longeve. Queste piante possono durare per decenni, se curate nel modo giusto, garantendo anche una grande soddisfazione nella coltivazione.

Appartenenti alla famiglia delle Nepenthaceae, queste piante hanno un’origine tropicale e si sono evolute per catturare in modo efficiente gli insetti. Tutto merito di una strategia unica nel loro genere. La pianta produce infatti delle inflorescenze a cono, ricolme di un liquido denso e vischioso. Il bordo esterno di questo cono è ricoperto da una sostanza zuccherina, prodotta dallo stesso vegetale, allo scopo di attirare gli insetti. Tale liquido è però molto scivoloso e, una volta atterrati sul bordo, gli stessi insetti cadono all’interno dell’inflorescenza, trovando la morte. La Nephentes procede quindi a digerire lo sfortunato ospite, trasformandolo in fonte nutritiva per la crescita rigogliosa dell’intero arbusto.

Sarracenia

Sarracenia

Anche la sarracenia, in modo simile alla Nephentes, può garantire una crescita rigogliosa protratta per molti anni, anche più di dieci in condizioni di coltivazione ottimali. Appartenente alla famiglia delle Sarraceniaceae, la varietà è tipica del Nord America, anche se oggi risulta diffusa in tutto il mondo a scopo ornamentale.

Per catturare le prede, la sarracenia sfrutta delle strategie simili a quelle della Nephentes. La pianta sviluppa infatti dei sottili coni, ricolmi di una sostanza vischiosa, e presenta un appariscente bordo per attirare le prede. Queste ultime, attratte anche dalla sostanza zuccherina rilasciata della pianta, una volta adagiatesi sul bordo non possono più fuggire, finendo nel cono ricolmo di liquido. A questo punto, la sarracenia procede alla digestione dell’ospite e ad assorbirne tutti gli elementi nutritivi.

Drosera capensis

Drosera

La Drosera capensis è una famosissima pianta carnivora, originaria del Sudafrica e appartenente alla famiglia delle Droseraceae. Anche in questo caso, si tratta di una varietà molto longeva, anche per la sua riproduzione molto rapida: nelle zone di origine è infatti considerata infestante.

Proprio poiché molto rapida a moltiplicarsi, di tanto in tanto sarà necessario dividere le nuove pianticelle, da trapiantare in altri vasi, per evitare un sovraffollamento che potrebbe addirittura mettere a repentaglio la stessa sopravvivenza della carnivora.

Il vegetale sfrutta una tecnica differente rispetto alle altre due carnivore precedentemente trattate. Le estremità della Drosera capensis presentano infatti dei piccoli tentacoli ricoperti di una sostanza collosa, adatti a trattenere gli insetti. Quando un esemplare viene catturato, e rimane invischiato nei tentacoli, l’estremità della pianta si arrotola attorno al suo corpo, iniziando così il processo di digestione.

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