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Pesca sostenibile: a Natale il decalogo MSC per un consumo consapevole di pesce

Il Natale si avvicina e MSC ha deciso di condividere un decalogo di consigli per favorire la pesca sostenibile durante le festività.

Pesca sostenibile: a Natale il decalogo MSC per un consumo consapevole di pesce

Fonte immagine: MSC

La sostenibilità riguarda ogni nostra scelta di vita e ogni momento della giornata o dell’anno. Durante le feste di fine anno, il nostro approccio green non può andare in vacanza, ma deve pervadere ogni comportamento e abitudine. Anche a tavola. MSC (Marine Stewardship Council), in occasione delle festività natalizie, ricorda quanto è importante verificare cosa arriva sulle nostre tavole. Se la cena del 24 è tradizionalmente a base di pesce, siamo sicuri che i prodotti ittici che acquistiamo e mangiamo derivino da una pesca sostenibile?

Marine Stewardship Council è una organizzazione non profit indipendente che si occupa da anni di spiegare quanto sia importante proteggere l’oceano e le risorse ittiche. Per questo ha messo in piedi un programma di certificazione per la pesca sostenibile. Fondata da WWF, ogni anno, soprattutto in occasione delle festività natalizie, quando il consumo di pesce aumenta, MSC ricorda quanto sia importante mangiare in modo consapevole.

A Natale il pesce sarà protagonista in oltre il 75% delle tavole italiane. Per questo occorrerà scegliere i propri acquisti con estrema cura, facendo attenzione ai criteri della pesca sostenibile e cercando di ridurre il più possibile gli sprechi alimentari.

Pesca sostenibile, il decalogo MSC

In vista delle festività di Natale, il Marine Stewardship Council ha diffuso un decalogo per pranzi e cene a basso impatto. Consigli utili sia per orientarsi verso la pesca sostenibile che per ridurre le emissioni di CO2 e l’inquinamento correlati:

  1. Scegliere pesce con il marchio blu di MSC. Il marchio certifica la provenienza da stock ittici gestiti in maniera responsabile, non sovrasfruttati e riducendo l’impatto sull’ecosistema.
  2. Altra possibilità quella di ricorrere a pesce d’allevamento che dispone del marchio di Acquaculture Stewardship Council – ASC. Il marchio va a certificare la provenienza da allevamenti gestiti responsabilmente e che limitano il proprio impatto ambientale e sociale.
  3. Fare attenzione all’utilizzo per l’umido dei soli sacchetti realmente compostabili e biodegradabili, cercando al contempo di ridurre al minimo (se possibile evitando) l’impiego di prodotti in plastica usa e getta.
  4. Privilegiare acquisti da aziende che producono in maniera biologica, così da non finanziare chi contribuisce all’inquinamento da pesticidi (presenti nel 74% delle acque di superficie) di fiumi e mari.
  5. Non gettare l’olio usato nelle tubature, siano del lavandino o del water, in quanto le danneggia e causa importanti danni all’ambiente una volta in natura.
  6. Pulizie, privilegiare i detersivi 100% naturali (da fonti vegetali) e che non contengono solfati o derivati del petrolio. Si eviterà così l’inquinamento dei mari e si contrasterà la proliferazione di alghe che competono con i pesci per l’ossigeno presente in acqua (eutrofizzazione).
  7. Regali sostenibili, meglio se riciclati o acquistati da associazioni no profit impegnate nella salvaguardia dell’ambiente. Sì anche a prodotti ottenuti da plastica riciclata proveniente dal recupero di fili da pesca e reti abbandonate in mare.
  8. Smaltire in maniera sostenibile le mascherine protettive utilizzate per difendersi dal Coronavirus. Ne basta anche solo l’1% smaltito in maniera non corretta per causare un ingente danno ambientale.
  9. Fare una passeggiata nei luoghi naturali più isolati, evitando così assembramenti, ripulendoli dalle possibili tracce dell’incuria umana.
  10. Evitare spostamenti con treni o aerei per limitare i contagi e il rischio personale, privilegiando il “viaggiare con la mente”: attraverso una delle varie piattaforme video o magari pianificando il prossimo viaggio da vivere post-lockdown.

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