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Parassiti intestinali, come riconoscerli nei cani

Che cosa sapere sui parassiti intestinali nei cani, da quali sono al rischio di zoonosi. Ma anche i trattamenti veterinari più comuni in queste situazioni.

Parassiti intestinali, come riconoscerli nei cani

Si fa presto a parlare di parassiti intestinali nei cani: ce ne sono di diversi tipi. Le parassitosi intestinali sono uno dei motivi per cui i cani sono portati più spesso a visita dal veterinario. I sintomi più comuni vanno dalla diarrea al dimagrimento, ma in alcuni casi le infestazioni possono anche essere asintomatiche.

Ma come si fa a sapere se il cane ha i vermi? E questi parassiti possono infestare anche l’uomo? Quali sono zoonosi e quali no?

Parassiti intestinali cani: Nematodi

Fra i parassiti intestinali più comuni nei cani troviamo i nematodi, i cosiddetti vermi tondi. Sono così chiamati perché hanno un corpo cilindrico a sezione trasversale circolare. Quelli che vediamo più frequentemente nei nostri cani sono:

  • Ascaridi
  • Ancilostomi o Ancylostomi
  • Tricocefali
  • Strongili sia quelli intestinali che quelli polmonari

Parassiti intestinali cani: Ascaridi

parassiti intestinali cani: Ascaridi
Fonte: Joel Mills, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Gli ascaridi sono nematodi che troviamo comunemente nel cane sotto forma di Toxacara canis e anche nel gatto, questa volta con Toxacara cati. Un altro ascaride che possiamo trovare sia nel cane che nel gatto è il Toxascaris leonina.

Il cane si infesta solitamente leccando le feci o il terriccio contaminato dalle uova degli ascaridi. Tuttavia esiste anche una trasmissione dell’ascaridosi per via materna tramite il latte o la placenta, cosa che è possibile evitare se si svermina la madre prima dell’accoppiamento.

Il ciclo vitale di Toxacara può essere sia diretto, con un unico ospite che indiretto, con più ospiti. Partiamo dal cane che espelle le uova degli ascaridi. Queste uova rimangono nell’ambiente per 1-4 settimane e diventano infettive, sviluppando al loro interno le larve L3.

A questo punto, nel ciclo diretto, ecco che arriva l’ospite definitivo, nel nostro caso il cane, che ingerisce le uova. Queste arrivano nell’intestino, si schiudono, liberano le larve che migrano attraverso la parete intestinale fino ad arrivare nei bronchi e nei polmoni dove vengono tossite fuori, passano dall’esofago e ritornano nell’intestino.

Gli adulti si sviluppano nell’intestino tenue. Questo però succede solitamente nei cani giovani e nei cuccioli. Nei cani anziani, invece, le larve potrebbero non compiere tutto questo tragitto, bensì incistarsi nei tessuti.

Sono proprio queste larve incistate soprattutto nei muscolo che si attivano nelle cagne durante la gravidanza e che possono infettare i cuccioli per via transplacentare o transmammaria. Questo è il motivo per cui la maggior parte dei cuccioli presenta infestazioni da ascaridi sin da piccoli.

Ma esiste anche un ciclo indiretto. Se ad ingerire le uova rilasciate nell’ambiente sono degli ospiti paratenici come i piccoli mammiferi, per esempio, ecco che le uova arrivano nell’intestino, si schiudono le larve e queste migrano incistandosi nei tessuti.

Quando poi il cane si nutre di questi ospiti paratenici, in pratica sono ospiti in cui il ciclo vitale del parassita non prosegue, rimane sospeso, le larve si liberano nell’intestino e riparte il ciclo da capo.

E l’uomo? L’uomo può essere un ospite accidentale se ingerisce per errore le uova infette, tipo toccando a mani nude le feci di un cane infestato o del terriccio contaminato e mettendosi le mani così sporche direttamente in bocca o se mangia carni poco cotte.

Nell’uomo le larve non subiscono nessun sviluppo, ma possono incistarsi in diversi organi provocando danni meccanici.

Nel cane i sintomi da ascaridi sono rappresentati da:

  • pazienti asintomatici
  • diarrea
  • dolore addominale
  • perdita di peso
  • addome dilatato (soprattutto nei cuccioli)
  • odore agliaceo dell’alito
  • talvolta è possibile vedere i vermi adulti nelle feci (sono lunghi e bianchi come spaghetti di soia)
  • talvolta è possibile vedere i vermi adulti nel vomito, indice di infestazioni massive
  • blocco intestinale (in presenza di numerosi vermi nell’intestino possono formarsi dei veri e propri gomitoli di vermi che creano ostruzione intestinale)
  • occasionalmente tosse durante la fase del passaggio polmonare delle larve

Ancilostomi

Ancilostoma
Fonte: Joel Mills, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

L’Ancylostoma caninum, insieme all’Uncinaria stenocephala, sono fra i nematodi responsabili dell’ancilostomiasi. Il ciclo vitale è solitamente diretto, non ci sono ospiti intermedi o paratenici. Partiamo sempre dall’ospite definitivo, il cane, che elimina le uova con le feci.

Queste si schiudono dopo un solo giorno nelle larve che, dopo 4-5 giorni e due mutazioni, sono ora capaci di infettare l’ospite. Le larve, infatti, possono entrare direttamente sia tramite i follicoli piliferi che tramite le ghiandole sudoripare, migrando attraverso la cute e il derma.

Qui arrivano nel torrente circolatorio e sono trasportate nei polmoni. Risalgono lungo i bronchi e la trachea, vengono tossite, arrivano in esofago e finiscono così nell’intestino. Talvolta, invece, capita che la larva, al posto di passare dalla cute, sia direttamente ingerita.

Arrivate nell’intestino tenue le larve mutano e diventano adulti.

Una particolare via di trasmissione è quella diretta. Le larve penetrate attraverso la cute possono non giungere nei polmoni, ma rimanere nel torrente circolatorio. Se arrivano nell’arteria uterina di una cagna incinta, ecco che possono dare vita a un’infezione transplacentare. Nello stesso modo possono dare vita a un’infezione transplacentare.

I sintomi dell’ancilostomiasi nel cane sono:

  • dermatite a livello del punto di ingresso della cute
  • tosse e polmonite durante il passaggio polmonare
  • diarrea con anche presenza di sangue nelle feci (gli ancylostomi si attaccano alla mucosa intestinale danneggiandola)
  • anemia sempre perché si attaccano alla mucosa intestinale nutrendosi di sangue

Tricocefali

Tricocefali
Fonte: Joel Mills, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Un altro nematode presente nei cani sono i tricocefali, in particolare il Trichuris vulpis. Il ciclo vitale è di nuovo diretto. Il cane infestato, ospite definitivo insieme alla volpe, elimina le uova con le feci. Al microscopio hanno un tipico aspetto a forma di limone, con opercoli simmetrici, cosa che permette di differenziarle da quelle della Capillaria che ha opercoli asimmetrici.

Le uova infestano l’ambiente e, dopo 15 giorni, si sviluppa una larva che può sopravvivere per mesi all’esterno, ben protetta dalle uova.

I cani si infestano ingerendo direttamente queste uova che contaminano feci e terriccio. Le uova, giunte nell’intestino, in 24 ore liberano le larve. Queste passano una decina di giorni nell’intestino tenue, salvo poi spostarsi nell’intestino crasso: è qui che si sviluppano gli adulti che produrranno le uova.

Come gli ancylostomi, anche i tricocefali sono parassiti ematofagi e provocano sintomi più gravi:

  • diarrea anche cronica
  • perdita di peso
  • presenza di muco e sangue nelle feci
  • anemia
  • iponatremia
  • convulsioni

Strongili

Strongili
Fonte: Stefan Walkowski, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Nei cani riconosciamo sia strongili prettamente intestinali, gli Strongyloides stercoralis, responsabili della strongiloidosi, che strongili polmonari, in questo caso l’Angiostrongylus vasorum. In particolare l’angiostrongilosi è particolarmente severa in quanto il verme adulto vive nell’arteria polmonare e nel cuore destro dei cani.

Il suo ciclo vitale è più complesso di quelli visti finora: come per gli altri metastrongilidi, infatti, tipo l’Aelurostrongylus abstrus del gatto, si hanno più ospiti intermedi. Questa volta partiamo dall’ospite definitivo, il cane o la volpe, che ingeriscono le larve L3 mangiando ospiti intermedi infestati come lumache e molluschi, ospiti paratenici come le rane o anche cibo infetto contaminato dalle lumache o dai molluschi.

Comunque sia, queste larve L3 migrano verso i linfonodi mesenterici dove mutano in L4 e L5. Queste ultime migrano attraverso la circolazione portale, viaggiano attraverso il fegato e da lì finiscono nell’arteria polmonare e nel cuore destro.

Qui si sviluppano gli adulti che producono le uova. Queste ultime viaggiano nella circolazione e arrivano agli alveoli dove si schiudono le L1. Queste ultime migrano per bronchi e trachea, sono tossite e deglutite nell’esofago. A questo punto passano nell’intestino e sono emesse tramite le feci.

Come si evince da tutti questi passaggi, i sintomi sono più gravi rispetto alle altre parassitosi. A seconda dello stadio di infestazione abbiamo:

  • tosse anche cronica
  • intolleranza all’esercizio fisico
  • dispnea
  • tachipnea per ostruzione dei vasi sanguigni
  • coagulopatie e trombocitopenia
  • anemia
  • sintomi neurologici: atassia, paresi, cecità, cambiamenti del comportamento e convulsione (a causa delle emorragie nel SNC)

Parassiti intestinali cani: Cestodi

Altri vermi intestinali comuni nei cani sono i cestodi, detti anche vermi piatti a causa della loro forma allungata e piatta. I più frequenti sono:

  • Dipylidium caninum
  • Echinococcus granulosus

Parassiti intestinali cani: Tenia

Dipylidium caninum
Fonte: Joel Mills, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Esistono diverse tenie che possono colpire i nostri cani, ma alcune sono tipiche degli ambienti rurali. Quella che interessa maggiormente i nostri cani è la Dipylidum caninum o tenia cucumerina, quella che i cani prendono attraverso le pulci infestate.

È uno dei pochi parassiti intestinali che puoi vedere a occhio nudo. Se noti dei chicchi di riso bianchi, che inizialmente si muovono, attaccati sulle feci del cane, ecco, è possibile che sia la tenia. Sia ben inteso: quei chicchi bianchi non sono le uova, quelle sono visibili solo al microscopio. E non è neanche il parassita adulto: quello sta ben ancorato nell’intestino. Quei chicchi bianchi sono le proglottidi, sacchetti pieni di uova.

Il ciclo vitale di questa tenia prevede un ospite definitivo, di solito il cane (l’uomo può infettarsi accidentalmente se ingerisce per errore una pulce infestata) e un ospite intermedio, di solito le pulci Ctenocephalides canis e felis (raramente la pulce dell’uomo o i pidocchi masticatori).

Il cane emette con le feci le uova, talvolta libere, più spesso racchiuse nelle proglottidi. Qui arrivano le larve delle pulci che ingeriscono le uova. All’interno di queste larve, il parassita si sviluppa.

Arriva il cane che ingerisce la pulce infestata e qui la tenia si attacca con lo scolice alla parete intestinale e comincia a produrre uova, che rilascia nelle feci raccolte nelle proglottidi. Queste proglottidi sono dotate di muscolatura, motivo per cui appena emesse le vedi muoversi sulle feci.

Come sintomi di tenia nel cane abbiamo:

  • soggetti asintomatici
  • diarrea
  • stipsi
  • perdita di peso
  • prurito nella zona anale

Echinococco

Echinococcus granulosus
Fonte: Ganímedes, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Parliamo brevemente anche dell’Echinococcus granulosus. Questa tenia riconosce il cane come ospite definitivo, i bovini, suini e ovini come ospiti intermedi e l’uomo come ospite accidentale. Come la precedente tenia, anche l’Echinococcus adulto vive nell’intestino del cane, attaccato con lo scolice alla parete intestinale.

L’adulto produce uova che emette nell’ambiente esterne tramite le feci, protette dalle proglottidi. Gli ospiti definitivi introducono le uova nell’organismo ingerendo alimenti contaminati.

Negli ospiti intermedi dalle uova si liberano le larve che entrano nel sangue attraversando la parete intestinale e che vanno ad incistarsi in zone vascolarizzate, formando cisti idatidee soprattutto in polmoni e fegato. Il cane arriva, mangia le cisti presenti nelle carni di questi ospiti intermedi e il ciclo ricomincia da capo.

E l’uomo? Beh, l’uomo può essere un ospite intermedio accidentale, con le larve che formano cisti e causano l’echinococcosi cistica. Solitamente nell’uomo la patologia è asintomatica, ma le cisti possono provocare fratture se premono sulle ossa, cecità o possono rompersi provocando shock anafilattico.

Parassiti intestinali cani: Protozoi

Esistono diversi protozoi che possono infestare i nostri cani, ma Giardia e Coccidi sono di sicuro i più frequenti.

Parassiti intestinali cani: Giardia

Giardia
Fonte: Nathan Reading from Halesowen, UK, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

La Giardia duodenalis o intestinali o lamblia, chiamatela come preferite, è un protozoo flagellato che vive particolarmente bene negli ambienti umidi. Ha numerosi ospiti definitivi, fra cui cane, gatto e uomo.

La trasmissione avviene per via oro-fecale. Il parassita viene eliminato nell’ambiente tramite le feci, in maniera discontinua. L’eliminazione avviene sotto forma cistica, capace di resistere per mesi in un ambiente favorevole. Esattamente come succede per i tricocefali, anche la Giardia è difficilissima da debellare quando contamina il terriccio dei giardini.

Il cane si infetta ingerendo terriccio contaminato o leccando feci contaminate. Le cisti, resistenti ai succhi gastrici, attraversano lo stomaco e arrivano nel tenue dove si trasformano in trofozoiti mobili flagellati. Qui si moltiplica agganciandosi alla mucosa intestinale, danneggiandola. I trofozoiti che riescono a passare nelle feci muoiono velocemente, ma nel crasso questi trofozoiti riassumono la forma cistica resistente.

Come sintomi di Giardia nel cane abbiamo:

  • soggetti asintomatici
  • diarrea spesso alternata a periodi di feci normali
  • stipsi
  • perdita di peso
  • disidratazione
  • danno alla mucosa intestinale con malassorbimento
  • alterazioni della flora microbica intestinale

Coccidi

Coccidi
Fonte: UFRGS, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

I coccidi sono protozoi specie-specifici: questo vuol dire che quelli del cane colpiscono solo il cane, quelli del gatto solo il gatto, quelli del coniglio solo il coniglio e via dicendo.

Il ciclo vitale è diretto: i cani si infettano leccano le feci di altri cani eliminatori o terriccio contaminato. La particolarità dei coccidi è che danneggiano anche essi la mucosa intestinale. Tuttavia la severità dei sintomi da loro scatenati dipende anche dallo stato del sistema immunitario del soggetto: adulti con sistema immunitario immunocompetente spesso presentano forme asintomatiche.

Più grave la malattia nei cuccioli, ne soggetti immunodeficienti o con altre patologie concomitanti. In questi casi i sintomi possono essere più severi e perdurare per più tempo. Possiamo avere:

  • soggetti asintomatici
  • diarrea acquosa o emorragica
  • disidratazione
  • abbattimento
  • perdita di peso
  • raramente vomito

Parassiti intestinali: sintomi

Come dicevamo, i sintomi dei parassiti intestinali nei cani variano a seconda del tipo di verme, della carica dell’infestazione, dell’età del soggetto, dallo stato del sistema immunitario del paziente o anche dalla presenza di altre malattie concomitanti.

Tuttavia in generale puoi sospettare la presenza di una parassitosi intestinali se vedi:

  • diarrea (continua o intermittente, talvolta alternata a periodi di feci normali)
  • feci con sangue o con muco
  • perdita di peso
  • addome dilatato soprattutto nei cuccioli
  • vomito
  • dolore addominale

Ricordati anche che esistono le parassitosi intestinali multiple: molti cani presentano più di un parassita in contemporanea. In questo caso spesso i sintomi saranno più severi.

Come si fa a sapere se ci sono parassiti nell’intestino?

Se è vero che alcuni dei parassiti intestinali sopra descritti talvolta possono essere visti a occhio nudo nelle feci, soprattutto ascaridi e tenie, è anche vero che gli altri sono talmente piccoli che è impossibili vederli a meno di non essere Superman. E il fatto che non li vediate a occhio nudo non vuol dire che non ci siano.

L’unico modo per evidenziarli è fare degli esami feci per arricchimento, Baermann o ricerche anticorpali anche ripetute nel corso del tempo, specie in caso di esito negativo, ma con sintomi compatibili. Questo perché, soprattutto per alcuni parassiti, non è detto che uova e oocisti vengano emesse con tutte le feci o in quantità tale da essere subito rilevabili.

Questo è il motivo per cui, anche con esiti negativi, il tuo veterinario potrebbe suggerirti di ripetere determinati esami. Per alcuni parassiti è poi possibile eseguire delle ricerche più specifiche anche tramite PCR.

Farmaci contro parassiti intestinali

cucciolo cane

Per quanto riguarda la terapia e i farmaci contro i parassiti intestinali, sarà il tuo veterinario a prescriverti la cura più adatta in base al tipo o ai tipi di parassiti individuati e basandosi anche sullo stato di salute generale dell’animale.

Eviterei il fai-da-te: se compri il prodotto sbagliato perché non sai quale parassita abbia il cane, a meno che tu non abbia un microscopio ottico a casa e sia in grado di fare e leggere un esame delle feci in maniera corretta, oltre a spendere soldi inutilmente, potresti creare danni al cane.

È anche possibile che, oltre al prodotto specifico per contrastare quella parassitosi, il veterinario ti prescriva anche fermenti lattici o integratori per aiutare l’intestino.

Parassiti intestinali cani: le zoonosi

Alcuni dei parassiti intestinali visti sopra possono provocare zoonosi, cioè possono trasmettersi dall’uomo all’animale e viceversa. In particolar modo:

  • ascaridi: nell’uomo possono la sindrome della larva migrans viscerale (soprattutto bambini con larve che si incistano in polmoni, fegato, muscoli e cuore causando febbre, dimagrimento, eritema cutaneo, tosse e eosinofilia), la sindrome della larva migrans oculare (soprattutto nei bambini più grandi o nei giovani adulti con neuroretinite, uveite, cecità) o neurotossicità da sindrome della larva migrans a livello del sistema nervoso centrale con anche morte
  • ancylostomi: nell’uomo le larve possono penetrare attraverso la cute e dare origine alla sindrome della larva migrans cutanea con dermatite e infiammazione
  • tricocefali: l’uomo potrebbe infestarsi accidentalmente ingerendo le uova
  • tenia: la Dipilydium caninum può essere una zoonosi occasionale se l’uomo ingerisce accidentalmente una pulce infestata. Con l’Echinococcus granulosus, invece, l’uomo si comporta da ospite intermedio accidentale sviluppando le cisti idatidee che possono causare cecità, fratture e shock anafilattico se si rompono
  • Giardia: l’uomo può infettare il cane e il cane può infettare l’uomo. Quest’ultimo si infetta toccando le feci a mani nude e mettendosi le mani sporche e contaminate in bocca

Cosa fare in caso di parassiti intestinali nei cani?

Parassiti intestinali nel cane? No panic: porta il cane e un campione di feci dal veterinario. In questo modo potrà capire quale parassita stia provocando sintomi al tuo amico a quattro zampe e prescriverti la terapia più idonea.

Nel frattempo, per sicurezza, evita di toccare le feci a mani nude e pulisci sempre bene dove sporca il cane, avendo cura di rimuovere le feci appena emesse sia da casa che dal giardino, questo per evitare di avere un giardino continuamente infestato da uova e annesso rischio di re-infestazione costante del cane.

 

Fonti

  1. ESCAPP
  2. CAPCVET
  3. CDC

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