Mobilità post-Covid: bici e monopattini, è boom in Italia

Mobilità post-Covid: bici e monopattini, è boom in Italia

Fonte immagine: iStock

Mobilità in Italia nel periodo post-Covid, è boom di biciclette e monopattini elettrici: come cambia il modo di muoversi degli italiani.

La mobilità in Italia ha subito decisi cambiamenti durante e dopo il lockdown. Le misure adottate per contenere la pandemia di Coronavirus hanno portato all’utilizzo di mezzi differenti rispetto a quelli abituali. Ecco che biciclette, monopattini e scooter si sono diffusi in molte città italiane, a discapito delle auto, ma in diversi casi anche del trasporto pubblico.

Mobilità sostenibile sì, ma quanto più possibile individuale e al riparo dal rischio contagio. Questo il mantra che ha accompagnato gli italiani negli ultimi mesi, complici anche gli annunciati incentivi per la micromobilità (su tutti i monopattini elettrici).

Una tendenza confermata anche dall’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility, che presenta in questi giorni il 4° Rapporto Nazionale della Sharing Mobility. A trionfare nelle città italiane sono biciclette e monopattini elettrici, rispettivamente con 35mila e 27mila mezzi disponibili per il noleggio. Offerta “green” che può contare anche sugli scooter elettrici, che nel solo 2019 hanno collezionato 3 milioni di viaggi. Milano si conferma la “capitale dello sharing” con 14 servizi attivi.

Particole attenzione hanno destato i monopattini elettrici, il cui boom è piuttosto recente. Hanno dichiarato gli autori del rapporto:

I monopattini in sharing, servizio sbarcato in Italia a fine 2019, si stanno affermando e diffondendo nelle ultime settimane. Tra dicembre 2019 e settembre 2020 i monopattini in condivisione sono passati da 4.900 a 27.150, valore destinato a crescere nei prossimi tempi. I servizi attivi sono passati da 12 a 38 in questo stesso lasso temporale.

Il monopattino-sharing, al pari con il bikesharing è il servizio di micromobilità più in crescita nel periodo post lockdown. Anche per quanto riguarda il bikesharing, il 2019 è stato un anno positivo. È il servizio più diffuso in Italia e la flotta a disposizione è di quasi 35.000 bici, di cui il 15% elettriche. Rispetto al 2018, le iscrizioni sono cresciute del 60%.

Bici strada auto
Fonte: Foto di Pexels da Pixabay

Mobilità sostenibile e smart working, il caso Lombardia

Forse un caso destinato a fare scuola. Senz’altro motivo di discussione e spunto per un approfondimento sulla risposta all’inquinamento atmosferico. La Regione Lombardia ha deciso di inserire nuove e insolite misure qualora vengano superati i livelli di polveri sottili nelle città lombarde. In presenza di elevate concentrazioni di PM10 scatteranno disposizioni per stimolare il ricorso allo smart working.

Smart working, o più semplicemente “lavoro da casa”, un’abitudine con cui gli italiani hanno imparato a relazionarsi durante il lockdown. Oltre a permettere di salvare molti posti di lavoro e di non fermare completamente il processo produttivo nazionale durante la Fase 1, il telelavoro ha contribuito anche alla riduzione dei livelli di inquinamento.

Tuttavia la nuova normalità della Fase 2 ha portato al conseguente minore ricorso allo smart working, mentre per contro sono tornati a salire i livelli di inquinamento atmosferico delle città. Anche in relazione a quanto detto non appare impossibile che in futuro l’approccio della Lombardia possa portare a differenti risposte anti-smog in altre realtà italiane, spesso focalizzate esclusivamente sul divieto di circolazione dei veicoli.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

NIU a EICMA 2017: intervista a Token Hu