Kenzia: cura e caratteristiche della pianta Howea o Kentia

Kenzia: cura e caratteristiche della pianta Howea o Kentia

Fonte immagine: Necip Yanmaz via iStock

Conosciuta anche come Howea, la kenzia è una pianta di origine australiana scelta come varietà d'appartamento: coltivazione e cura.

Tra le piante d’appartamento che stanno riscuotendo maggiore successo tra gli appassionati di giardinaggio, la kenzia è certamente uno degli esemplari più richiesti. Originario dell’isola australiana di Lord Howe, questo esemplare si caratterizza infatti per una buona resistenza, per un portamento maestoso ma elegante, nonché per la capacità di trattenere alcuni degli inquinanti più diffusi all’interno delle abitazioni. Ma quali sono le sue caratteristiche e, soprattutto, come coltivarla in modo corretto?

Prima di cominciare, è bene chiedere un parere al proprio fornitore di prodotti di botanica di fiducia, per verificare se la pianta possa risultare compatibile con il clima tipico del proprio luogo di residenza.

Kenzia: origini e caratteristiche

Kenzia
Fonte: Necip Yanmaz via iStock

Per Howea – comunemente chiamata kenzia o kentia – si intende un genere di palme endemico dell’isola di Lord Howe, in Australia. Dall’alto e robusto portamento in natura, alcune varietà di questa famiglia hanno trovato diffusione a scopo ornamentale, per la loro eleganza e la media facilità di coltivazione. Oggi la kenzia è infatti apprezzata in tutto il mondo, soprattutto come varietà d’appartamento.

In natura le piante di Howea si caratterizzano per altezze decisamente rilevanti, anche di 15 metri, con foglie pinnate lunghe anche due metri d’estensione, di un intenso colore verde. In vaso raggiungono ovviamente dimensioni più piccole, raggiungendo al massimo i tre metri d’altezza, in condizioni particolarmente favorevoli per la loro crescita. Per la coltivazione domestica si prediligono due distinte varietà: la Howea forsteriana, quella che viene comunemente identificata proprio come kenzia, e la Howea belmoreana, più conosciuta come palma riccia.

Entrambe le varietà condividono delle necessità molto simili. Il clima preferito è quello più mite, con temperature mai sotto ai 10 gradi anche in pieno inverno, mentre il terreno ideale è a medio impasto, arricchito con torba, sabbia e concimi organici. Fra questi, risultano molto efficaci il compost e il letame.

Le annaffiature devono essere regolari, anche perché queste piante crescono in origine in luoghi decisamente umidi, ma è meglio evitare i ristagni idrici per non rovinarne l’apparato radicale.

Kenzia: coltivazione in vaso

Kenzia, coltivazione
Fonte: RuudMorijn via iStock

Così come già accennato, a scopo ornamentale la kenzia è una varietà quasi esclusivamente coltivata in vaso, poiché custodita all’interno delle abitazioni. La necessità di un clima mite anche d’inverno, infatti, ne rende complessa la coltivazione in giardino in gran parte dell’Italia, forse fatta eccezione per le zone costiere più meridionali.

Il vaso prescelto dovrà avere delle dimensioni sufficienti in altezza per ospitare le radici della pianta, quindi con una buona estensione verticale. Sul fondo andranno posizionati dei cocci o della ghiaia, ma anche delle palline di argilla espansa, per favorire il deflusso dell’acqua ed evitare i pericolosi ristagni idrici. Il contenitore dovrà quindi essere riempito con un terriccio di medio impasto, ricco di torba e concime organico, come i già citati letame e compost.

La riproduzione della pianta avviene per seme, tramite un processo di germinazione che può richiedere anche 8 mesi. Il seme deve essere infatti interrato in autunno e mantenuto a una temperatura superiore ai 25 gradi: proprio per questi tempi d’attesa, è molto più semplice acquistare delle piantine d’acquisto e procedere, se necessario, al rinvaso. La crescita è abbastanza lenta – possono servire anche diversi anni per ottenere una buona altezza – al contempo la pianta non richiede però eccessive cure. Un’annaffiatura regolare, una media esposizione al sole – magari posizionando la pianta vicino a una finestra – e un frequente apporto di concimi garantiranno foglie verdi per un periodo davvero esteso.

Tra le cure principali che bisogna concedere alla kenzia, il controllo dell’ingiallimento delle foglie: questo è il primo segnale di un’annaffiatura non sufficiente a garantire i bisogni della pianta. Le parti gialle non vanno tuttavia rimosse se ancora vive: potrebbero riacquistare il loro colore naturale all’aumentare dell’approvvigionamento di acqua. Quelle completamente secche, invece, dovrebbero essere rimosse.

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