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Calicanto: come si coltiva e necessità della pianta

Il calicanto è la pianta ideale per le stagioni fredde, poiché fiorisce proprio durante l'autunno e l'inverno. Guarda come coltivarlo in vaso e giardino.

Calicanto: come si coltiva e necessità della pianta

Fonte immagine: Pixabay

Il calicanto rappresenta una delle piante ornamentali più amate durante l’autunno e l’inverno, poiché permette di approfittare di una splendida e profumata fioritura anche quando le temperature non sono propriamente miti. Noto sin da tempi antichissimi, il calicanto permette di abbellire gli ambienti e, se le condizioni meteo non sono troppo gravose, anche i giardini ,con dei caratteristici fiori gialli.

Ma come si coltiva e, soprattutto, quali sono le necessità della pianta? Pur trattandosi di una varietà che non disdegna le temperature ridotte dell’autunno e dell’inverno, anche per il calicanto bisogna prestare una certa attenzione alla coltivazione.

Per questa ragione, è sempre indicato chiedere un consiglio al proprio fornitore di prodotti di botanica di fiducia, per verificare se le condizioni climatiche del proprio luogo di residenza siano compatibili con le necessità della pianta.

Di seguito, qualche utile consiglio.

Cosa è il calicanto

Calicanto inverno

Con il termine comune calicanto si indicano diverse varietà di Chimonanthus, una pianta ornamentale appartenente alla famiglia Calycanthaceae. Noto sin da tempi antichissimi, il calicanto prende il suo nome dal greco: significa infatti “fiore d’inverno”, per la sua capacità di fiorire anche quando le temperature non sono molto elevate.

Questa peculiarità ha permesso alla pianta di diffondersi rapidamente in tutto il mondo, dove viene scelta sia per abbellire gli interni che per portare colore negli spogli giardini invernali.

La pianta presenta alcune caratteristiche altamente distinguibili che, in linea generale, coinvolgono tutte le varietà. Il calicanto presenta un aspetto cespuglioso e ricco di rami e, in merito alla sua estensione, può raggiungere anche i quattro metri di altezza.

Il fusto non è ingombrante e i rami, per quanto numerosissimi, rimangono sottili e dalle forme abbastanza irregolari. Come già accennato, nei periodi più freddi dell’anno la pianta produce dei singolari fiori: disposti sui rami in gruppi, presentano due coppie di petali ciascuno, riproducendo una forma quasi stellata.

Le colorazioni proprio a seconda della disposizione dei petali: quelli più esterni si identificano per un intenso giallo, mentre quelli interni sono più piccoli e tendono invece al rossastro. Una particolarità di questa pianta è relativa alla crescita delle foglie.

Nei periodi più caldi dell’anno, quindi in primavera e in estate, queste sono abbondanti e distribuite in modo abbastanza fitto sui rami. D’autunno cadono e, di conseguenza, la fioritura avviene quando l’albero è completamente spoglio: un fatto che rende questa pianta ancora più originale.

Va però specificato come alcune varietà di calicanto siano velenose, sia per le componenti presenti all’interno dei fiori che nelle foglie. Il Calycanthus floridus, ad esempio, può essere dannoso se le sue parti vengono ingerite inavvertitamente da animali domestici oppure dai bambini.

Varietà di calicanto e uso in inverno

Calicanto sul ramo

Come già accennato, esistono diverse varietà di calicanto. Quella più comune per la coltivazione sia in vaso che in giardino è il Chimonanthus praecox: di origine asiatica, resiste a temperature fino a -10 e, a partire da gennaio e con una colonnina di mercurio appena sopra lo zero, inizia a produrre i suoi singolari fiori.

Non mancano però altre varietà, che si distinguono perlopiù per la forma dei fiori. Tra le più note si elencano il Chimonanthus campanulatus, il Chimonanthus grammatus, il Chimonanthus nitens, il Chimonanthus praecox e il Chimonanthus zhejangensis.

Ma come approfittare di questa pianta durante l’inverno, quali sono i suoi usi principali? Come già ripetuto, il calicanto è un alberello cespuglioso scelto unicamente a scopo ornamentale. Nella stagione invernale, può essere impiegato per abbellire i giardini oppure per decorare l’interno delle abitazioni, purché la temperatura non risulti eccessivamente elevata.

Se potato con regolarità, dato che i rami tendono a crescere vistosi, può essere anche scelto per creare delle caratteristiche siepi: ricche di foglie e coprenti nella stagione calda, colorate di caratteristici fiori gialli in inverno.

Come coltivare il calicanto

Calicanto sul ramo

Quasi tutte le varietà di calicanto sono rustiche e, per questa ragione, la loro coltivazione è tutto fuorché complicata. Tuttavia, prima di procedere è utile verificare tutte le necessità della pianta, affinché possa fiorire rigogliosa e durare a lungo nel tempo.

Necessità della pianta

Fiori di calicanto

Pur trattandosi di una pianta ornamentale molto resistente, anche il calicanto richiede che vengano soddisfatte alcune sue necessità di crescita:

  • Clima: quasi tutte le varietà sono molto adattabili, non disdegnano un clima mite in primavera ed estate – quando sviluppano le foglie – né uno freddo in inverno, quando invece si verifica la fioritura. Alcune varietà possono resistere anche al di sotto dei 20 gradi, anche se l’apparizione dei fiori non avviene a temperature inferiori allo zero termico;
  • Terreno: la pianta ama terreni morbidi o di medio impasto, che non limitino lo sviluppo delle sue radici. È necessario che il terriccio sia però molto drenante, poiché il calicanto non ama i ristagni d’acqua. Non è invece indispensabile che il terreno sia eccessivamente ricco di nutrienti. Ma una concimazione ciclica con compost o altro concime organico può di certo essere d’aiuto;
  • Esposizione: il calicanto ha bisogno di alternare momenti di luce ad altri di ombra durante la giornata, quindi non è ideale piantarlo in aree dove l’esposizione al sole è continuativa. Meglio quindi scegliere una penombra o, ancora, un luogo del proprio giardino irrorato dal sole non più di quatto o cinque ore al giorno;
  • Annaffiature: questa pianta non ha bisogno di un grande apporto d’acqua, anche perché la fase della fioritura normalmente avviene in periodi dell’anno dove le precipitazioni sono già abbondanti. Durante l’estate, tuttavia, può essere utile aiutare il calicanto con delle modiche annaffiature quotidiane, da realizzare di primo mattino oppure dopo il tramonto.

Coltivazione in vaso e in giardino

Il calicanto può essere facilmente coltivato sia in vaso che in giardino, tuttavia questa seconda modalità è preferibile, perché la pianta tende a svilupparsi velocemente in altezza e produce molti rami. Inoltre, in vaso non sempre la fioritura è assicurata: soprattutto quando la pianta viene mantenuta all’interno delle abitazioni ed esposta a temperature elevate.

In ogni caso, se si procede con il vaso sul fondo è utile predisporre un letto di ghiaia, cocci o palline di argilla espansa, per aumentare il deflusso dell’acqua ed evitare così dannosi ristagni. In giardino, invece, non sono necessarie grandi opere sul terreno, se non la rimozione di sassi o altri detriti che potrebbero rendere più difficile lo sviluppo delle radici.

La moltiplicazione del calicanto avviene innanzitutto per seme. I fiori, una volta caduti, assumono una consistenza legnosa e conservano al loro interno i semi. Alla fine dell’estate possono quindi essere posizionati in un semenzaio di torba e sabbia, dove la pianta dovrà rimanere fino al raggiungimento di un’altezza di circa venti o trenta centimetri.

È tuttavia più facile realizzare la talea, sia in estate che in autunno: si recupera la parte apicale dei rami, si rimuovono foglie e fiori e si inserisce il rametto ottenuto in un terreno morbido e ricco di sostanze organiche. Per raggiungere la maturità, quindi la sua altezza definitiva e la sua fioritura più intensa, il calicanto richiede all’incirca tre anni.

Cura del calicanto nel tempo

Calicanto, macro

In qualità di pianta rustica e molto resistente, il calicanto non ha bisogno di una particolare manutenzione. Alcune operazioni sono però utili, per favorirne la crescita.

Potatura

Come più volte ricordato, il calicanto presenta un aspetto cespuglioso e abbastanza disordinato. Per questo, di tanto in tanto, potrebbe essere utile procedere alla potatura dei rami. Per farlo, si rimuovono quelli più esterni oppure già secchi, ricreando la forma che si preferisce per il cespuglio. Un’operazione che si rivela particolarmente utile in caso si fosse scelto il calicanto per realizzare una siepe.

È necessario però che le cesoie siano affilate e sterili e, fatto non meno importante, che il taglio sia obliquo sul ramo.

Concimazione e parassiti

Afidi
Afidi

La concimazione del terreno non è indispensabile per la crescita del calicanto. Tuttavia, almeno un paio di volte all’anno – all’inizio dell’autunno e all’avvio della primavera – può essere utile spargere sul terreno del compost o altri concimi organici, come il letame oppure il guano.

Anche il calicanto, infine, può essere colpito da parassiti: i più frequenti sono le cocciniglie e gli afidi, che possono essere tenuti sotto controllo con una soluzione di acqua e sapone di Marsiglia.

O, ancora, diluendo 5 ml di olio di neem in un litro d’acqua, spruzzando poi il composto sull’intero cespuglio.

 

Fonti

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