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Ippocastano: proprietà, benefici e controindicazioni

Ippocastano: proprietà, benefici e controindicazioni

Fonte immagine: Pixabay

L’ippocastano rappresenta una delle piante ornamentali più diffuse in Italia, tanto che la sua presenza è pressoché ubiquitaria su tutto lo Stivale. Noto anche come castagno d’India, questo albero è conosciuto perlopiù per i suoi semi, chiamati nella tradizione popolare anche castagne matte o genge.

Poiché non impiegato in cucina, l’ippocastano è considerato dai più solitamente come varietà ornamentale. Eppure la pianta offre delle interessanti proprietà e degli unici benefici per la salute, come rimedio naturale. Ovviamente, prima di scegliere trattamenti naturali o rimedi della nonna è sempre necessario valutare il parere del proprio medico di fiducia, per valutarne l’opportunità e l’eventuale interazione con altri farmaci. L’ippocastano non può inoltre rappresentare un sostituto alla terapia prescritta dallo specialista.

Ippocastano: cosa è

Ippocastano, albero

L’Aesculus hippocastanum – noto comunemente come ippocastano o castagno d’India – è un albero dal grande portamento, appartenente alla famiglia delle Sapindaceae. Presente in tutta Europa, è scelto soprattutto come varietà ornamentale, per il suo fusto solido e maestoso, nonché per le fronde verdi e ricche di fronte. Non a caso, è una delle piante maggiormente scelte per creare zone di vistosa ombra.

In nome di questa varietà vegetale presenta un’etimologia affascinante. La pianta produce infatti dei semi dalle fattezze simili alle castagne, in passato destinate all’alimentazione dei cavalli. Da qui il nome: ippocastano è infatti l’unione tra le parole greche “hippos” e “castanon”, appunto cavallo e castagno.

Le caratteristiche della pianta

Ippocastano, pianta

La pianta si caratterizza per un portamento vistoso, con un fusto alto oltre 25 metri e una chioma molto importante. Se non sottoposto a continue potature, e in condizioni climatiche favorevoli, le ramificazioni dell’albero possono raggiungere anche gli 8-10 metri d’espansione. Una peculiarità, quest’ultima, che ha imposto l’ippocastano tra le piange favorite per creare zone d’ombra.

Foglie e fiori dell’ippocastano

Fiori Castagno d'India

Questo albero produce delle foglie verdi e di grandi dimensioni, decidue e dalla forma palmata, con un profilo leggermente seghettato. Nella fase di massima crescita, la foglia può raggiungere anche i 20 centimetri di lunghezza e si presenta con 5 o 7 lamine, tutte derivate dallo stesso picciolo.

La pianta produce dei caratteristici fiori, tra il bianco e il rosato, riuniti in mazzetti a pannocchia. Il massimo della fioritura viene raggiunto tra il mese di aprile e quello di maggio.

Frutti e semi del castagno d’India Ippocastano, frutti e semi

Il castagno d’India produce dei grandi frutti dalla forma rotonda, caratterizzati da una buccia dura e verdastra, solcata da piccoli e solidi aculei. Il frutto ha l’unica funzione di proteggere i semi interni, quelli che comunemente vengono chiamati castagne genge.

Esteriormente, il seme appare simile alla classica castagna. La forma è più arrotondata e le dimensioni più generose, mentre la superficie esterna appare più liscia e lucida. Nonostante questa similitudine, i semi non risultano commestibili: oltre a produrre un sapore molto sgradevole, sono abbastanza tossici per l’uomo. Per secoli sono però stati impiegati nell’alimentazione dei cavalli.

Proprietà terapeutiche dell’ippocastano

Castagne genge

Nonostante le castagne d’India non vengano impiegate in cucina, da parecchi secoli se ne conoscono alcune proprietà terapeutiche. I semi rappresentano infatti uno dei più diffusi rimedi naturali per alcune comuni problematiche, anche se l’uso è esclusivamente esterno.

L’ippocastano è noto per la sua azione antinfiammatoria, antiossidante e vasoprotettiva, non a caso è uno degli ingredienti più diffusi per creme e altri ritrovati pensati per portar sollievo alle gambe gonfie. Il merito di queste proprietà è di alcuni principi attivi di cui i semi sono ricchi, come saponine, proantocianidine, tannini, flavonoidi ed escina.

In particolare, studi condotti negli ultimi decenni hanno dimostrato una certa efficacia dell’ippocastano nel contrastare l’azione di due enzimi, l’elastasi e la ialuronidasi, responsabili nel tempo della degradazione delle pareti dei vasi sanguigni.

Castagne d’India: i benefici per la salute

Castagne d'India

Data la composizione unica dei principi attivi contenuti nei semi, da tempo l’ippocastano è noto per i suoi benefici sulla salute. Le castagne d’India vengono infatti raccolte e lavorate per realizzare i più svariati rimedi naturali, principalmente per uso esterno.

Ma quali vantaggi può apportare il ricorso a creme, tinture e gemmoderivati a base di ippocastano?

Ippocastano per le emorroidi

Crema

L’ippocastano è noto soprattutto per i suoi effetti benefici sul trattamento delle emorroidi e delle ragadi anali. Poiché i suoi principi attivi stimolano la microcircolazione venosa, limitano il ristagno sanguigno e favoriscono l’elasticità delle pareti delle vene, il rimedio può essere utile per gestire gli stadi più leggeri delle emorroidi. Ovvero quelli che non necessitano di un intervento chirurgico.

Solitamente applicato in crema, il ritrovato aiuta a ridurre prurito e bruciore, limita gonfiore e dolore, nonché rafforza i vasi sanguigni coinvolti abbattendo il rischio di prolasso. Ancora, il trattamento topico facilita la fase di espulsione delle feci, calmando dolore, sensazione di corpi estranei a livello rettale e sanguinamento.

Cellulite, l’aiuto della castagna matta

Crema cellulite

I derivati dagli ippocastani sono utili anche per gestire la cellulite, un estetismo comune a tutte le donne. Sempre con l’applicazione topica, tramite impacchi oppure creme, può infatti essere d’aiuto per levigare la cute e limitare l’effetto della pelle a buccia d’arancia.

Ancora, può incentivare la microcircolazione locale e il conseguente smaltimento dei grassi, per dire addio ai cuscinetti di adipe accumulati a livello di cosce e glutei.

Capillari in forma con l’ippocastano

Gambe

La castagna d’India può essere impiegata anche come trattamento preventivo per rafforzare i capillari, così da poter approfittare di una migliore circolazione sanguigna anche a livello periferico, come sugli arti inferiori.

In crema ha un’azione sia rinvigorente che drenante, quindi stimola un apporto più elevato di sangue ai tessuti e, al contempo, elimina il gonfiore sottocutaneo. Per le stesse caratteristiche, può essere impiegato per velocizzare il riassorbimento di lividi ed ematomi, limitandone la durata e l’aspetto violaceo.

Ippocastano: come si usa

Siero

Come rimedio naturale, l’ippocastano è usato perlopiù in soluzione esterna oppure topica. A questo scopo vengono lavorati i semi, la corteccia e gli estratti ricavati dalle gemme per creare prodotti di vario tipo, come creme, lozioni e sieri. Ma in quali formati è oggi disponibile questo ritrovato?

Tintura Madre, gocce e integratori

Gli estratti e i principi attivi del castagno d’India sono oggi maggiormente diffusi in tre formati, disponibili nelle principali erboristerie.

  • Tintura madre: si ottiene dalla macerazione e dalla fermentazione di tutte le parti utili dell’ippocastano, viene distribuita in flaconi con apposito erogatore in gocce;
  • Creme: gli estratti della pianta sono aggiunti agli ingredienti di creme idratanti e rinvigorenti per la circolazione, spesso insieme a calendula e camomilla;
  • Integratori: di recente sono stati introdotti integratori in compresse, realizzati con concentrati di principi attivi dell’ippocastano, privati delle parti tossiche dei semi.

Ippocastano: le controindicazioni

Mal di pancia

Fatta eccezione per i soggetti affetti da allergie o intolleranze all’ippocastano, la maggior parte dei prodotti a uso topico ed esterno a base di ippocastano è ben tollerata. In presenza di irritazioni della cute, rossore o dermatiti, è meglio sospendere il trattamento.

Gli estratti potrebbero invece determinare effetti gastrointestinali, come diarrea, vomito, nausea e costipazioni. Di norma, il rimedio naturale non viene assunto per via orale. Compresse e capsule sono invece solitamente privi delle parti considerate tossiche per l’organismo umano.

Consigli finali

Ippocastano, ghiande

L’ippocastano può rappresentare un valido alleato per la salute, soprattutto in presenza di emorroidi, problemi alla circolazione negli arti inferiori, lividi e altri disturbi connessi ai capillari. L’uso è perlopiù a uso topico, mentre il seme della pianta non è commestibile, poiché può avere effetti irritanti o tossici.

Prima di valutare l’uso di rimedi della nonna ricavati dalle castagne genge, è necessario sempre valutare il parere del proprio medico curante.

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