I gatti riconoscono il loro nome

I gatti riconoscono il loro nome

Fonte immagine: Pixabay

I gatti sono in grado di riconoscere il loro nome, anche se tendono a ignorare deliberatamente il proprietario: è quanto emerge da un nuovo studio.

I gatti sanno riconoscere il loro nome, anche se spesso decidono deliberatamente di ignorare i loro proprietari. Quanto noto da tutti i proprietari di felini trova oggi conferma in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature, pronto a confermare come effettivamente i gatti sappiano riconoscere il nome assegnatogli dai loro compagni umani.

Lo studio, condotto da un team di ricercatori dell’Università di Tokyo, ha preso in considerazione 78 gatti, provenienti da contesti diversi: abitazioni con un singolo animale domestico, nuclei familiari con più di un animale e cat-café, dove i felini vivono ovviamente in gruppo. Gli esemplari sono stati quindi sottoposti a quattro test diversi: nei primi tre, ai singoli gruppi di animali è stata fatta sentire la voce dei proprietari mentre pronunciano parole dal suono simile al loro nome, nell’ultimo l’esperimento è stato ripetuto con uno sconosciuto.

Dagli esperimenti, è emerso come i gatti si attivino quando sentono il loro nome o parole dal suono molto simile, ma anche come tendando a perdere l’interesse facilmente. Alla quarta ripetizione, infatti, i felini smettono semplicemente di prestare attenzione al richiamo, continuando a occuparsi delle loro faccende. Questa evidenza suggerisce come questi animali siano effettivamente in grado di riconoscere il loro nome, ma possono scegliere di ignorare deliberatamente il proprietario.

Molto interessante è stata la prova sugli esemplari ospitati nei cat-café, dove i gatti vivono in gruppi. In simili condizioni, la performance di riconoscimento è più bassa – solo 3 gatti su 10 risultano effettivamente in grado di identificare il loro nome, e i ricercatori pensano che il risultato sia dovuto all’elevato numero di interazioni che gli animali hanno ogni giorno. Vengono infatti a contatto con decine di persone diverse quotidianamente, nonché vengono accuditi dal personale in gruppo, di conseguenza è facile che una simile situazione possa generare una più che comprensibile confusione.

Fonte: Discover Magazine

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