Greenstyle Ambiente Pianeta Terra Foresta tropicale: caratteristiche e clima di questo ecosistema

Foresta tropicale: caratteristiche e clima di questo ecosistema

A cavallo della fascia dell'Equatore si trovano le foreste tropicali del pianeta, dei veri polmoni verdi. Si trovano nelle regioni a sud del Tropico del Cancro e a nord del Tropico del Capricorno e vantano il maggiore livello di biodiversità del mondo. La più grande e forse più conosciuta foresta pluviale tropicale è quella in Amazzonia, con una immensa varietà di flora e fauna.

Foresta tropicale: caratteristiche e clima di questo ecosistema

Fonte immagine: iStock

La foresta tropicale è uno dei biomi più interessanti e complessi del nostro pianeta, un universo di biodiversità da amare e rispettare. Si definisce tropicale in quanto si trova lungo la fascia equatoriale, tra il Tropico del Cancro a sud e il Tropico del Capricorno a nord. E si considera il vero polmone verde della Terra.

Se ci stiamo domandando cosa si intenda per foresta tropicale, il primo passaggio da considerare è infatti la sua collocazione geografica. Ma tra le caratteristiche di questo ecosistema non c’è solo la vasta area in grado di collegare la Malesia all’America Latina, fino alle zone africane sud orientali, per finire all’Australia settentrionale.

Le foreste pluviali tropicali sono infatti anche il regno della biodiversità, come accennato, una culla di varietà di flora e fauna non del tutto documentata. Di fatti, la scienza ad oggi considera 15mila specie viventi che trovano spazio in queste aree del mondo. Ma sono ancora in corso studi per rilevare la presenza di vegetali e animali non ancora noti.

Un altro dato importante è il clima di questa zona a cavallo dell’Equatore, che risente di precipitazioni diffuse e di temperature che in genere non scendono mai sotto i 20° C, con poche eccezioni ad altitudini più elevate. Ma in linea generale, le oscillazioni durante il corso dell’anno sono minime.

Quali caratteristiche hanno le foreste tropicali

Lo abbiamo visto di sfuggita in incipit articolo, ma una delle caratteristiche delle foreste pluviali tropicali è il clima caldo e umido tipico della fascia equatoriale. A causa dell’abbondante irraggiamento solare, le foreste pluviali tropicali sono  calde tutto l’anno, con temperature che vanno dai 22° ai 34° C circa, moderate dall’umidità elevata.

Di fatti, le foreste pluviali sono soggette a forti piogge, almeno 2.000 mm, ma in alcune aree si eccedono i 10.920 mm ogni anno. Le regioni equatoriali, vantano precipitazioni che possono durare da gennaio a dicembre senza apparenti stagioni umide o secche, sebbene molte foreste abbiano piogge stagionali.

Ma anche in questo caso, nei periodi dell’anno in cui cade meno pioggia, la copertura nuvolosa costante è sufficiente a mantenere l’aria umida e ad evitare che le piante secchino. Il clima stabile, con precipitazioni e calore distribuiti in modo uniforme, consente alla maggior parte degli alberi di non perdere mai il fogliame.

Il terreno

Un altro dato caratteristico delle foreste pluviali tropicali è il terreno, che a dispetto di quanto non si possa immaginare, non è troppo fertile. Le condizioni climatiche portano ad un profondo disfacimento delle rocce e allo sviluppo di suoli ricchi di ossidi insolubili di ferro e alluminio, denominati terre rosse tropicali.

E poiché le precipitazioni superano quasi sempre l’evapotraspirazione, nella terra troviamo un surplus quasi permanente di acqua che si sposta verso il basso, arrivando nei ruscelli e nei fiumi a fondovalle. Si tratta di un processo naturale che tende a impoverire il suolo dei suoi nutrienti.

La folta vegetazione infatti non attinge agli strati più bassi del terreno per ottenere nutrimento, ma le radici delle piante, comprese quelle degli alberi, sono concentrate negli strati più superficiali del suolo. È qui che si trovano le sostanze nutritive che derivano dai rifiuti organici, come la decomposizione delle foglie.

Foresta tropicale caratteristiche
Fonte: iStock

Piante della foresta pluviale tropicale

Le foreste pluviali tropicali sono il nostro polmone verde: occupano solo il 6% della superficie del pianeta, ma riescono a donare ossigeno e a trattenere la CO2 ambientale. Ma quante piante si trovano in queste aree mondiali così varie? Non esistono numeri precisi in questo caso, perché ogni anno si scoprono nuove specie vegetali.

Di certo alcune famiglie arboree sono più presenti, come le palme, se anche varino da regione a regione, ma non mancano anche le liane. Va però ricordato che le foreste pluviali tropicali sono anche note per le piante epifite, che si appoggiano sugli alberi a chioma per accedere alla luce solare.

Un dato interessante: gli scienziati hanno documentato più di 15.000 specie di piante, nelle attuali foreste pluviali del Borneo, tra cui 2.500 specie di orchidee, che sono appunto epifite. Se pensiamo che le specie vegetali siano tutte uguali, in ogni zona tropicale, rischiamo però di sbagliare. E lo vedremo nel dettaglio a seguire.

Le caratteristiche climatiche delle foreste tropicali sono all’incirca le stesse lungo tutta la fascia equatoriale, ma la vegetazione cambia a seconda delle aree differenti. Il che significa che non ci si può aspettare di vedere specie uguali nelle zone africane o in quelle brasiliane, sebbene il suolo e le precipitazioni si assomiglino.

Foresta tropicale: fauna e flora vivono in simbiosi

Lo stesso discorso fatto per le piante, resta valido anche per la fauna presente nella foresta tropicale: dagli insetti ai mammiferi, ogni area ha le sue specie. In realtà spesso dipende proprio dagli animali la varietà di flora che troviamo. E da questa, per contro, dipende invece la sussistenza degli animali, siano essi volatili o mammiferi.

Dagli insetti ai primati ai canguri

Un esempio? Il Costa Rica, dove l’albero kapok è impollinato dai pipistrelli, ma non dimentichiamo il bacino amazzonico, dove il noce del Brasile è impollinato dalle api e i semi vengono dispersi dall’agoutis, un tipo di grande roditore originario dell’America centrale e meridionale.

In Madagascar la palma del viaggiatore viene impollinata dai lemuri, piccoli primati endemici dell’isola, mentre i semi sono dispersi dai pappagalli. Nel Borneo, gli alberi di fico vengono impollinati dalle vespe del fico, mentre i semi li disperdono gli oranghi, una delle grandi scimmie primati.

Se parliamo di insetti, le foreste tropicali sono un habitat che accoglie innumerevoli varietà di esemplari e i dati non mentono in merito a questo. Ad esempio, uno studio di quattro diversi tipi di foresta pluviale tropicale in Brasile, ha rivelato 1.080 specie di coleotteri, senza contare le varie specie di ragni della foresta amazzonica.

E parlando di scimmie, pur essendo tipiche delle foreste pluviali tropicali sia del Nuovo che del Vecchio Mondo, sono invece assenti dalla Nuova Guinea. I canguri arboricoli abitano le aree delle foreste pluviali tropicali solo in Australia e Nuova Guinea, come gli uccelli del paradiso, limitati alle medesime aree geografiche.

 

Fonti

Seguici anche sui canali social

Ti potrebbe interessare

Certificato MSC per la pesca sostenibile: quali sono gli standard
Pianeta Terra

Il certificato MSC per la pesca sostenibile è un riconoscimento rilasciato dall’organizzazione no profit Marine Stewardship Council, ente indipendente che opera in molti Paesi del mondo, inclusa l’Italia. La certificazione viene assegnata alle aziende che rispettano una serie di principi di sostenibilità, tuttavia non mancano le critiche in merito ai parametri previsti.