Effetto Greta Thunberg: studio prova l’impatto dell’attivista svedese

Effetto Greta Thunberg: studio prova l’impatto dell’attivista svedese

L'effetto Greta Thunberg esiste: uno studio ha confermato l'impatto dell'attivista svedese nel sensibilizzare sui temi ambientali.

L’apparizione di Greta Thunberg sullo scenario internazionale ha davvero avuto un impatto positivo sulla sensibilizzazione ai cambiamenti climatici. È quanto rivela un nuovo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Applied Social Psychology e condotto da un team di ricercatori internazionali negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

A quanto pare, la giovane attivista svedese non solo è stata in grado di accendere un faro sulle tematiche ambientali, ma anche e soprattutto di convincere un numero considerevole di persone a intraprendere stili di vita più sostenibili.

Effetto Greta Thunberg: lo studio

Greta Thunberg è apparsa sui media internazionali dal 2018 quando, ancora quindicenne, aveva deciso di lanciare in Svezia il suo singolare sciopero per il clima. Ogni venerdì la giovane attivista rinunciava alle lezioni per recarsi di fronte al parlamento svedese, per sensibilizzare sui temi del cambiamento climatico. In breve tempo venne seguita da altri studenti locali e, pochi mesi più tardi, ne nacque un movimento mondiale. Il resto è storia recente: Greta – oggi maggiorenne – viene invitata a convegni ambientali in tutto il mondo e famosi sono divenuti i suoi discorsi contro i potenti della Terra, colpevoli di “non aver fatto abbastanza per l’ambiente”.

Nel corso del 2019, gli stessi media mondiali hanno incominciato a parlare delle conseguenze del movimento nato dalla giovane attivista svedese, coniando l’espressione “Effetto Greta Thunberg”. Soprattutto nel Nord Europa e in parte degli Stati Uniti, infatti, si è notata una diminuzione degli spostamenti aerei e ferroviari, nonché un maggiore coinvolgimento della Gen Z nella tutela del Pianeta. Un impatto avvenuto in tempi non sospetti, poiché antecedente all’attuale pandemia da coronavirus, che ha forzatamente imposto a gran parte della popolazione mondiale uno stop ai viaggi.

I ricercatori hanno voluto quindi indagare la portata di questo “effetto”, intervistando un campione rappresentativo di quasi 1.500 adulti, suddivisi equamente in diverse fasce d’età. È quindi emerso un collegamento diretto tra la familiarità degli individui con l’attivista svedese e la presa di coscienza nella necessità di salvare la natura.

Più le persone hanno familiarità con Greta Thunberg, più è probabile si lancino in azioni collettive per ridurre il riscaldamento globale. Questo effetto è in parte spiegato da una forte efficacia collettiva della sua comunicazione.

I ricercatori hanno anche notato un collegamento diretto con le credenze politiche, poiché più gli intervistati si dichiarano liberali, più sono inclini a seguire Greta e impegnarsi per l’ambiente. Questo perché tra i conservatori circolano maggiori dubbi sull’effettiva portata dei cambiamenti climatici, anche se tutto l’intero spetto politico sostiene che l’ambiente debba essere protetto. Allo stesso modo, però, i ricercatori sottolineano come la figura dell’attivista svedese sia sempre più trasversale alle appartenenze politiche, poiché la stessa giovane si dichiara equidistante da qualsiasi gruppo.

Come facile intuire, il messaggio di Greta raccoglie infine maggiori consensi fra giovani e giovanissimi, anche perché più inclini ad adottare stili di consumo e di vita maggiormente eco-sostenibili. Le generazioni più anziane, invece, ripongono le proprie speranze sulla collettività, senza però una modifica estrema della loro quotidianità.

Fonte: CTV

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