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Dove buttare penne, matite e pennarelli

La cancelleria da scuola o ufficio a volte si accumula, specie quando non sappiamo dove buttarla. Ma penne, matite, pennarelli ed evidenziatori non sono i soli articoli da cartoleria che lasciano dubbi sul corretto conferimento quando si consumano. Da una parte bisogna comprendere dove gettare i materiali inutilizzabili, ma dall'altra anche capire se li possiamo riciclare in casa.

Dove buttare penne, matite e pennarelli

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Gli articoli di cancelleria sono presenti in casa e ufficio e ci fanno spesso domandare dove sia giusto buttare penne, matite e pennarelli ormai consumati. Il ritorno sui banchi di scuola ha di sicuro riacceso interesse per la risposta. E su GreenStyle non potevamo non affrontare questo argomento.

Ma quali sono i materiali da scrivania più acquistati e che alla fine affollano i cassetti dello studio quando hanno perso le loro funzioni primarie? Le penne, le matite e i pennarelli sono infatti solo parte della serie, a cui si aggiungono evidenziatori, gomme, bianchetti, ma anche righelli e temperamatite rotti.

E che dire anche dei vecchi quaderni, degli astucci ormai consunti dal tempo, o delle graffette arrugginite, che spesso si accalcano in casa. La lista potrebbe anche proseguire con altri materiali e suppellettili, un segno distintivo di quanto la cancelleria sia vasta e variegata e di come possa metterci in difficoltà il suo conferimento.

Il problema sorge dalla varietà dei materiali di cui questi oggetti si compongono, un dettaglio che rende difficile identificare il bidone o i bidoni corretti per lo smaltimento. Ma è inutile dire che l’accumulo delle rimanenze in casa è fuori discussione. La soluzione è infatti capire dove gettare gli scarti e come effettuare la raccolta differenziata.

Cosa buttare indifferenziata
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Dove buttare penne e cancelleria

Se anche la maggior parte di penne, pennarelli ed evidenziatori abbiano una scocca in plastica, non è questo il bidone giusto dove gettarli. Va infatti ricordato che il sacco giallo deve ospitare gli imballaggi e non ogni materiale plastico che si trova in commercio. In più la cancelleria è un polimateriale, il che la rende non idonea a questo conferimento.

Ma allora dove li buttiamo i nostri scarti di cancelleria quando ormai hanno fatto il loro tempo e non possiamo adoperarli? Di sicuro la prima cosa da sapere è se possiamo ricaricarli, in quanto in commercio troviamo penne, pennarelli ed evidenziatori che prevedono un refill di colore o inchiostro da acquistare a parte.

In questo modo dovremo solo sostituire o ricaricare l’interno, con la possibilità di mantenere invece il supporto esterno. Se abbiamo a che fare con ricariche, non ci troveremo a fare i conti con scarti e rimanenze. Ma se invece si tratta di sostituzioni, le parti da buttare andranno conferite con l’indifferenziata, nel bidone del secco.

Di fatto è il contenitore nero che ospiterà anche penne non ricaricabili e altri materiali da ufficio da buttare, compresi pastelli e matite, in quanto, anche in questo caso, si tratta di compositi diversi. Il legno esterno sta infatti a protezione di un lapis, che non può essere riciclato. I trucioli temperati possono invece essere conferiti con l’umido organico.

La raccolta differenziata degli altri materiali

Se adesso abbiamo più consapevolezza su dove conferire i tool da scrittura, resta ancora da capire dove si gettino il resto dei materiali. Le graffette sono un altro punto di domanda, in quanto l’anima metallica farebbe propendere per un conferimento con vetro e lattine. Ma è ancora una volta il secco indifferenziato il bidone giusto per ospitarle.

Lo stesso dicasi per le spirali dei quaderni e block notes, che andrebbero eliminate e buttate con l’indifferenziata, mentre ci liberiamo di copertina e fogli gettandoli nella carta. Se però l’esterno è plastificato, va invece staccato e buttato nel secco, visto che non è un materiale che si può conferire nella plastica.

In caso di gomme per cancellare, bianchetti esauriti, temperamatite rotti, il conferimento giusto resta sempre quello nel bidone nero. Lo stesso vale per compassi, goniometri e righelli non più utilizzabili, che vanno nell’indifferenziata col resto. Per gli astucci consumati, il suggerimento è di provare a ripararli prima di gettarli: sempre meglio riciclare.

 

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