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Dionaea muscipula: coltivazione della venere acchiappamosche

Dionaea muscipula: coltivazione della venere acchiappamosche

Fonte immagine: Unplash

La dionaea muscipula è una delle piante carnivore più famose al mondo. Cosa mangia la venere acchiappamosche è solo una delle tante curiosità che tale vegetale suscita. Interessante, infatti, è anche tutto ciò che concerne la cura e coltivazione della pianta, che si può tenere sia in casa che fuori.

Ma quanti anni dura una dionea, o come si annaffia? Rispondiamo a qualche domanda.

Dionaea muscipula, origine e caratteristiche

La dionaea muscipula, detta anche venere acchiappamosche, è una specie di pianta carnivora appartenente alla famiglia delle Droseraceae. Essa si nutre di organismi viventi, soprattutto insetti. È originaria delle regioni paludose costiere degli Stati Uniti, specie della Carolina del Sud.

Ha un fusto bulboso sotterraneo dal quale emerge una rosetta di 4-7 foglie. Ogni foglia – o trappola, come vedremo – è composta da due fogli incernierati attraverso la vena centrale.

Le “trappole” sono, in sostanza, foglie bilobate con estensioni simili a capelli il cui scopo è quello di rilevare la preda. Le pareti interne delle trappole presentano dei tricomi sensibili che, a contatto con l’insetto di turno, provocano l’attivazione della chiusura della trappola.

Questa, però, si chiude effettivamente se l’interno continua ad essere stimolato per una ventina di secondi. Ciò per evitare inutili sprechi di energia. Le trappole si chiudono solo se due estensioni vengono toccate in successione, a pochi secondi l’una dall’altra. Solo quando le trappole si chiudono i succhi digestivi vengono rilasciati per uccidere e digerire l’insetto all’interno.

La venere acchiappamosche è l’unica del suo genere, per questo motivo si parla di genere monotipico, nonostante esistano diverse cultivar della stessa. È inoltre una delle poche specie al mondo ad avere la capacità di compiere dei movimenti per catturare le prede. Se in genere le due parti che compongono la foglia restano aperte, quando la pianta avverte la presenza di un corpo estraneo si chiudono istantaneamente.

Dionaea muscipula: coltivazione della venere acchiappamosche
Fonte: Unplash

Dionaea muscipula coltivazione

Come prendersi cura di una dionea? Nonostante il suo habitat sia piuttosto circoscritto, la pianta può essere coltivata con successo in diversi luoghi del mondo, ma in presenza dei giusti requisiti. La sua propagazione avviene per seme, talea di foglie e steli.

Esposizione

La venere acchiappamosche ha bisogno della luce solare diretta per una crescita ottimale. Ciò per questioni energetiche in quanto la chiusura della trappola e l’avviamento del processo digestivo richiede tantissima energia alla pianta. Energia che proviene indirettamente dalla fotosintesi.

La dionaea muscipula in casa può essere posta su un davanzale luminoso e soleggiato. Senza la luce la pianta presenterebbe foglie mosce e delicate e i colori dei suoi petali sarebbero poco accesi.

Acqua

Come si annaffia la dionea? Il vaso nel quale si trova andrebbe sempre tenuto su un sottovaso contenente qualche centimetro di acqua. La pianta infatti preferisce crescere in un terreno umido, ma non completamente impregnato.

Le sue trappole non amano essere bagnate, per questo bisogna evitare di annaffiarla dall’alto. Utilizzate esclusivamente acqua pura, distillata. Durante l’inverno richiede meno acqua ed il terreno deve essere mantenuto appena umido.

Clima

La pianta ha bisogno di estati calde e inverni freddi. Può essere tranquillamente tenuta fuori casa in zone caratterizzate da inverni miti. Nel caso in cui si viva in ​​una zona nella quale gli inverni sono particolarmente freddi, durante tale stagione può essere trasferita in casa, preferibilmente sul davanzale in una stanza non riscaldata.

Terreno

La dionaea predilige un terreno costituito da torba e perlite, meno il normale terriccio. Può crescere bene nei giardini d’inverno e nelle serre non riscaldate. È abituata a crescere in terreni umidi ma poveri di nutrienti, per questo motivo non richiede fertilizzanti e neanche l’acqua imbottigliata o del rubinetto, che potrebbe provocare un accumulo di minerali.

Per questo bisogna cercare di simulare il più possibile un ambiente simile all’habitat naturale usando un substrato povero di nutrienti.

Fiore

In quanto al fiore, quello della dionaea è piccolo e ne comprende 5-6 unità. Presenta dei petali bianchi che si sviluppano da una spiga lunga 30 cm. Molti consigliano di tagliarla in quanto provoca un indebolimento della pianta.

Tagliare tale parte della pianta assicura che il dispendio energetico necessario per produrla e mantenerla non la indebolisca. In natura, il fiore della dionaea sboccia in tarda primavera.

Dionaea muscipula coltivazione della venere acchiappamosche
Fonte: Pixabay

Cura della dionaea muscipula

In inverno la pianta attraversa un periodo di riposo caratterizzato dal fatto che rallenta o interrompe la propria crescita. In questo periodo bisogna irrigarla molto meno. Naturalmente in casa è improbabile che si verifichino condizioni tali per le quali la pianta avverta di dover “andare in letargo”.

Per simularle c’è chi la trasferisce in frigo, ad una temperatura di 3-6 gradi. Se dovesse perdere qualche trappola non preoccupatevi, è normale.

Rinvaso

Le dionee hanno bisogno di spazio per le loro radici dato che queste ultime crescono parecchio. Per evitare che la pianta soffra e muoia si consiglia rinvasarla in un vaso dell’altezza di circa 15 cm. Tale operazione va fatta durante la primavera.

Malattie

Se la pianta viene mantenuta in condizioni adeguate di substrato, illuminazione e umidità la comparsa di malattie o parassiti è piuttosto bassa. Tuttavia è possibile che la dionaea venga attaccata da afidi, cocciniglie o insetti che vanno a succhiare la linfa indebolendo la pianta.

Il problema può essere risolto con applicazione di insetticidi a contatto, salvo poi far seguire il lavaggio della pianta. Per prevenire malattie fungine è importante eliminare costantemente le foglie appassite e secche. I virus, infine, possono causare la deformazione delle foglie.

Quanti anni dura una dionea?

Le veneri acchiappamosche sono piante carnivore perenni che possono vivere fino a 20- 25 anni in natura. Ottengono gran parte della loro energia dalla fotosintesi, unitamente agli insetti che ingeriscono.

Dionaea muscipula annerita

Può accadere che di tanto in tanto le foglie diventino nere. Anche questo è fisiologico, assumono tale colore in quanto hanno portato a termine il loro ciclo utile. Si consiglia di tagliarle per evitare il proliferare di funghi.

Dionaea muscipula coltivazione della venere acchiappamosche
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Dionaea muscipula, cosa mangia

Cosa dare da mangiare alla dionea? Sappiamo che in natura la pianta vive bene in suoli molto poveri di nutrienti. Questi ultimi li ricavano dalla cattura di piccoli insetti. Se la pianta è posta all’esterno è in grado di procurarseli da sola. In casa possono essere nutrite con insetti vivi, come falene, larve, zanzare, mosche.

È preferibile siano vivi in quanto, per iniziare la “digestione” degli stessi, la pianta deve continuare ad essere stimolata dopo aver chiuso i peli della sua trappola. In caso vogliate nutrirla con insetti morti, solleticateli voi stessi per stimolarla.

Dionaea muscipula prezzo

Il prezzo della pianta è abbastanza abbordabile. Può essere acquistata sia presso i vivai che su internet. In via generale una pianta dell’altezza di 5 cm in un vaso di 9 cm di diametro costa circa 12 euro. Esiste anche una dionaea muscipula gigante, la Pro-Giant, caratterizzata da trappole giganti.

Anche questa è reperibile sul web in vaso di diametro di 6,5 cm a poco più di 12 euro.

Come curare le piante carnivore in casa?

Le piante carnivore sono uniche, originali e divertenti da avere in casa. Se in natura crescono in terreni paludosi, il loro compost deve essere sempre umido durante i mesi più caldi. Prosperano in condizioni calde con luce intensa in primavera e in estate.

Ma durante l’inverno necessitano di temperature fresche, per riposare ed evitare di esaurire le energie e morire. Non è necessario utilizzare fertilizzanti sulle piante carnivore, anzi, è addirittura sconsigliato.

Non vanno inoltre stuzzicate con le dita in quanto le loro trappole potrebbero non chiudersi più. Nonostante in grado di mangiare insetti, non sono capaci di fronteggiare l’attacco della mosca verde. Monitoratele ed agite di conseguenza per evitare danni.

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