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Coronavirus e smart working: come ridurre le spese di casa

La diffusione del coronavirus e la necessità di passare tempo in casa stanno aumentando la spesa domestica: ecco i consigli per ridurla.

Coronavirus e smart working: come ridurre le spese di casa

Fonte immagine: Pixabay

La diffusione del nuovo coronavirus ha cambiato sensibilmente le abitudini lavorative di molte persone: il divieto agli spostamenti non necessari, infatti, ha spinto una buona parte dei lavoratori italiani a sposare lo smart working. Il lavoro da casa può però aumentare sensibilmente i consumi, considerando come non solo computer e dispositivi rimangano accesi per gran parte della giornata, ma anche come in famiglia vi sono altre necessità analoghe: è il caso, ad esempio, di bambini e studenti che devono seguire le lezioni online. In che modo ridurre tutte queste spese di casa, divenute più elevate nelle ultime settimane?

Sono molte le aree su cui si può intervenire per ridurre la spesa domestica in queste settimane difficili, almeno per calmierare le uscite sempre maggiori. Di seguito, qualche consiglio.

Consumi elettrici

Lampadine

Il fronte domestico che potrebbe rappresentare il più alto aumento della spesa in famiglia è certamente quello dei consumi elettrici. A differenza di condizioni di normalità, dove gli inquilini trascorrono gran parte del loro tempo fuori casa, la permanenza domestica è perenne. Dal risveglio mattutino fino al riposo serale, tutta la famiglia rimane all’interno delle mura domestiche.

Ciò comporta un aumento nel fabbisogno di energia elettrica, sia per alimentare i dispositivi di studio e lavoro, che per il funzionamento di tutti gli elettrodomestici. Si fanno più cicli di lavatrice, si cucina anche per pranzo e non solo al rientro serale, mentre la TV è costantemente accesa tra necessità informative e intrattenimento, con streaming e gaming. Per non parlare dell’illuminazione, in via di moltiplicazione rispetto al periodo antecedente alla quarantena.

Il primo passo per ridurre i consumi è quello di agire materialmente sulle fonti di spreco domestiche. Installare lampadine a basso impatto energetico in caso non fossero ancora presenti in casa, evitare di lasciare elettrodomestici in stand-by quando non in uso, privilegiare l’illuminazione naturale quando possibile e ottimizzare i cicli di lavatrice e lavastoviglie, rinunciando carichi praticamente a vuoto. Fatto questo, si può agire sul fronte delle tariffe. Chi aveva scelto una proposta bioraria, proprio puntando sull’assenza di persone in casa durante la giornata, potrebbe attutire il colpo passando invece a un’offerta monoraria. Ancora, può essere il momento giusto per approfittare degli sconti e delle promozioni per i nuovi clienti del mercato libero, proposti praticamente da ogni operatore.

Riscaldamento

Termosifone

Altra spesa importante è quella per le necessità di riscaldamento. Anche in questo caso, la permanenza forzata in casa costringe a mantenere accesi i termosifoni per più tempo, complice anche un’inizio di primavera colpito da perturbazioni nordiche, tali da ridurre la media climatica del periodo.

Per quanto non si possa soffrire il freddo, ridurre di poco la temperatura media del termostato – ad esempio passando dai 20 ai 18 gradi – ha enormi effetti sulla bolletta. A questo, si può aggiungere il consiglio di vestirsi a strati, così da non aver bisogno del termosifone acceso per gran parte della giornata: rimanere in t-shirt o canotta, complice un clima tropicale generato dalla caldaia, è tutt’altro che utile.

Spesa alimentare e rifornimenti

Carrelli

Un punto dolente è rappresentato dalla spesa alimentare e dagli altri rifornimenti per le necessità della casa. I pasti raddoppiano, poiché bisogna provvedere anche al pranzo prima consumato al lavoro o in mensa, mentre le possibilità di approvvigionamento sono più limitate. Non potendosi spostare troppo dalla propria abitazione per effetto dei DPCM in vigore, molte famiglie non hanno la possibilità di raggiungere catene e supermercati particolarmente economici, privilegiando invece soluzioni più care poiché prossime alla propria residenza.

Il primo consiglio è quello di ridurre il numero di alimenti confezionati o precotti, dedicandosi invece alla cucina: dato il tempo a disposizione, ci si può lanciare nella preparazione di prodotti da forno, tutti basati su ingredienti dal costo ridotto come farina, uova e lievito. Ancora, per chi può permettersi un piccolo spazio in balcone, coltivare un orto può modificare in modo importante la spesa dedicata alla frutta e alla verdura. Si presti attenzione anche alle offerte online, poiché i prezzi sono spesso inferiori alla grande distribuzione classica, escludendo però il fresco: data la crisi in corso, le consegne potrebbero richiedere tempistiche più elevate rispetto al solito.

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