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Coronavirus in Cina: presto il divieto di mangiare cani e gatti

Coronavirus in Cina: presto il divieto di mangiare cani e gatti

Fonte immagine: Pixabay

La Cina potrebbe rendere illegale il consumo di carne di cane e di gatto: la proposta arriva da Shenzhen, uno degli hub tecnologici del Paese.

La Cina potrebbe presto vietare il consumo di carne di cani e gatti, come misura aggiuntiva tra quelle già intraprese per limitare la diffusione del nuovo coronavirus 2019-nCoV. È quanto rende noto Reuters, nel sottolineare come una prima proposta sia giunta da Shenzhen, uno degli hub tecnologici del Paese.

Cani e gatti non sono veicolo di contagio da coronavirus, tuttavia nelle ultime settimane la Cina ha fatto passi in avanti nella tutela degli animali, prima vietando i cosiddetti “wet markets” – dove gli esemplari selvatici vivi vengono solitamente tenuti in condizioni igieniche non sufficienti – poi con una proposta di legge volta all’eliminazione del consumo di selvaggina, soprattutto se non controllata. Ora si sta pensando di estendere queste misure anche ai più comuni quadrupedi.

La proposta, così come già accennato, arriva da Shenzhen e punta a rendere cani e gatti degli animali domestici a tutti gli effetti, quindi non più ammissibili per il consumo alimentare. Ancora, il disegno normativo include una lista più ristretta di carni che rimarranno legali, come maiale, pollo, manzo e coniglio. I promotori avrebbero così riferito a Reuters.

Vietare il consumo di animali selvatici è una pratica comune nelle nazioni sviluppate e un requisito universale delle civiltà moderne. […] Sebbene il commercio a Shenzhen sia decisamente ridotto rispetto al resto della provincia Guangdong, si tratta di una città enorme e più grande di Wuhan: una simile legge avrebbe un impatto significativo e potrebbe inaugurare un effetto domino su tutte le altre città cinesi.

Al momento non è dato sapere se la proposta verrà definitivamente approvata, anche se le chances appaiono molto elevate. In tempi recenti, anche il governo centrale ha rivisto le proprie posizioni sul consumo di animali selvatici o domestici, di conseguenza un intervento potrebbe anche giungere a livello nazionale.

Fonte: Reuters

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