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Come coltivare il rododendro: cura e manutenzione

Come coltivare il rododendro: cura e manutenzione

Fonte immagine: Pixabay

Il rododendro è una pianta arbustiva coltivata soprattutto a scopo ornamentale. Questa specie rientra tra le piante del genere Rhododendron, come ad esempio l’azalea, ed il suo nome deriva dalle parole greche “rhodon” ed “edendron”, rispettivamente rosa e albero, per cui il nome rododendro vuol dire letteralmente “Albero delle rose”.

Il genere Rhododendron fa parte della famiglia delle Ericacee e comprende circa 500 specie di piante, perlopiù arbusti e alberi sempreverdi generalmente caratterizzati da foglie decidue.

La pianta può raggiungere dimensioni notevoli, arrivando fino a diversi metri di altezza. In questo articolo scopriremo in quale ambiente vive il rododendro, vedremo quante volte fiorisce e apprenderemo i consigli e le tecniche giuste per prendersi cura di questo arbusto dai fiori tanto profumati e variopinti.

Generalità della pianta

rododendro
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Scopriamo prima le caratteristiche e generalità della pianta.

  • Nome scientifico: Rhododendron
  • Divisione :Magnoliophyta
  • Classe: Magnoliopsida
  • Ordine: Ericales
  • Famiglia: Ericaceae
  • Genere: Rhododendron.

Caratteristiche del rododendro

Il rododendro è originario dell’America del Nord, ma anche dell’Europa e dell’Asia. Anche in Italia esistono alcune delle oltre ottocento specie, tra cui spicca ad esempio la già citata “Rosa delle Alpi”.

Per quanto riguarda le caratteristiche principali di questa pianta, il rododendro vanta arbusti di diverse dimensioni. Si va dalle altezze più limitate fino alle dimensioni notevoli. Pensa che in alcuni casi la pianta può arrivare a raggiungere anche i trenta metri in altezza.

Di che colore è il rododendro?

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I fiori del rododendro sono ampi e appariscenti, possono presentarsi sia singoli che raggruppati ed hanno una caratteristica forma a imbuto. Il fiore è composto da petali lisci oppure ondulati e si presenta con diversi colori, che possono andare dal bianco all’arancio, dal rosa al rosso, dal lavanda fino al color porpora o al giallo.

Solitamente la pianta viene coltivata sul terreno, ma non sono rari i casi di coltivazione in vaso. Esemplare è il caso del rododendro bonsai, una pianta meravigliosa e adatta anche ad ambienti più piccoli.

Quante volte l’anno fiorisce il rododendro?

Ma in che mese fiorisce il rododendro? Nella maggior parte dei casi, la pianta fiorisce a Maggio, proprio come l’azalea. Spesso la fioritura avviene in corrispondenza del giorno della Festa della Mamma.

Che differenza c’è tra Azalea e Rododendro?

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Non di rado il rododendro viene confuso con l’azalea. Sebbene facciano parte della stessa famiglia, e sebbene appartengano allo stesso genere, in realtà si tratta di due piante molto diverse l’una dall’altra.

In natura, il rododendro ha infatti delle dimensioni ben più considerevoli rispetto a quelle dell’azalea, che al contrario ha invece misure più ridotte. Un’altra differenza fra le due piante riguarda le foglie, persistenti nell’azalea, caduche invece nel rododendro.

Le varietà della pianta

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Si fa presto a dire “rododendro”. Devi sapere che, in realtà, dietro questa parola si cela un grande numero di piante diverse, alle quali si aggiungono anche gli innesti creati dai vari vivaisti. Fra le principali varietà di rododendro rientra ad esempio il “ferrugineum”, noto anche come “Rosa delle Alpi” o rododendro rosso, tipico della zona delle Alpi.

Fra le varietà più comuni e apprezzate vi è anche il rododendro hirsutum, i cui rami e le cui foglie sono ricoperte di peli. La pianta non supera il mezzo metro di altezza.

Una tipologia dall’aspetto straordinario è anche il rododendro arboreum, considerato il fiore nazionale del Nepal, e caratterizzato da grandi fiori a campana di colore rosso o bianco. La pianta raggiunge notevoli dimensioni ed offre uno spettacolo di colori straordinari.

Coltivazione

Coltivare il rododendro non è affatto complicato, purché la pianta sia posizionata sul terreno adatto e riceva le cure necessarie.

E dunque, in quale ambiente vive il rododendro? Questa pianta si sviluppa nei boschi e nelle praterie di montagna. Se coltivata in pianura, richiederà quindi alcune attenzioni in più, soprattutto se intendi coltivare il rododendro in vaso.

Clima ideale, terriccio e umidità

La pianta teme i raggi solari diretti, pertanto è preferibile collocarla in una zona in penombra, ma che sia comunque raggiunta dalla luce. Per quanto riguarda la temperatura, alcune specie prediligono il clima freddo soprattutto se appartenenti alle varianti più rustiche, mentre in generale è necessario evitare di esporre queste piante alle gelate invernali. Ricorda dunque di proteggere il rododendro con appositi teli durante i freddi invernali.

Per garantire longevità al rododendro, è indispensabile assicurare una corretta percentuale di umidità.

Terreno

Come le azalee, anche i rododendri sono delle piante acidofile. Ciò significa che il terreno ideale per coltivarlo dovrà avere un pH sufficientemente acido. Opta dunque per un terriccio adatto alle piante acidofile, che sia preferibilmente povero di calcio ma ricco di sostanze nutritive.

Come curare il rododendro in vaso?

La bellezza di questa pianta porta molte persone a volersi cimentare nella coltivazione in vaso del rododendro. Sebbene la pianta necessiti di molto spazio e di un terreno adatto, la coltivazione in balcone o in terrazzo non è inattuabile, purché ne vengano rispettate le necessità fondamentali.

Regolarmente sostituisci la terra della pianta con del nuovo terriccio, sempre per piante acidofile, in modo da mantenere il terreno nutriente. Se non hai la possibilità di svasare la pianta, aggiungi del terriccio sulla parte superficiale, rimuovendo con una paletta il primo strato e sostituendolo con della nuova terra.

Per quanto riguarda la scelta del vaso, predisponi un contenitore abbastanza ampio per contenere le radici della pianta, e prediligi dei vasi in coccio, caratterizzati da un più elevato livello di porosità rispetto ai vasi in plastica. Queste semplici premure ti permetteranno di prenderti cura al meglio del rododendro.

Come bagnare il rododendro?

Passiamo all’annaffiatura della pianta. Quanta acqua dare al rododendro? Durante i mesi caldi, necessita di un’annaffiatura regolare e quotidiana. Tuttavia, durante la stagione invernale la semplice acqua piovana potrebbe essere più che sufficiente per garantire una corretta idratazione.

È tuttavia fondamentale prestare attenzione ai ristagni d’acqua, che sono molto pericolosi per la salute delle radici. Infine, sarà utile utilizzare un comune nebulizzatore per idratare il rododendro, eventualmente raccogliendo proprio dell’acqua piovana.

Potatura rododendro

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Durante i mesi più tiepidi potrai procedere con la potatura della pianta, eliminando i rami secchi o rovinati, e conferendo un aspetto più ordinato e armonico all’albero.

Cure e consigli

Perché il rododendro non cresce? Perché il rododendro non fa i fiori? Queste sono solo alcune delle domande che si pongono gli appassionati di giardinaggio di fronte a un rododendro evidentemente poco in salute.

Per quanto concerne le cure e le accortezze necessarie per mantenere in salute il rododendro, è importante monitorare lo stato delle foglie identificando i pericolosi ragnetti rossi, responsabili di creare piccole ragnatele che ingialliscono le foglie. Ecco spiegato il motivo per cui talvolta il rododendro ha le foglie gialle.

Anche l’oziorrinco, un coleottero curculionide che agisce come parassita delle piante, può danneggiare vistosamente i margini delle foglie, che appariranno consumate e colpite da piccoli morsi.

Per tutelare la salute della pianta, inoltre, è importante garantire un concime ricco di azoto qualora si noti un evidente ingiallimento delle foglie, mentre da tenere sotto controllo è anche la comparsa della cosiddetta muffa grigia che scurisce le foglie facendole sembrare sporche, malattia che spesso colpisce le piante durante i lunghi periodi di pioggia.

Perché il rododendro perde le foglie?

Quando la pianta inizia a perdere le foglie, la causa potrebbe risiedere in una scorretta idratazione. Una
scarsa umidità porta infatti le foglie e i fiori a seccare. Per evitare che ciò accada, posiziona la pianta in una zona più ombreggiata e annaffia con maggiore frequenza.

Moltiplicazione

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La moltiplicazione della pianta può avvenire per semina (procedimento sconsigliato dal momento che i primi risultati sarebbero visibili solo dopo alcuni anni) o per talea. Per eseguire la procedura, dovrai scegliere dei rami semi-legnosi di almeno 10 centimetri di lunghezza, eliminare le foglie basali e immergere la zona del taglio in un prodotto per favorire la formazione delle radici nelle talee.

Inserisci quindi la talea in un terriccio per talee da mantenere ben umido e posiziona in un luogo ombreggiato per circa 2 mesi, fino a quando non si svilupperanno le radici.

A questo punto potrai trasferire la talea in un terriccio più adatto.

Utilizzi e simbologia

Per finire, scopriamo quali sono gli utilizzi – oltre a quello puramente decorativo – del rododendro. La pianta è infatti impiegata sia in ambito omeopatico che in ambito fitoterapico per curare ipertensione, tosse e reumatismi. Nonostante ciò, bisogna ricordare che l’assunzione eccessiva di rimedi a base di questa pianta potrebbe rivelarsi tossica e provocare gravi effetti collaterali.

Rododendro: significato nel linguaggio dei fiori

Nel linguaggio del fiori, il rododendro è considerato l’emblema della fragilità e della bellezza, ma anche simbolo eleganza, moderazione bellezza.

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