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Cappotto termico: vantaggi e svantaggi da considerare

Il cappotto termico è una misura di ristrutturazione sempre più richiesta. Ma vediamo i vantaggi e gli svantaggi relativi a questo tipo di termoisolamento.

Cappotto termico: vantaggi e svantaggi da considerare

Fonte immagine: Unsplash

Il cappotto termico rappresenta uno degli interventi di ristrutturazione maggiormente richiesti dagli italiani. Non solo perché può migliorare sensibilmente la gestione termica dell’abitazione, sia d’estate che in inverno, ma anche per avere i bonus messi a disposizione a livello statale.

Primo fra tutti, il Superbonus al 110%, ma anche altre agevolazioni previste per incrementare l’efficientamento energetico della propria abitazione. Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi del cappotto termico?

Si è soliti pensare che l’installazione di un cappotto termico sia vantaggiosa per qualsiasi tipo di abitazione. Sebbene nella maggior parte dei casi sia così, in alcune condizioni potrebbe peggiorare la qualità della vita in casa, soprattutto se non installato ad arte e quindi prima causa della formazione di condensa e umidità.

Per questo, è sempre necessario farsi seguire in questa scelta da personale qualificato. Di seguito, qualche consiglio utile.

Cosa è il cappotto termico

Ristrutturare casa

Con il termine comune cappotto termico si identifica il cosiddetto “isolamento a cappotto”, un intervento di ristrutturazione delle pareti esterne dell’abitazione per migliorare l’efficientamento termico ed energetico della casa.

Semplificando, si tratta dell’applicazione di un materiale isolante sulle superfici esterne dell’edificio, per proteggere le pareti dall’azione del sole, del vento, della pioggia e dell’umidità.

L’installazione di un cappotto termico prevede l’applicazione, tramite speciali colle o dei fissanti, di alcuni materiali di rivestimento. Questi, la cui tipologia e spessore sono definiti per legge, vanno così a ricoprire le pareti esterne dell’edificio incrementandone la portata isolante.

I materiali utilizzati per questo tipo di intervento sono i più svariati e possono comprendere elementi quali la lana minerale o di riccia, la fibra di legno, il sughero, le schiume minerali, l’EPS e l’XPS – due tipologie di polistirene – l’Aerogel e molto altro ancora. È anche possibile ricorre a più materiali, a seconda delle proprie esigenze.

Forse non tutti sanno che l’isolamento a cappotto può essere realizzato anche sulle pareti interne delle abitazioni, anche se poco frequente come scelta. Questo perché riduce lo spazio calpestabile e vivibile all’interno delle stanze, anche di 12 o 15 centimetri di spessore per ogni singola parete.

Cappotto termico, il ruolo del Superbonus 110%

Bonus ristrutturare casa

Molte persone sono giunte a conoscenza del capotto termico con il lancio, nel primo anno della pandemia mondiale da Covid, del già ribattezzato Superbonus al 110%.

Questo incentivo statale, introdotto per la prima volta dal governo Conte e in fase di revisione nell’estate del 2022, prevede la possibilità di recuperare fino al 110% delle spese di ristrutturazione della propria casa, se fatte per migliorarne l’efficienza sia dal punto di vista energetico che termico.

Il bonus prevede la distinzione tra interventi “trainanti” o meno, quelli considerati essenziali e quelli accessori per l’efficientamento degli edifici, il cappotto termico rientra nei primi.

La spesa per l’installazione e gli altri interventi di ristrutturazione può essere quindi recuperata al 110% sia con un credito di imposta, la cui restituzione da parte dello Stato avverrà secondo un calendario a rate, che immediatamente.

In questo caso si avrà la cessione del credito all’azienda o all’impresa che eseguirà i lavori, quindi con uno storno immediato in fattura. Per poter usufruire del Superbonus al 100%, è necessario che gli interventi garantiscano la crescita dell’immobile di almeno due classi energetiche o, ancora, il raggiungimento della classe energetica più alta possibile.

Per approfittare di forti sconti nell’applicazione di un cappotto termico, non si ha però soltanto il Superbonus. Esiste anche il già ribattezzato Bonus Ristrutturazioni, che prevede una detrazione IRPEF fino al 50% per un tetto massimo di spesa di 96.000 euro.

I vantaggi del cappotto termico

Ma quali sono i vantaggi del cappotto termico, in che modo può migliorare la tenuta termica della casa? Questo intervento è utile per la termoregolazione degli ambienti, sia d’estate che d’inverno. Di seguito, tutti i benefici che si possono ricavare dalla sua installazione.

Isolamento termico

Termometro, estate

Il primo vantaggio dell’installazione di un cappotto termico è, come facile intuire, quello di migliorare l’isolamento termico della propria abitazione. Questo si traduce in due precise condizioni, a seconda del periodo dell’anno:

  • In inverno, il cappotto riduce la dispersione del calore e limita il raffreddamento delle stanze. Poiché l’abitazione è maggiormente in grado di mantenere la propria temperatura, si ha una riduzione sensibile nel consumo di gas oppure di energia elettrica per le necessità di riscaldamento;
  • In estate, il cappotto funziona come un vero e proprio scudo ai raggi solari e, di conseguenza, aiuta a mantenere un naturale fresco in tutti gli ambienti.

Continuità termica fra gli ambienti

L’applicazione di un cappotto termico permette di migliorare in modo sensibile la continuità termica fra gli ambienti, grazie alla minore dispersione del calore. Tutte le stanze della casa risulteranno di temperatura simile, senza sbalzi tra anfratti dell’appartamento molto caldi ed altri estremamente freddi.

Questo perché, impedendo la dispersione del calore verso l’esterno ed evitando che gli agenti atmosferici possano innalzare o abbattere la temperatura media interna. Non potendo sfogarsi verso l’esterno, il calore oppure l’aria fresca d’estate sono distribuiti in modo uniforme in tutte le stanze.

Risparmio energetico e meno emissioni

Risparmio energetico, cappotto termico

Così come già accennato, il cappotto termico permette di ridurre in modo più che apprezzabile i consumi energetici, riducendo così anche i costi in bolletta. Un vantaggio non da poco, in un periodo di crisi energetica e crescita del costo di luce, acqua e gas.

In inverno si può arrivare anche a un taglio dl 30-40% dei consumi, mentre in estate – proteggendo proprio l’abitazione dai raggi solari – questa soglia può raggiungere il 50%.

Non è però tutto: meno consumi significa anche meno emissioni di gas climalteranti e dannosi in atmosfera, soprattutto se si dispone di sistemi di raffreddamento o riscaldamento dell’abitazione alimentati a gas.

Facciata inalterata

I cappotti termici moderni vengono realizzati con grande cura delle pareti delle abitazioni, grazie anche alle potenzialità rese possibili dai materiali di ultima generazione. Questo significa che l’aspetto estetico degli esterni della casa, il suo design, rimarrà completamente inalterato: è infatti possibile riprodurre la facciata originale, nonostante l’installazione di uno strato aggiuntivo.

Questo è importante per quegli edifici che godono di un certo pregio artistico o architettonico, anche se in questi casi è necessario chiedere un parere alle locali sovrintendenze per valutare l’esistenza di eventuali vincoli.

Gli svantaggi del cappotto termico

E sul fronte degli svantaggi? Quali elementi vanno presi in considerazione prima di procedere alla ristrutturazione delle pareti esterne delle casa e all’installazione del cappotto termico? Per quanto siano molto meno frequenti rispetto ai vantaggi, anche i fattori negativi possono avere un certo peso.

Durata

Ristrutturazione

Quanto dura il cappotto termico? È questa la domanda che tutti si pongono prima di scegliere se avviare un piano di ristrutturazione della propria abitazione. E rispondere non è affatto semplice.

Molto dipende dalla qualità e dalla tipologia dei materiali utilizzati, dalla loro resistenza agli agenti atmosferici e soprattutto dalla precisione dell’installazione da parte dell’azienda che condurrà i lavori. Materiali come il polistirene mantengono le loro proprietà isolanti per 12-20 anni, altri elementi più rigidi – come la lana di roccia o la fibra di vetro – possono arrivare anche tranquillamente a 30 anni.

Umidità e muffa

Cappotto termico e condensa

Se la coibentazione dell’abitazione non viene eseguita a regola d’arte, un fatto davvero poco frequente di questi tempi, la casa potrebbe faticare nella gestione del corretto isolamento degli ambienti e nello scambio delle correnti umide e secche con l’esterno.

Questo si traduce innanzitutto in un’alterata temperatura esterna – troppo fredda in inverno, troppo calda in estate – ma anche nella formazione di condensa sulle pareti interne che, a lungo andare, può dar vita a fenomeni fastidiosi come quello dell’umidità eccessiva e della formazione di muffe. Per questa ragione, è sempre necessario affidarsi a professionisti qualificati.

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