Cambiamenti climatici, da nuove piante un’arma per combatterli

Cambiamenti climatici, da nuove piante un’arma per combatterli

Fonte immagine: Pixabay

Cambiamenti climatici, da nuove piante un'arma in più per combatterli: grazie al basso contenuto di clorofilla, riducono il surriscaldamento.

I cambiamenti climatici si potranno contrastare anche con l’arrivo di nuove piante. È quanto rivelano alcuni ricercatori dell’Istituto per la Bioeconomia del CNR e dell’Università di Verona, in un Opinion Paper pubblicato sulla rivista scientifica Global Change Biology. Così come riferisce Adnkronos, alcuni vegetali a basso contenuto di clorofilla possono efficacemente riflettere la luce solare, limitando così il surriscaldamento del Pianeta.

Quello del cambiamento climatico è un problema che l’uomo deve affrontare in tempi brevissimi, per evitare conseguenze disastrose per la sopravvivenza degli habitat naturali che delle più svariate specie animali. Per questo motivo è importante implementare qualsiasi arma oggi conosciuta, allo scopo di limitare l’innalzamento delle temperature.

Cambiamenti climatici e piante pallide

L’Opinion Paper citato è stato proposto dai ricercatori Lorenzo Genesio, Franco Miglietta e Roberto Bassi, allo scopo di evidenziare un’arma in più nella lotta ai cambiamenti climatici. Il tutto utilizzando delle piante che, dato il loro colore “pallido”, possono più efficacemente riflettere la radiazione solare.

Le enormi emissioni di gas serra a cui la Terra è oggi sottoposta hanno come effetto, anche per via della distruzione degli habitat naturali, di aumentare l’assorbimento delle radiazioni solari. Si ha così una crescita progressiva della temperatura, con tutti i rischi che ne conseguono. Normalmente, parte della radiazione solare viene efficacemente riflessa nello spazio dalle aree più candide del globo, come le nevi perenni e i grandi ghiacciai, tuttavia queste zone si stanno sempre più riducendo a causa dei cambiamenti climatici.

Introducendo però delle piante a basso contenuto di clorofilla, e quindi dalle foglie più pallide rispetto al comune, si potrebbero raggiungere risultati analoghi. Così spiega Lorenzo Genesio dalle pagine di ADNKronos:

Una strategia utile a controbilanciare una parte del crescente effetto serra è quella di aumentare la frazione della luce solare che viene riflessa dalla superficie terrestre che, tornando indietro verso lo spazio, non contribuisce al suo riscaldamento. E questo potrà essere fatto anche coltivando nuove piante con bassi contenuti di clorofilla; piante più “pallide” che riflettono molta più radiazione solare.

Non è però tutto, poiché queste piante offrono anche altri vantaggi, come una fotosintesi maggiore e quindi una produzione di ossigeno più alta. Tra le varietà più adatte anche orzo, grano, mais e soia, così come aggiunge Franco Miglietta:

In sintesi, coltivare varietà di piante più pallide equivale a ridurre le emissioni di gas climalteranti, con un effetto di riduzione delle temperature a scala locale nelle zone più densamente popolate.

Fonte: ADNKronos

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