Calendario dell’Avvento: cos’è e perché si fa

Calendario dell’Avvento: cos’è e perché si fa

Fonte immagine: gwenael le vot via iStock

Il calendario dell'Avvento è un'usanza molto diffusa per celebrare il Natale: ecco cosa è, le origini e perché è diventato tradizione farlo.

È diventata ormai da tempo una vera e propria consuetudine di fine anno, capace di attirare le attenzioni soprattutto dei bambini: il calendario dell’Avvento rappresenta un modo simpatico, e spesso anche goloso, per avvicinarsi al Natale. Eppure la sua storia è relativamente recente e, negli ultimi anni, ha assunto le più singolari declinazioni. Ma cosa è il calendario dell’Avvento e, soprattutto, perché si fa?

Di seguito, uno sguardo alle caratteristiche di questa consuetudine natalizia, nonché alle sue origini, radicate in Germania.

Calendario dell’Avvento: cosa è?

Calendario avvento

Il calendario dell’Avvento, così come già anticipato, è diventato da tempo una tradizione del Natale. Si tratta, nei fatti, di piccole sorprese – perlopiù dolci – di cui i più piccoli possono approfittare nelle quattro settimane antecedenti al 25 dicembre. Nato come un vero e proprio calendario, con piccoli sportelli in carta per svelare la sorpresa quotidiana, l’iniziativa si è poi sviluppata nelle più svariate declinazioni. Non solo sul fronte dei piccoli regali – ben oltre ai dolci, dai disegni a minuscoli giocattoli – ma anche nelle modalità: dalla preparazione di sacchetti dedicati a simpatiche scatoline sparse della casa, anche in un’ottica di riciclo creativo.

Nella tradizione cristiana, l’Avvento – ovvero il tempo di preparazione liturgica al Natale – è solitamente rappresentato dalle quattro settimane antecedenti alla nascita di Gesù. Negli ultimi tempi, forse anche per ragioni di natura commerciale, l’avvio del calendario in questione è fissato al primo dicembre, quindi a 24 giorni dalla natività. In alcune nazioni, come alcuni stati degli USA, questo lasso di tempo viene addirittura accorciato, facendolo corrispondere a 12 giorni soltanto.

Calendario dell’Avvento: storia e motivazioni

Calendario avvento

Per quanto possa apparire una celebrazione natalizia persa in secoli lontani, in realtà il Calendario dell’Avvento è stato inventato poco più di 100 anni fa, nei primi decenni del ‘900. La prima pubblicazione avvenne nel 1908, grazie all’editore tedesco Gerhard Lang, il quale mise in vendita un piccolo calendario in cartone con sportellini per ogni giornata, pronti a celare disegni, angeli, preghiere o il volto di Gesù Bambino. L’idea nacque per estensione di un’usanza tedesca precedente: quella di preparare 24 sacchettini di biscotti e altri dolciumi per i bambini, per rendere più dolce la loro attesa. Lo stesso Lang sviluppò l’idea di sua madre che, quando l’editore era piccolo, ideò 24 piccole sorprese forse perché stanca di sentire la domanda “quando arriva il Natale?”.

Sono molteplici le ragioni che spiegano perché oggi in molti approfittino di un calendario dell’Avvento. Oltre a incuriosire i bambini, infatti, a seconda delle declinazioni questa pratica ha obiettivi diversi. Vi sono calendari religiosi, ad esempio, che riportano 24 preghiere diverse per avvicinare giovani e adulti sempre più alla fede. Altri, di natura invece commerciale, che sponsorizzano prodotti o legati a concorsi natalizi.

Non è mancato nemmeno un impulso politico all’usanza del calendario dell’Avvento. Durante la Seconda Guerra Mondiale, ad esempio, le forze naziste tedesche lo utilizzarono a scopo di propaganda, celando dietro alle finestrelle simboli e icone di partito. Lo stesso avvenne in Russia, dove per lungo tempo il calendario servì per celebrare i successi – tecnologici e politici – del Paese: ben nota è la versione, circolata fino agli anni ’80, con tutte le missioni spaziali russe, con omaggi per Juri Gagarin.

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