Bambù, fibre sono la nuova frontiera del design

Bambù, fibre sono la nuova frontiera del design

Fonte immagine: Unsplash

Novità in fatto di piatti e stoviglie biodegradabili, prodotti eco dall'unione tra le fibre di bambù e quelle di canna da zucchero.

Noto come acciaio vegetale il bambù è considerato il materiale del futuro grazie al suo impatto ambientale quasi azzerato. Non a caso riesce a ridurre le emissioni di gas serra fino al 97%, lavorando positivamente sia rispetto alla plastica che agli articoli bio. La fibra di bambù è stata studiata a lungo tanto da trovare spazio anche nell’edilizia e nel tessile con risultati sorprendenti in fatto di rispetto ambientale. Per questo recentemente è stato valutato il suo impiego per la mise en place, ovvero la produzione di stoviglie per un apparecchiatura moderna. Dal gusto esotico e dal design lineare, ma completamente biodegradabile.

A studiare le proprietà del bambù in fatto di stoviglie e piatti è stata la Northeastern University di Boston, che ne ha testato l’unione con la fibra di canna da zucchero. Consentendo così una produzione pulita, sostenibile e principalmente biodegradabile. Una fibra considerata ibrida, che ha permesso la creazione di un materiale innovativo e resistente anche all’utilizzo dell’olio. La cui produzione offre un impatto minore sull’ambiente, con costi contenuti garantendo un prodotto finale in grado di dissolversi completamente decomponendosi dopo sessanta giorni.

Stoviglie ecologiche in bambù

Bamboo
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Lo studio condotto da Hongli Zhu della Northeastern University è nato dalla necessità di ridurre l’utilizzo delle plastiche e dei materiali non biodegradabili, ma ancora molto presenti per il trasporto dei cibi e delle bevande take away. La scoperta sensazionale portata avanti dal team permette il riutilizzo della bagassa, nota anche come polpa di canna da zucchero, le cui fibre corte e spesse sono state intrecciate con quelle lunghe e sottili del bambù.

Questo ha permesso la possibilità di modellare e creare stoviglie resistenti al calore e ai liquidi. Anche all’olio e all’acqua grazie all’aggiunta dell’AKD, una sostanza chimica ecologica ampiamente utilizzata nell’industria alimentare. Queste le parole di Hongli Zhu:

È difficile vietare alle persone di utilizzare contenitori monouso perché sono economici e convenienti. Ma credo che una delle buone soluzioni sia quella di utilizzare materiali più sostenibili, utilizzare materiali biodegradabili per realizzare questi contenitori monouso.

In Cina il bambù nasce spontaneamente e viene coltivato con costanza, le specie presenti sono tantissime e ognuna viene utilizzata in modo differente. In Italia le coltivazioni sono ancora abbastanza recenti e quasi tutte localizzate nella Pianura padana, dove si segue la crescita e l’impatto sull’ambiente. Secondo i dati il bambù riuscirebbe ad assorbire più anidride carbonica rispetto alla vegetazione classica.

Fonte: Sci Tech Daily

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