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Auto elettriche: il design del passato porta alla mobilità di domani

Auto elettriche: il design del passato porta alla mobilità di domani

Fonte immagine: Volkswagen

Dal Bulli elettrico agli Shuttle EV previsti in Qatar nel 2022, il legame con il passato conduce l'automobilista verso il futuro.

Fino a qualche anno fa l’auto elettrica era immaginata come qualcosa di avveniristico sia a livello di contenuti che di design, oggi è entrata nell’immaginario collettivo sposando modelli di grande successo come è avvenuto ad esempio per la Volkswagen e-Golf, che presto lascerà spazio all’innovativa ID.3. Ma questo genere di alimentazione di recente è stata scoperta anche dai possessori di veicoli storici e non mancano proposte per riconvertire modelli del passato con unità elettriche: un mix interessante per rendere attuali auto che altrimenti sarebbero difficilmente utilizzabili sulle strade di oggi. Certo, si tratta di un fenomeno poco apprezzato dai puristi più intransigenti ma che consente di mantenere intatta l’autenticità dei vari modelli che hanno fatto la storia dell’automobile rendendoli nel contempo sostenibili.

Sono diverse le motivazioni che possono spingere un automobilista a trasformare la propria auto con numerose primavere sulle spalle in un mezzo ad impatto zero: alcuni hanno sviluppato una sensibilità verso l’ambiente particolarmente elevata, altri semplicemente non vogliono rinunciare a guidare la propria compagna a quattro ruote a causa delle limitazioni imposte dalle normative attuali (nonostante ci possano essere delle particolari deroghe a riguardo).

Esempi illustri di modelli iconici divenuti elettrici

Tra le vetture che meglio rappresentano questa nuova moda capace di mixare agilmente passato e futuro della mobilità, troviamo una roadster apparsa in diretta televisiva in occasione delle nozze del principe Harry con la sua Meghan. L’auto, nata nel 1968, è stata spogliata del suo motore originale per ospitare un’unità elettrica da 220 kW (295 CV) e può contare su una batteria agli ioni di litio da 40 kWh per un’autonomia di 270 km.

Si tratta di un esemplare unico, che risponde al nome di Zero Concept, assemblato nel 2017, e che nasconde una presa di ricarica nello sportellino di solito deputato al rifornimento. Un altro esempio è fornito dalla rivisitazione di una famosa spiaggina realizzata sul finire degli anni ‘50 dalla carrozzeria Ghia. La linea è rimasta intatta, ma la calandra ospita la presa di ricarica, mentre i fari, pur avendo il medesimo disegno dell’originale, presentano la tecnologia a LED. Cambia anche il quadro strumenti con un display da 5 pollici che consente di tenere sotto controllo la ricarica della batteria. Quest’ultima fa il pieno di energia in 4 ore utilizzando una colonnina rapida, mentre impiega il doppio del tempo se collegata ad una presa domestica. Il telaio è stato rinforzato, così come la cornice del parabrezza, ma le sedute rimangono quelle che hanno fatto la fortuna del modello originale.

Volkswagen tra passato e futuro con l’e-BULLI

In prima linea e fortemente indirizzata verso una mobilità sostenibile, Volkswagen, in sinergia con eClassics, ha attinto alla sua tecnologia attuale per trasformare un T1 del 1966 in un veicolo al 100% elettrico. Così, il propulsore del BULLI originario è stato sostituito dall’unità elettrica dell’e-BULLI con cambio monomarcia. L’autonomia, garantita dalla batteria di 45 kWh, che trova posto nel pianale, è di 200 km, e bastano solamente 40 minuti per ottenere una ricarica dell’80%. Infinitamente più silenzioso del propulsore originale, il motore elettrico dell’e-Bulli garantisce al mitico pulmino della Casa tedesca, icona di un mondo libero e spensierato, prestazioni notevolmente più elevate, raddoppiandone le potenzialità velocistiche, mentre la velocità massima è stata limitata a 130 km/h.

Stilisticamente indovinata la posizione della presa di ricarica sotto la targa, mentre all’interno spiccano il tablet integrato nella plancia, la moderna leva del cambio automatico, il pavimento in legno, ed il piccolo display nella strumentazione per tenere sotto controllo il livello di carica della batteria. Questa operazione, che consente a tutti coloro che possiedono un Transporter storico di guidare senza preoccuparsi delle limitazioni imposte ai veicoli d’epoca, rappresenta anche un passaggio di testimone ideale dai veicoli storici al nuovo ID.BUZZ che sfrutterà tutte le potenzialità della nuova piattaforma modulare MEB.

L’erede del Bulli a guida autonoma entra in servizio a Doha nel 2022

Lo step successivo all’entrata in scena dell’ID.BUZZ è la commistione tra alimentazione elettrica e guida autonoma, tutto questo si concretizzerà entro il 2022, a Doha, in occasione dei mondiali di calcio. Infatti, per questo evento Volkswagen, insieme a Qatar Investment Authority, sta lavorando per inserire dei veicoli elettrici a guida autonoma nella flotta adibita al trasporto pubblico, nello specifico si tratta di 35 esemplari di ID.BUZZ AD che potranno circolare nella zona di Westbay su percorsi parzialmente variabili trasportando un massimo di 4 persone per van. Durante l’anno inizieranno i primi test, i quali proseguiranno nel 2021 con la sperimentazione su strada. L’aspetto interessante è che questo esperimento potrebbe essere alla base di una rivoluzione generale nella mobilità urbana.

In collaborazione con MoDo – Volkswagen Group Italia

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