Greenstyle Alimentazione Alimenti 10 alimenti con vitamina C che non ti aspetti

10 alimenti con vitamina C che non ti aspetti

10 alimenti con vitamina C che non ti aspetti

Fonte immagine: Pixabay

Quando si parla di alimenti con vitamina C, un elemento indispensabile per il benessere dell’organismo, alla mente dei più balza l’immagine di una succosa arancia. Questo frutto è infatti universalmente associato all’apporto della vitamina in questione e, per questo motivo, ritenuto la fonte più ricca del micronutriente. Ma è davvero così?

Gli studi condotti negli anni sulle proprietà nutrizionali degli alimenti svelano una realtà assai diversa. Per quanto l’arancia sia una buona fonte di vitamina C, non rappresenta di certo il frutto che ne apporta le quantità maggiori. E non solo viene battuto da varietà poco note sul banco dell’ortolano, ma anche da numerose specie di comunissimo consumo.

Ma quali sono le funzioni della vitamina C, come sono nate le credenze popolari sul conto del micronutriente e quali vegetali ne assicurano le dosi maggiori?

Vitamina C: a cosa serve e benefici

Alimenti con vitamina C

Nota anche come acido ascorbico, la vitamina C è un micronutriente indispensabile per l’organismo. Si tratta di una sostanza organica appartenente alla famiglia delle vitamine idrosolubili e, proprio per questa ragione, facilmente assimilabile dall’organismo.

La quasi totalità della vitamina C assunta quotidianamente proviene dall’alimentazione e, mantenendo un regime vario e sano come quello della dieta mediterranea, non è difficile raggiungere il fabbisogno giornaliero consigliato dagli esperti per gli adulti. Questo si assesta attorno ai 90 mg al giorno per gli uomini e 70 per le donne.

Ma quali sono le funzioni della vitamina C, quali i benefici che apporta all’organismo? Questa sostanza è utile per moltissime necessità metaboliche del corpo: è indispensabile per la sintesi degli aminoacidi, concorre alla produzione degli ormoni, stimola il collagene e rinforza il sistema immunitario.

Su questo ultimo fronte, la vitamina C è in grado di aumentare l’efficacia dei globuli bianchi nel limitare l’azione degli agenti esterni dannosi e, al contempo, contrasta gli effetti dei radicali liberi. Questi vengono rilasciati per ossidazione durante le normali attività delle cellule e sono i principali responsabili proprio dell’invecchiamento cellulare.

Si può quindi dire che la vitamina C rappresenti un alleato per la lotta alle infezioni e ai disturbi da raffreddamento, per il mantenimento di una cute giovane ed elastica e per il corretto equilibrio ormonale del fisico.

Vitamina C: il falso mito dell’arancia

Arancia e vitamina C

Come già accennato in apertura, quando si pensa alla vitamina C alla mente non può che balzare l’immagine di una succosa arancia. Nella tradizione popolare, questo frutto è infatti considerato fra i più ricchi – se non il più ricco – di questa sostanza organica.

E sebbene la scienza abbia già più volte smentito questa diceria, il primato dell’arancia nell’immaginario collettivo è rimasto invariato. Arrivare all’origine del mito non è semplice, sebbene accompagni la vitamina C sin dalla sua scoperta, negli anni ’20 del secolo scorso. È tuttavia probabile che da tempi antichissimi si conoscessero gli effetti benefici del consumo di agrumi su alcuni disturbi stagionali e la conferma nel Secolo Breve non ha fatto altro che rafforzare questa credenza.

Ancora, il frutto è pressoché ovunque facilmente accessibile: di conseguenza, per molti decenni ha rappresentato l’alimento più diffuso e semplice da trovare per una ricarica di salute.

Alimenti con vitamina C: quali sono?

Sono moltissimi gli alimenti con vitamina C che superano di gran lunga l’arancia, un frutto che offre circa 75 mg di questa sostanza organica per ogni 100 grammi consumati. Questo fa dell’agrume un cibo utile all’apporto di vitamina C, ma non il più generoso.

Vi sono ortaggi, verdure e frutti che possono addirittura superare i 2.000 mg del micronutriente, di seguito i 10 più famosi.

Prugna kakadu: la regina della vitamina C

Prugna Kakadu e vitamina C
Fonte: Auscape/Universal Images Group via Getty Prugna Kakadu

La prugna kakadu è il frutto che contiene più vitamina C al mondo. Di colore verde e originaria delle foreste dell’Australia, questa prugna offre un apporto medio di ben 2.500 mg del micronutriente. E non è tutto, ne sono stati trovati addirittura esemplari rari da 5.000 mg per 100 grammi di alimento.

Ovviamente, si tratta di una quantità ben più elevata del fabbisogno quotidiano e l’eccesso di vitamina C può avere anche effetti sgradevoli, soprattutto a livello intestinale. Oggi questo frutto è al vaglio degli scienziati poiché potrebbe anche racchiudere delle proprietà utili alla lotta all’Alzheimer.

Acerola

Acerola

Nota anche come ciliegia delle Barbados, l’acerola è un frutto che viene consumato fresco nei paesi d’origine del Centro e del Sudamerica, diffusa invece in Europa come integratore alimentare. Ha un’apporto di vitamina C anche di 40-50 volte superiore all’arancia, pari a quasi 2.000 mg.

Anche in questo caso ben oltre il fabbisogno quotidiano, ma va sottolineato come difficilmente se ne consumino 100 grammi, soprattutto se scelta sotto forma di integratore.

Spinacio giapponese

Spinacio giapponese e vitamina C

La komatsuna – nota anche come spinacio senape giapponese – è una delle verdure più coltivate nel Sol Levante, da qualche tempo sempre più popolare anche in Europa. Dalle larghe foglie verdi, la consistenza morbida e il sapore intenso, si tratta di un ortaggio proprio ricco di vitamina C.

100 grammi di alimento assicurano infatti un apporto di circa 190 mg del micronutriente. Ed è perfetto per qualsiasi tipo di dieta, anche per quelle dimagranti.

Peperone

Peperone

Fra i cibi più comuni utili per una ricarica di vitamina C, non può mancare di certo il classico peperone. Indipendentemente dalla sua colorazione – rossa, gialla o verde – l’alimento è un’ottima fonte del micronutriente: circa 170 mg per 100 grammi di peso.

Protagonista della dieta mediterranea e della cucina italiana, può essere quindi indicato per chi soffre di una carenza della vitamina. Ancora, aiuta l’apparato cardiocircolatorio con i suoi principi attivi, utili per rinforzare le pareti delle arterie.

Kiwi

Kiwi

Forse non tutti sanno che il comunissimo e amato kiwi, un frutto che viene consumato sia fresco che in succo, rappresenta una fonte eccellente di vitamina C. Per 100 grammi di prodotto, si contano infatti circa 130 mg del nutriente.

Difficilmente ne viene però consumata una quantità così elevata, anche perché l’eccesso può provocare fastidiosi effetti lassativi. Ma un paio di kiwi al giorno possono fare di certo la differenza per il benessere dell’organismo.

Rucola

Rucola e vitamina C

Anche le più comuni varietà d’insalata, come l’onnipresente rucola, possono rappresentare un alleato nell’apporto dell’indispensabile sostanza organica. 100 grammi di rucola fresca garantiscono infatti circa 90 mg di vitamina C.

Come tutte le verdure a foglie verdi, questa specie offre poi un buon apporto di triptofano, un precursore della serotonina: un sostegno ideale per il buon umore.

Verza

Verza

Verdura tipica dell’autunno e dell’inverno, consumata sia cruda che cotta, la verza è un alimento che non dovrebbe mai mancare sulla tavola. Soprattutto se si cerca di innalzare i propri livelli di vitamina C.

Basti pensare che 100 grammi dell’ortaggio assicurano all’organismo ben 85 mg del nutriente, praticamente la dose raccomandata per un uomo adulto.

Clementine

Clementine e vitamina C

Gli agrumi non sono affatto da escludere, a partire proprio dalle già citate arance. Vi è però un lontano parente che può risultare più indicato all’interno di un regime alimentare volto al recupero della vitamina C: le clementine.

Tipiche dell’autunno e dell’inverno, e immancabili sulla tavola delle feste, apportano infatti ben 75 mg della sostanza organica ogni 100 grammi consumati.

Fragole

Fragole in vaso

In pochi resistono al gusto dissetante delle fragole, uno dei frutti più amati, soprattutto nella stagione più calda. Non solo dolci e adatte sia al consumo fresco che in cottura, ma anche amiche dell’organismo.

100 grammi di fragole offrono infatti circa 55 mg di vitamina C, un buon apporto quotidiano e un modo gustoso per innalzare i livelli nel sangue del micronutriente.

Cavolini di Bruxelles

Cavoletti di Bruxelles

Al contempo amati e odiati, in particolare dai più piccoli, i cavolini di Bruxelles – o cavoletti di Bruxelles – apportano ben 53 mg di vitamina C.

Non solo, sono anche molto indicati per ripristinare i principali livelli di minerali nel sangue, sono amici del benessere dell’intestino e il consumo regolare a un effetto protettivo sulle più disparate patologie croniche.

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