Una corretta respirazione il primo passo nell’avvicinarsi allo yoga. Una pratica sempre più diffusa anche in Occidente, che contribuisce al rilassamento e in alcuni casi al miglioramento della propria tonicità fisica e nella quale sono molto importanti le posizioni assunte. Altrettanto però si rivela essere la tecnica con cui si respira.

Sia che pratichiate ancora posizioni facili o siate già più avanti e quindi in grado di praticare lo yoga a livelli avanzati, la respirazione è e continuerà ad essere per voi un aspetto fondamentale.

La respirazione si compone di due fasi principali: espiratoria e inspiratoria. La prima è di grande importanza, poiché si ritiene fondamentale liberare il corpo dall’aria “cattiva” prima di far entrare il nuovo salutare respiro. La seconda si realizza a sua volta grazie a tre componenti: respirazione addominale (espansione dei polmoni verso il basso), toracica (espansione laterale) e clavicolare (verso l’alto).

Repirazione nello Yoga: la tecnica Pranayama

Esistono varie pratiche di respirazione applicabili alle tecniche yoga, anche se la più conosciuta e apprezzata è senz’altro la tecnica di controllo Pranayama (o Prânâyâma). Si tratta di tecniche di respirazione molto efficaci, in grado anche di purificare il proprio respiro dopo una giornata passata in ambienti con aria poco salubre. È ad ogni modo consigliabile che i primi tentativi vengano eseguiti in presenza di un praticante esperto.

La tecnica Pranayama deriva il suo nome dal Prana, ovvero l’energia che secondo gli antichi maestri penetra nel corpo insieme con l’ossigeno e di cui l’organismo si nutre. Solo con la morte si termina questo assorbimento, momento in cui la propria energia si disperde ritornano all’universo.

Il Prana rende, secondo la tradizione dei maestri yoga, l’aria migliore e quindi più benefica. Sarebbe la ricchezza di questa energia a far sì che l’aria che viene dal mare, quella dei boschi e delle montagne risulti più gradevole al nostro corpo, così come la sua assenza impoverisce e rende “morta” quella che in Occidente si chiama di solito “aria viziata”.

Opportuno innanzitutto, prima di passare alle tecniche vere e proprie, capire il proprio respiro e migliorarne il funzionamento. Questa comprensione ha inizio con la presa di coscienza che l’atto stesso di respirare si realizza nella tecnica Pranayama in quattro fasi: attività inspiratoria, breve apnea inspiratoria, espirazione e breve apnea espiratoria.

Questa presa di coscienza è fondamentale per il passaggio alle tecniche di perfezionamento della respirazione del Pranayama. Occorre innanzitutto respirare in maniera lenta e profonda, cercando il massimo rilassamento e praticare lo yoga all’interno di aree ricche di Prana.

Consigli per una corretta respirazione durante lo yoga

Due sono i consigli per iniziare a correggere la propria respirazione. Il primo è di respirare soltanto con il naso, questo in assenza di raffreddore o di altre patologie che possano occludere le vie nasali. Evitare quindi l’utilizzo della bocca, riservata all’espirazione.

Altro aspetto importante è l’utilizzo pieno dei polmoni. Un respiro errato utilizza solo l’area superiore di questi ultimi, tralasciando il ricorso al diaframma e quindi il riempimento della zona polmonare inferiore. Un’abitudine da correggere concentrandosi sulla pratica respiratoria, così da giungere a un miglioramento non soltanto fisico, ma anche psicologico.

1 novembre 2013
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